Diritto dell'Unione Europea: Il Parlamento Europeo

Le Istituzioni politiche


La struttura dell'Unione si compone di vari organi i quali, attraverso l'esercizio dei poteri loro conferiti (in particolare, quello di adottare atti normativi), hanno il compito di realizzare i fini dell'organizzazione enunciati dal Trattato sull'Unione europea.
Ai principali organi dell'Unione è attribuita nel Trattato la qualifica di «istituzione», che è riferita al Consiglio europeo, al Consiglio, al Parlamento europeo, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Banca centrale europea e alla Corte dei conti (art. 13 Tue). Tale qualifica comporta alcune particolari prerogative, tra cui un'ampia legittimazione a proporre ricorsi dinanzi alla Corte di giustizia nei confronti di atti adottati da altre istituzioni.




 Il Parlamento europeo

II Parlamento europeo «esercita, congiuntamente al Consiglio la funzione legislativa e la funzione di bilancio» (art. 14, par. 1, Tue) .

Inoltre, svolge un ruolo di controllo politico sulle altre istituzioni ed esercita funzioni consultive emettendo pareri.
Ad esso spetta anche, eleggere il presidente della Commissione (art. 14, par. 1, Tue).

Esso è composto da «rappresentanti dei cittadini dell'Unione» che sono eletti «a suffragio universale diretto, libero e segreto, per un mandato di cinque anni» .
Il Tue enuncia alcuni principi riguardo alla composizione del Parlamento prevedendo che esso non può comprendere più di 750 membri (oltre al presidente) e che a ciascuno Stato membro non possono essere assegnati più di 96 seggi ovvero meno di 6. Tali criteri tendono a evitare che l'entità della popolazione incida oltre un certo limite sul numero di rappresentanti eletti in ciascuno Stato.


Per la legislatura 2009-14 i membri del Parlamento sono (in deroga al numero massimo previsto dal Tue) 754, così ripartiti per Stato membro: Austria, 19; Belgio, 22; Bulgaria, 18; Cipro, 6; Danimarca, 13; Estonia, 6; Finlandia, 13; Francia, 72; Germania, 99; Grecia, 22; Irlanda, 12; Italia 3; Lettonia, 8; Lituania, 13; Lussemburgo, 6; Malta, 6; Paesi Bassi, 6; Polonia, 51; Portogallo, 22; Regno Unito, 73; Repubblica ceca, 22; Romania, 33; Slovacchia, 13; Slovenia, 8; Spagna, 54; Svezia, 20; Ungheria, 22.

Alla Croazia spetteranno, a seguito dell'adesione, 12 parlamentari.
Le prime elezioni si sono tenute nel 1979 in base a una procedura che ciascuno Stato membro ha stabilito e non si è giunti sinora ad adottare un sistema elettorale uniforme. E previsto nell'art. 223 Tfue che il Parlamento elabori un progetto volto a consentire l'elezione dei suoi membri «secondo una procedura uniforme in tutti gli Stati membri» oppure «secondo principi comuni a tutti gli Stati membri».
Gli ostacoli principali nel giungere a una procedura uniforme derivano dalle diverse modalità con le quali nei vari Stati membri sono tenute le elezioni nazionali, regionali e locali.
Alcuni principi comuni sono stati stabiliti dall’Atto relativo all'elezione dei rappresentanti nel Parlamento europeo a suffragio universale diretto, adottato dagli Stati membri il 20 settembre 1976 (in «Gazzetta ufficiale delle Comunità europee», 8 ottobre 1976, L 278). Vi e previsto, fra l'altro, che la data dell’elezione per il Parlamento europeo «deve cadere entro uno stesso lasso di tempo compreso tra la mattina del giovedì e la domenica immediatamente successiva».


Con una decisione adottata dal Consiglio nel 2002 (decisione 2002/772/Ce, in «Gazzetta ufficiale dell'Unione europea», 21 ottobre 2002, L 283) si sono enunciati alcuni ulteriori principi, stabilendo, tra l'altro, il divieto dei cosiddetto doppio mandato (per cui la carica di parlamentare europeo è incompatibile con quella di membro di un parlamento nazionale) e precisando che l'elezione deve avvenire «a scrutinio di lista o uninominale preferenziale con riporto di voti di tipo proporzionale», mantenendo «complessivamente il carattere proporzionale del voto».

I partiti attualmente costituiti a livello europeo si configurano piuttosto come organismi di collegamento fra partiti politici che operano sul piano nazionale.
Secondo l'art. 231 Tfue il Parlamento «delibera a maggioranza dei suffragi espressi», a meno che non sia diversamente stabilito dai Trattati. Uno di questi casi è l’adozione del regolamento interno del Parlamento, che avviene «a maggioranza dei membri che lo compongono» art. 232 TFUE.

Nel regolamento è altresì prevista la costituzione di gruppi parlamentari «secondo le affinità politiche»: per la costituzione del gruppo occorre un numero minimo di diciannove deputati. 

Manca la possibilità di individuare con chiarezza nel Parlamento europeo una maggioranza e una minoranza, anche perché i due gruppi politici più numerosi - quello del Partito popolare europeo (democratico-cristiano) e quello dell'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo, che detengono rispettivamente il 36% e il 25% dei seggi nella legislatura 2009-14 - possono sovente determinare l'adozione di delibere solo operando congiuntamente: ciò soprattutto quando sia richiesta a tal fine la maggioranza dei membri che compongono il Parlamento, anche perché molti parlamentari non brillano per la loro presenza. 


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Adelina Adinolfi, G.G., 2014. Introduzione al diritto dell'Unione europea. 2nd ed. Roma: Laterza.