Diritto Amministrativo I: Silenzio assenso

La semplificazione del procedimento 

La legge n.241/90 ha avviato una intensa politica di semplificazione amministrativa con lo scopo di riduzione della spesa e miglioramento dei servizi resi al cittadino. 
La conferenza di servizi e gli accordi tra amministrazioni sono istituti di semplificazione amministrativa, al pari della disciplina dei pareri e delle valutazioni tecniche, dell'autocertificazione, della denuncia di inizio di attività e del silenzio-assenso
A partire dal 1997, quello di semplificazione è divenuto un processo permanente, alimentato annualmente da una legge di semplificazione approvata su iniziativa del Governo. Quest'ultima introduce varie misure di semplificazione, tra le quali la riduzione del numero delle fasi procedimentali, la riduzione dei termini dei procedimenti, la riduzione del numero dei procedimenti e il loro accorpamento.


Silenzio assenso

Il silenzio è l'inerzia dell'amministrazione. Il nostro ordinamento conosce varie forme di silenzio: 

  1. Il silenzio-inadempimento (silenzio-rifiuto) è un mero fatto che si realizza quando l'amministrazione avente il dovere giuridico di emanare l’atto amministrativo ometta di provvedervi senza che vi sia una particolare attribuzione legislativa di significato a tale inerzia. Il silenzio può ritenersi formato alla scadenza del termine fissato per la conclusione del procedimento, dalla cui data può proporsi il ricorso giurisdizionale, volto ad ottenere una pronuncia con cui il giudice ordina all'amministrazione di provvedere entro un termine di regola non superiore a 30 giorni. Occorre precisare che, poiché non vi è stato esercizio del potere, l'amministrazione può provvedere anche successivamente alla formazione del silenzio. 
  2. Il silenzio-rigetto si forma quando l'amministrazione alla quale sia stato indirizzato un ricorso amministrativo rimanga inerte. In tal caso il ricorso si ritiene respinto trascorsi novanta giorni dalla presentazione del ricorso gerarchico. 
  3. Il silenzio-significativo si forma quando, a seguito di istanza del privato titolare di un interesse pretensivo, l’ordinamento collega al decorso del termine la produzione di un effetto equivalente all'emanazione di un provvedimento favorevole (silenzio-assenso) o di diniego (silenzio-diniego). Come è facile notare, a differenza dei primi due casi, qui l'ordinamento collega all'inerzia un determinato valore provvedimentale

Mentre i casi di silenzio-diniego sono pochi (si pensi ad es. al diniego conseguente all’inutile decorso del termine di 60 giorni dalla richiesta della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria), i casi di silenzio-assenso sono abbastanza numerosi. 

Il silenzio-assenso è disciplinato in via generale dall'art. 20 della legge 241/90, il quale dispone che esso può formarsi solo nei casi tassativamente indicati dalla normativa introdotta successivamente tramite regolamento. La norma dispone che nei provvedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell’amministrazione decidente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda se la stessa amministrazione non comunica all’istante, nei termini di conclusione del procedimento, il provvedimento negativo o non indice entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, una conferenza di servizi. 
Nei casi di silenzio-assenso la legge prevede che l’amministrazione possa assumere decisioni in via di autotutela, adottando provvedimenti di revoca o di annullamento d’ufficio.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento D'Alberti, M., 2012. Lezioni di Diritto Amministrativo. 2nd ed. Torino: Giappichelli Editore.