Storia del Diritto Medievale e Moderno: La Rivoluzione Francese


La Rivoluzione Francese


I contenuti della rivoluzione francese furono invece totalmente differenti da quelli della rivoluzione americana.
La grande crisi finanziaria costrinse Luigi XVI a convocare gli Stati generali - assemblea del clero,nobiltà e terzo stato- che era competente nelle questioni fiscali e non era stata più convocata dal1614 - siamo nel 1789.
Gli esponenti del Terzo Stato riuscirono a far approvare la trasformazione dell'assemblea in Assemblea Nazionale per provvedere le riforme, ma solo dopo la presa della Bastiglia nel luglio dello stesso anno, si ebbero provvedimenti decisivi nel mese di agosto.
Il 4 agosto l'Assemblea deliberò l'abolizione di tutti i privilegi, ovvero del diritto particolare tradizionale che fino ad allora era stato strenuamente difeso contro gli interventi della autorità unitaria del monarca.
In virtù di ciò venivano meno i diritti particolari, le giurisdizioni legate al dominio,i governi signorili,feudali,ecclesiastici,municipali,comunitari,popolari e il vuoto che si creava da questa eliminazione doveva essere colmato con nuovo diritto.


Il nuovo diritto si ebbe con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino approvata dall'Assemblea nel 26 agosto. 
Constava di 17 articoli in cui affermava l'eguaglianza di libertà e diritti tra uomini,che la società politica dovesse proteggere i diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo che consistono nella libertà,proprietà,sicurezza,resistenza all'oppressione,che la sovranità spetta solo alla nazione..etc.


La Dichiarazione è molto importante perchè innanzitutto è di stampo giusnaturalista, infatti enuncia che la libertà e la proprietà siano diritti naturali principali dell'uomo, ma è la società nata dal contratto sociale proprio per la protezione di essi; adotta una lettura del diritto naturale funzionale agli obblighi sociali; dichiara che la sovranità spetti alla nazione, con l'abolizione di tutti i privilegi, di tutti gli ordinamenti particolari originari della tradizione; legge la libertà come un diritto inseto alla natura dell'uomo e ne definisce il contenuto come qualsiasi azione non vietata dalla legge; afferma che la natura attribuisca all'uomo non solo la libertà ma anche alcuni diritti irrinunciabili ed imprescrittibili che devono essere tradotti in norme positive così da consentirne la difesa in via giurisdizionale; ribadisce il legame tra libertà e proprietà, pone al centro dell'ordinamento l'individuo con la sua libertà e i suoi diritti naturali e quindi la sua libera volontà; prevede una imposizione fiscale per tutti i cittadini.