Diritto Amministrativo I: La Voce come garanzia di partecipazione al procedimento

Le garanzie di partecipazione al procedimento: la Voce


La garanzia riconosciuta all’amministrato di partecipare al procedimento potendo far valere la propria voce prima che la decisione sia presa, costituisce il fine che si vuole raggiungere con il procedimento amministrativo.

La comunicazione di avvio del procedimento

Nel nostro ordinamento la garanzia della voce prende corpo immediatamente nell’ambito del procedimento. 
La comunicazione di avvio è la premessa necessaria per l’esercizio delle garanzie di partecipazione
La legge specifica che la comunicazione deve essere personale; qualora ciò non è possibile o è troppo gravoso, si può ricorrere a forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall’amministrazione (es. pubblicazione su giornali di ampia diffusione). 
Gli elementi che devono essere contenuti nella comunicazione sono: l’oggetto del procedimento, l’ufficio e la persona responsabile del medesimo, il termine di conclusione, l’ufficio presso il quale si può prendere visione dei documenti (art. 8 l.n. 241/1990). 
Tutti i soggetti portatori di interessi pubblici, privati, collettivi, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento possono intervenirvi (art.9 l.n. 241/1990).

La facoltà di presentare memorie e l’obbligo dell’amministrazione di valutarle

I destinatari della comunicazione di avvio e gli altri interventori possono prendere visione dei documenti e possono far valere le proprie ragioni presentando memorie scritte e documenti (art.10 l.n. 241/1990). 
La “voce” si fa sentire per iscritto anche se vi sono procedimenti speciali nei quali sono previste audizioni orali. 
Nei confronti delle prove scritte presentate dagli interessati la pubblica amministrazione ha l’obbligo di valutarle ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento. 
La mancata osservanza dell’obbligo di adeguata considerazione può rendere il provvedimento finale viziato da eccesso di potere per incompleta istruttoria. 
Lascia di stucco la norma che prevede la non annullabilità del provvedimento per mancata comunicazione di avvio del procedimento, purchè l’amministrazione dimostri nel successivo giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto esser diverso da quello adottato (art. 21 octies l.n. 241/1990). È necessario comunque che vi sia stata un’istruttoria completa che abbia valutato tutti gli interessi rilevanti ai fini del decidere. 

Un’integrazione delle garanzie di partecipazione procedimentale si ha nell’ipotesi di comunicazione anticipata dei motivi del diniego nei procedimenti a istanza di parte (es. procedimenti autorizzatori). L’autorità competente prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostacolano l’accoglimento della domanda. Entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione, gli istanti possono presentare osservazioni. I termini del procedimento si interrompono fino alla presentazione delle osservazioni o alla scadenza dei 10 giorni. Se l’amministrazione non accoglie le osservazioni, deve dare adeguata motivazione nel provvedimento finale.

I limiti delle garanzie di partecipazione e gli atti amministrativi generali


Le essenziali garanzie di partecipazione al procedimento amministrativo non si applicano nei confronti delle attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione, per i quali valgono le regole che ne regolano la loro formazione (art. 13 l.n. 241/1990) -> es. ordinanze di necessità e di urgenza. Per questi procedimenti valgono le disposizioni speciali che li disciplinano. 
Il rinvio a norme speciali può condurre a esiti molto diversi, per via della carenza di garanzie partecipatorie.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento D'Alberti, M., 2012. Lezioni di Diritto Amministrativo. 2nd ed. Torino: Giappichelli Editore.