Diritto Amministrativo I: Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA e DIA)

La semplificazione del procedimento 

La legge n.241/90 ha avviato una intensa politica di semplificazione amministrativa con lo scopo di riduzione della spesa e miglioramento dei servizi resi al cittadino. 
La conferenza di servizi e gli accordi tra amministrazioni sono istituti di semplificazione amministrativa, al pari della disciplina dei pareri e delle valutazioni tecniche, dell'autocertificazione, della denuncia di inizio di attività e del silenzio-assenso
A partire dal 1997, quello di semplificazione è divenuto un processo permanente, alimentato annualmente da una legge di semplificazione approvata su iniziativa del Governo. Quest'ultima introduce varie misure di semplificazione, tra le quali la riduzione del numero delle fasi procedimentali, la riduzione dei termini dei procedimenti, la riduzione del numero dei procedimenti e il loro accorpamento.


Segnalazione certificata di inizio attività


L'art. 49, comma 3 bis, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, ha innovato l'art. 19 della Legge sul procedimento amministrativo (l. n.241/1990) sostituendo la dichiarazione di inizio attività - DIA con la segnalazione certificata di inizio attività - SCIA
Il principale elemento differenziale attiene al meccanismo attraverso cui si legittima il privato ad intraprendere l'attività che forma oggetto della segnalazione. In precedenza, si prevedeva, infatti, che il privato dovesse dichiarare l'inizio dell'attività, attendere il decorso di trenta giorni, comunicare l'inizio dell'attività decorsi i trenta giorni e che, la P.A., per trenta giorni decorrenti dalla seconda comunicazione, potesse adottare motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività intrapresa e di rimozione dei suoi effetti in caso di accertata carenza dei presupposti. 
La SCIA consente invece l'immediato inizio dell'attività denunciata, con un più significativo onere di documentazione a carico del privato che dovrà corredare la segnalazione con le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali, con le attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati corredate dagli elaborati tecnici, o con le dichiarazioni di conformità da parte dell'Agenzia delle imprese di cui all' articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. 
Nei sessanta giorni dalla SCIA la P.A. potrà intervenire vietando la prosecuzione dell'attività e rimuovendone gli effetti salva la possibilità di accordare al privato un termine non inferiore a trenta giorni per conformare l'attività ai requisiti imposti dalla legge. Tale facoltà dell'amministrazione è, peraltro, esercitabile sine die in caso di dichiarazioni mendaci. 
Si mantiene, anche per la SCIA la possibilità per l'amministrazione di intervenire in autotutela ex art. 21 quinquies e nonies della L. n. 241 del 1990, decorso il termine di sessanta giorni

Dovrebbe essere conservata la giurisdizione esclusiva posto che, da una parte, l'art. 49 citato impone il riferimento alla SCIA invece della DIA ovunque sia previsto dell'ordinamento previgente il ricorso al meccanismo della DIA e, dall'altro, l'art. 133 del codice del processo amministrativo fa riferimento alla DIA come materia di competenza esclusiva del giudice amministrativo
Sotto il profilo della tutela del terzo, la SCIA sembrerebbe, ancor più marcatamente che la DIA, costituire atto privato a valenza non provvedimentale, sicchè il terzo sarà chiamato a sollecitare l'intervento in autotutela della P.A. e ad agire davanti al giudice amministrativo in reazione all'eventuale silenzio inadempimento serbato dalla P.A. o al provvedimento di diniego.