Diritto Amministrativo I: Le società in partecipazione pubblica

La pubblica amministrazione si articola in diverse figure soggettive. Alcune sono dotate di personalità giuridica come le agenzie amministrative o gli enti pubblici; altre invece sono prive di personalità come i ministeri e le autorità indipendenti
Nell’ambito di tali figure operano strutture che assumono la configurazione di uffici od organi a seconda che la loro azione sia interna o esterna.


Le società in partecipazione pubblica

La figura della società in partecipazione pubblica ha avuto uno sviluppo importante grazie alle vicende istituzionali dell’IRI
La crisi del 1929 in America si ripercosse in Europa e provocò gravi difficoltà per le banche che detenevano azioni delle imprese in crisi. Nel 1933 è stato istituito l’istituto per la ricostruzione industriale (IRI) come struttura pubblica transitoria, per procedere all’acquisto delle azioni detenute dalle banche e al risanamento delle società di cui era divenuto azionista. 
Nel 1937 l’IRI ha costituito holdings che hanno acquisito azioni di imprese operanti in vari settori economici. Questo è stato l’avvio del sistema delle partecipazioni statali
Nel 1956 il sistema si è consolidato con l’istituzione dell’apposito Ministero delle partecipazioni statali (L. 1589/1956). L’IRI è stato poi posto in liquidazione con la legge 133/2008. 

La società in partecipazione pubblica è persona giuridica di diritto privato e regolata essenzialmente dalle norme del codice civile. Vi sono però delle deroghe al regime civilistico (come la nomina di amministratori e sindaci art. 2449 c.c.). 
Nelle società che gestiscono servizi pubblici, lo statuto può prevedere la golden share, un’azione che ha come titolare il ministro di riferimento, che spetta indipendentemente dalla portata della partecipazione pubblica e comporta poteri rilevanti, come il diritto di veto del ministro su acquisizioni azionarie inopportune.

Secondo la Corte di giustizia Europea la golden share consente un controllo pubblico sproporzionato rispetto alla partecipazione azionaria del Governo nella società. La giurisprudenza della Corte costituzionale ha chiarito che finchè la partecipazione pubblica è prevalente, vale il controllo della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria, in applicazione dell’art. 100 Cost e della legge n. 259/1958 relativa al controllo sugli enti sovvenzionati dallo Stato. 
Quando la partecipazione pubblica è totalitaria il rapporto tra politica e amministrazione può equipararsi a quello che si riscontra negli enti pubblici (quindi il potere di indirizzo spetta alla società, la vigilanza al ministro). Quando la partecipazione pubblica è maggioritaria l’autonomia si espande.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento D'Alberti, M., 2012. Lezioni di Diritto Amministrativo. 2nd ed. Torino: Giappichelli Editore.