Diritto dell'Unione Europea: La Commissione Europea

Le Istituzioni politiche


La struttura dell'Unione si compone di vari organi i quali, attraverso l'esercizio dei poteri loro conferiti (in particolare, quello di adottare atti normativi), hanno il compito di realizzare i fini dell'organizzazione enunciati dal Trattato sull'Unione europea.
Ai principali organi dell'Unione è attribuita nel Trattato la qualifica di «istituzione», che è riferita al Consiglio europeo, al Consiglio, al Parlamento europeo, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Banca centrale europea e alla Corte dei conti (art. 13 Tue). Tale qualifica comporta alcune particolari prerogative, tra cui un'ampia legittimazione a proporre ricorsi dinanzi alla Corte di giustizia nei confronti di atti adottati da altre istituzioni.



La Commissione

La Commissione non è composta da rappresentanti dei governi degli Stati membri e ha il compito di promuovere «l'interesse generale dell'Unione» adottando le «iniziative appropriate a tal fine» (art. 17, par. 1, Tue). Riguardo all'adozione di atti conferitale da specifiche disposizioni del TFUE.
Molto più ampio è il potere della Commissione di adottare norme per effetto di deleghe contenute in atti legislativi dell’Unione; infatti, «un atto legislativo può delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di portata generale che integrano o modificano determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo» (art. 290 Tfue). 
Lo spazio discrezionale della Commissione nell’esercizio del potere normativo delegato è tuttavia limitato, sia in quanto latto legislativo precisa «gli obiettivi, il contenuto, la portata, e la durata della delega», sia perché il Parlamento o il Consiglio può revocare la delega ovvero impedire, sollevando obiezioni, l'entrata in vigore dell'atto adottato dalla Commissione (art. 290 Tfue).

Il più importante potere della Commissione rispetto alla formazione degli atti normativi attiene all'elaborazione delle proposte; infatti, «un atto legislativo dell'Unione può essere adottato solo su proposta della Commissione, salvo che i Trattati non dispongano diversamente. Gli altri atti sono adottati su proposta della Commissione se i Trattati lo prevedono»
La Commissione è altresì dotata di «funzioni di coordinamento di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dai Trattati» (art. 17, par. 1, Tue). 
In particolare, gli atti dell'Unione possono attribuire alla Commissione delie competenze di esecuzione qualora siano «necessarie condizioni uniformi di esecuzione» di tali atti; il Parlamento e il Consiglio stabiliscono «preventivamente le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione» (art. 291, par. 3, Tfue).

Poteri esecutivi
sono conferiti alla Commissione, in particolare, riguardo alla politica della concorrenza (ai fini del controllo sul comportamento delle imprese), agli aiuti di Stato alle imprese (relativamente alla verifica di compatibilità con i Trattati di tali aiuti), alla gestione dei programmi di finanziamento da parte dell'Unione.
Spettano inoltre alla Commissione il compito di vigilare sul rispetto degli obblighi posti da norme dell'Unione da parte degli Stati membri e quello di «rappresentanza esterna dell'Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai Trattati» (art. 17, par. 1, Tue).

La Commissione sovente adotta le proprie delibere senza voto; allorché si proceda al voto, le «deliberazioni della Commissione sono prese a maggioranza dei suoi membri» (art. 250 Tfue).

I membri della Commissione sono attualmente in numero pari a quello degli Stati membri. II Tue prevede che dal 1° novembre 2014 essa sarà composta da un numero di membri «corrispondente ai due terzi del numero degli Stati membri», compresi il suo presidente e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (art. 17, par. 5).
E’ tuttavia prevista la possibilità che il Consiglio europeo decida all'unanimità di modificare il numero dei commissari (art. 17, par. 5, Tue); ciò potrebbe eventualmente consentire agli Stati membri di rinviare ulteriormente l'applicazione del nuovo sistema.


La Commissione «esercita le sue responsabilità in piena indipendenza»; i membri della Commissione nell'adempimento dei loro doveri «non sollecitano né accettano istruzioni da alcun Governo, istituzione, organo o organismo» e devono astenersi da ogni «atto incompatibile con le loro funzioni o con l'esecuzione dei loro compiti» (art. 17, par. 3, TuE). Di fatto, tuttavia, l'indipendenza non è sempre cosi netta.
I commissari sono «scelti in base alla loro competenza generale e al loro impegno europeo» e tra personalità che offrano «tutte le garanzie di indipendenza» (art. 17, par. 3, Tue). 
Si tratta di requisiti alquanto generici, che lasciano notevole discrezionalità agli Stati membri e in particolare a quello di cittadinanza.
Secondo l'art. 17 Tue, il Consiglio europeo,in comune accordo con il presidente eletto indica le altre persone da nominare, che «sono selezionate in base alle proposte presentate dagli Stati membri».
Sempre secondo la stessa disposizione, il presidente e gli altri membri della Commissione così designati «sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione da parte del Parlamento europeo» (art. 17, par. 7, Tue); in seguito all'approvazione da parte del Parlamento, la Commissione è infine nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.
Il potere conferito al Parlamento sarebbe senz'altro più incisivo se esso potesse esprimere il proprio voto in merito ai singoli commissari designati.


Il Tue prevede che la Commissione sia «responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo» (art. 17, par. 8). Tale responsabilità, tuttavia, si sostanzia attualmente solo nella possibilità che il Parlamento, come si vedrà, faccia decadere la Commissione con un voto di censura, senza che ciò implichi un maggior ruolo dello stesso Parlamento per la nomina della nuova maggior ruolo dello stesso Parlamento per la nomina della nuova Commissione, dato che anche per tale nomina si applica la procedura che si è descritta precedentemente. Il mandato della Commissione è di cinque anni (art. 17, par. 3, TUE) e ha, quindi, la stessa durata della legislatura del Parlamento europeo .


Il presidente della Commissione definisce gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti, nomina i vicepresidenti (eccetto l'alto rappresentante per la PESC, il quale è comunque uno dei vice presidenti della Commissione), può costringere un membro della Commissione a rassegnare le dimissioni e decide l'organizzazione interna della Commissione attribuendo a ciascun commissario uno o più settori di competenza.
I membri della Commissione «esercitano le funzioni loro attribuite dal presidente sotto la sua autorità» (art. 248 Tfue).
L'apparato amministrativo della Commissione, situato prevalentemente a Bruxelles, è articolato in un segretariato generale e in direzioni generali, servizi e uffici. Il personale comprende circa 34.000 persone, alle quali devono essere aggiunti gli appartenenti al personale definito esterno, fra i quali attorno a 1.000 sono le persone comandate dai rispettivi governi.


La Commissione adotta il proprio regolamento interno al fine di assicurare «il proprio funzionamento e quello dei propri servizi» (art. 249, par. 1, TFUE; il regolamento interno della Commissione e riprodotto nella «Gazzetta ufficiale dell’Unione europea»).