Diritto Parlamentare: Senatori di diritto e nomina dei Senatori a vita

 Senatori di diritto e nomina dei Senatori a vita 


Secondo l'art. 59, co. 1, Cost.: «È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica». 

Pertanto, ai fini dell'assunzzione della carica senatoriale, di carattere vitalizio ed operante ope legis, accettazione ad opera dell'interessato ma soltanto la mancanza di un espressa rinuncia.

Qualora il mandato presidenziale si concluda per naturale scadenza del settennato, l'ex Presidente diventa senatore a partire dal momento in cui il nuovo Presidente eletto presta giuramento davanti al Parlamento in seduta comune.
Se, invece, prima della naturale scadenza del mandato, il Presidente si dimette, diventa senatore a partire dal momento stesso in cui ha rassegnato le dimissioni.


Art. 59 co.2, Cost.: “Il Presidente della Repubblica puo' nominare senatori a vita 5 cittaini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.
Quest'articolo si può definire una disposizione polisensa, ossia ha come risultato più norme.
Fino a Pertini l’interpretazione era estrittiva, il Presidente della Repubblica veniva inteso come carica e quindi si aveva il limite massimo di 5 senatori a vita. Pertini e Cossiga ne nominarono 5 durante il loro mandato.

Altra questione: se un Presidente della Repubblica arriva a 5 senatori nominati, in caso di morte di uno di essi può sostituirne uno? Al quesito si risponde con un Si.

Hanno lo stesso valore e le stesse prerogative di ogni altro senatore, tant’è che molto spesso sono risultati determinanti per la sopravvivenza di alcuni esecutivi come il governo Prodi che dal 2006 al 2008 riuscì a contenere la difficile situazione al Senato contando proprio sull’ausilio dei Senatori a Vita.



Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Cicconetti, S., 2010. Diritto Parlamentare. 2nd ed. Torino: Giappichelli Editore.