Diritto Amministrativo I: Disciplina del Pubblico impiego

Disciplina del Pubblico impiego


Il personale delle pubbliche amministrazioni

Il rapporto di lavoro degli impiegati delle pubbliche amministrazioni si è configurato diversamente nel tempo.

Fino alla fine dell’Ottocento il rapporto era di natura privatistica: l’atto costitutivo del rapporto era qualificato come contratto, gli atti successivi (promozioni, trasferimenti, licenziamenti) erano considerati atti negoziali della pubblica amministrazione datore di lavoro. 
Tutto è cambiato tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Vi è stata una progressiva pubblicizzazione del rapporto di impiego presso le amministrazioni. La natura privatistica si è trasformata in pubblicistica
Gli atti fondamentali del rapporto venivano considerati come provvedimenti amministrativi unilaterali. La competenza giurisdizionale è affidata al giudice amministrativo. 
Il testo unico del 1957 sugli impiegati civili dello Stato ha reso le norme esistenti ancora più speciali. Dalla seconda metà degli anni 70 del XX sec. si è avuto di nuovo una privatizzazione. Le organizzazioni sindacali si sono occupate sempre più del lavoro dei pubblici dipendenti portando allo sviluppo della contrattazione collettiva nei settori pubblici
Intorno al 1980 la legge quadro sul pubblico impiego ha formalizzato la regolazione dei contratti collettivi assegnando loro una portata limitata. La vera e propria svolta si è avuta negli anni 90 con il d.lgs. n. 29/1993: la contrattazione collettiva è divenuta la fonte principale di regolazione del rapporto di impiego presso le amministrazioni pubbliche; la gran parte delle controversie è passata alla competenza giurisdizionale del giudice ordinario, come giudice del lavoro.

La normativa attuale sugli impiegati


Gli atti principali del rapporto di pubblico impiego sono tutti stati privatizzati. Vi è solo la fase preliminare all’instaurazione del rapporto, quella del concorso pubblico per il reclutamento che ha natura pubblicistica
Mantengono natura pubblicistica  i rapporti di impiego di alcune categorie di personale: magistrati, amministrativi e contabili, avvocati, ecc

Con la privatizzazione il giudice ordinario ha la pienezza di poteri nei confronti degli atti negoziali dell’amministrazione. 
Il giudice ordinario può annullare o anche modificare gli atti dell’amministrazione datore di lavoro che sono equiparati ad atti privatistici, non aventi natura di provvedimenti amministrativi: la legge stabilisce che il giudice adotta nei confronti delle pubbliche amministrazioni tutti i provvedimenti richiesti dalla natura dei diritti tutelati (art. 63 d.lgs. 165/2001). 
Il giudice ordinario si limita alla disapplicazione quando si tratta di provvedimenti amministrativi che incidono direttamente sul rapporto di lavoro, poiché opera il divieto di annullamento stabilito dall’allegato E della legge del 1865. 
Al giudice ordinario sono anche devolute le controversie relative ai comportamenti antisindacali dell’amministrazione e le controversie sulle procedure di contrattazione collettiva promosse dalle organizzazioni sindacali, dall’ARAN o da pubbliche amministrazioni.