Diritto Amministrativo I: Autocertificazioni

La semplificazione del procedimento 

La legge n.241/90 ha avviato una intensa politica di semplificazione amministrativa con lo scopo di riduzione della spesa e miglioramento dei servizi resi al cittadino. 
La conferenza di servizi e gli accordi tra amministrazioni sono istituti di semplificazione amministrativa, al pari della disciplina dei pareri e delle valutazioni tecniche, dell'autocertificazione, della denuncia di inizio di attività e del silenzio-assenso
A partire dal 1997, quello di semplificazione è divenuto un processo permanente, alimentato annualmente da una legge di semplificazione approvata su iniziativa del Governo. Quest'ultima introduce varie misure di semplificazione, tra le quali la riduzione del numero delle fasi procedimentali, la riduzione dei termini dei procedimenti, la riduzione del numero dei procedimenti e il loro accorpamento.


Autocertificazioni

Con le certificazioni un pubblico ufficiale attesta un determinato fatto, un atto, uno stato, una qualifica personale. Il certificato è il documento che contiene la certificazione e ha funzione di ricognizione, riproduzione, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri. Esso ha l’efficacia dell’atto pubblico; fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento fornito dal pubblico ufficiale. 

In diversi procedimenti amministrativi l’amministrazione procedente richiede al privato l’esibizione di certificati (conseguimento laurea e altri titoli). 
La l. 241/90 nell’intento di semplificare consente all’interessato di poter provare determinati atti, fatti e qualità personali senza esibire i relativi certificati. 
Vi sono 2 tipi di certificazioni sostitutive:

  •  la dichiarazione sostitutiva di certificazione che è un atto privato sottoscritto dall’interessato prodotto in sostituzione del certificato; 
  •  la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che è un certificato sottoscritto dall’interessato, in presenza di un dipendente pubblico, concernente stati, qualità personali e fatti che siano di sua diretta conoscenza non compresi in pubblici registri, albi e non suscettibili di essere comprovati con dichiarazione sostitutiva di certificazione. 

Le dichiarazioni sostitutive non hanno piena funzione certificatoria, ma attenuano l’onere di documentazione del privatoResta comunque ferma la facoltà di verificare la veridicità e l’autenticità delle attestazioni prodotte. Il legislatore ha stabilito che sono accertati d’ufficio i fatti, gli stati e le qualità che l’amministrazione procedente o altra amministrazione pubblica sono tenute a certificare.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento D'Alberti, M., 2012. Lezioni di Diritto Amministrativo. 2nd ed. Torino: Giappichelli Editore.