Diritto dell'Unione Europea: Il Ricorso in Carenza



Il Ricorso in Carenza


In relazione alla mancata attuazione, da parte di un'istituzione dell'Unione, di un obbligo positivo ad essa posto, l'art. 265 Tfue prevede un mezzo di ricorso che è, tuttavia, solo parzialmente adeguato. Questa disposizione si riferisce all'ipotesi di un'astensione che avvenga «in violazione dei Trattati».
Si tratta di un mezzo che è stato esperito solo raramente con successo: il caso di maggior rilievo in cui ciò è avvenuto è stato quello dell'omissione da parte del Consiglio, accertata dalla Corte su ricorso del Parlamento, concernente l'adozione di alcuni provvedimenti nell ambito della politica comune dei trasporti (sent. 22 maggio 1985, Parlamento e. Consiglio, causa 13/83, in «Raccolta», 1985, p. 1513). 

Il ricorso è proponibile anche in presenza di un espresso rifiuto ad agire da parte di un'istituzione; secondo la Corte (sent. 21 settembre 1988, Parlamento e. Consiglio, causa 302/87, in «Raccolta», 1988,).

In base all'art. 265 Tfue, il ricorso può essere proposto nei confronti del Parlamento, del Consiglio, del Consiglio europeo, della Commissione, della Banca centrale europea, nonché di qualsiasi organo e organismo dell'Unione. 

Legittimati a proporre ricorsi sono le istituzioni dell'Unione (ma ovviamente non la Corte) e gli Stati membri; è altresì legittimata «qualsiasi persona fisica o giuridica [...] per contestare ad una istituzione, organo o organismo dell'Unione di aver omesso di emanare nei suoi confronti un atto che non sia una raccomandazione o un parere».
Occorre accertare che l’atto che l'istituzione avrebbe dovuto adottare riguardi direttamente e individualmente il ricorrente. Il Tribunale, al quale spetta conoscere dei ricorsi proposti dalle persone, ha ben presto recepito tale orientamento.




Un'ulteriore analogia tra il ricorso in carenza e quello di legittimità attiene al requisito per il quale la carenza può riguardare l'omissione di atti che non siano pareri né raccomandazioni. Tuttavia, per il ricorso in carenza tale requisito concerne solo i ricorsi proposti dalle persone fisiche e giuridiche (art. 265, 3° comma, TFUE).
Sempre in base all'art. 265 Tfue, perché il ricorso sia ricevibile occorre che «l'istituzione, l'organo o l'organismo in causa siano stati preventivamente richiesti di agire. Se, allo scadere di un termine di due mesi da tale richiesta, l'istituzione, l'organo o l'organismo non hanno preso posizione, il ricorso può essere proposto entro un nuovo termine di due mesi» .