Diritto Privato: Successione Mortis Causa

La Successione è un fenomeno per cui un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di uno o più diritti o rapporti giuridici (anche passivi come i debiti).
La Successione mortis causa di cui ci occupiamo qui, è un istituto che deriva dal diritto romano ed oggi a differenza di esso si possono destinare non solo i patrimonio immobiliare, ma anche i cespiti immobiliari.
Nasce dall'esigenza di destinare il patrimonio di un defunto.

Gli interessi coinvolti nella fenomeno successorio sono :
- quello dell'ereditando che si preoccupa della sorte dei propri beni dopo la sua morte
- quelli dei familiari del decuius (deceduto)

- quelli dei creditori del decuius
- e per ultimi quelli dello Stato, ovvero tassando i trasferimenti di ricchezza, o che acquisisce l'eredità in mancanza di eredi.

Caratteri del sistema successorio:
- se non si ha erede ex lege o per testamento, lo Stato acquista l'eredità.
- libertà dell'ereditario di disporre il patrimonio come vuole nel testamento, sempre rispettando i limiti dei diritti degli eredi legittimi
- si prevede la successione ex lege, in mancanza da parte dell'ereditario di una previsione di testamento. (art. 565 cod.civ. elenca gli eredi prescritti per successione ex lege).


Eredità e Legato 

l'Eredità, nel linguaggio comune, è il complesso dei rapporti patrimoniali trasmissibili (attivi e passivi, indipendentemente dal valore economico) facenti capo al de cuius al momento della morte.
La successione mortis causa può essere: 
- a titolo universale: si parla allora di eredità ed erede (coeredi).
- a titolo particolare: in tal caso si parla di legato e legatario
La differenza fra l'erede e il legato sta nel fatto che il legato viene istituito per l'acquisto di 1  più diritti determinati, mentre l'erede (o i coeredi) vengono istituiti per l'acquisto di tutti i rapporti patrimoniali trasmissibili del de cuius.

La disciplina delle due forme di successione si differenzia per diversi profili:
- quando la successione avviene per testamento implica l'interpretazione per capire se siano costituiti legati od eredi, poichè non sempre questo risulta chiaro da parte dell'ereditario.

- per quanto riguarda la successione ex lege gli eredi sono previsti dalla legge (art. 565 cod.civ) e i legati sono tipici prescritti dal Codice.

Per quanto riguarda la successione mortis causa, risulta rapporti patrimoniali intrasmissibili:
- i rapporti strettamente personali: uso, usufrutto, diritto agli alimenti....
- i Contratti fondati sull'intuitius personae (mandato).


Apertura della Successione
Secondo l'art. 456 cod.civ. la successione si apre al momento della morte del de cuius, nel luogo del suo ultimo domicilio (anche per morte presunta art. 59 cod.civ., in caso di assenza art. 49 cod.civ. si ha solo l'immissione temporanea dei beni nel possesso degli eredi).
Si ha l'apertura del testamento se è stato previsto dall'ereditario , e quindi consegue la delazione dell'eredità (art. 457 cod.civ.) ovvero la chiamata all'eredità.
Essa vale anche per la successione ex lege.

Giacenza dell'eredità 
Una volta chiamati gli eredi con la delazione , si deve aspettare una loro dichiarazione di volontà, ovvero l'accettazione (si prescrive dopo 10 anni).
Nel tempo transitorio il patrimonio viene affidato ad un curatore dell'eredità giacente (art. 528 cod.civ.), il quale rimane istituito fino all'accettazione dell'erede, e può esercitare per salvaguardare il patrimonio azioni possessorie.

Capacità di succedere art. 462 cod.civ.

Secondo l'art. 462 cod.civ., possono aver capacità di successione :
- qualsiasi persona fisica nata e viva
- l'assente può accedere se torna entro 10 anni dall'apertura della successione
- il concepito nato entro 300 giorni dalla morte del de cuius (nel periodo di intervallo amministrato i beni la madre ed il padre) 
- figli ancora non concepiti, per i quali intanto l'eredità va ad altri ereditari finchè appunto non si ha luogo al concepimento
L'art. 473 cod.civ. ammette la successione anche per le persone giuridiche (comprese quelle non riconosciute ), col solo obbligo di effettuare l'accettazione con il beneficio d'inventario.

Indegnità 
Istituto disciplinato dall'art. 463 cod.civ. diverso dalla disederazione, e causa l'esclusione dall'eredità per il soggetto al quale viene opposta. E' pronunciata con sentenza costitutiva del giudice, tramite la preventiva promozione dell'azione di indegnità (può essere promossa dall'apertura della successione entro 10 anni).
Cause di indegnità sono:
- gli atti compiuti contro la persona fisica o morale del de cuius o del suo coniuge 
- gli atti di violenza o dolo esperiti da un soggetto contro la libertà testamentaria del ereditario
- la decadenza della potestà genitoriale

Rappresentazione art. 467 cod.civ.
E' l'istituto in forza del quale un erede o un legato, non accetta l'eredità o non può accettarla, e viene accettata per lui da parte dei discendenti legittimi o naturali. Questo vale solo nel caso in cui l'ereditario chiamato ad accettare sia fratello o sorella del defunto.
Non si applica tale istituto se l'ereditario abbia previsto in caso di non accettazione dell'erede un sostituto. E' esclusa anche nel caso in cui l'oggetto dell'eredità sia un diritto strettamente personale (uso, usufrutto).

Accrescimento 
Nel caso in cui ci fossero alla delazione più coeredi , se uno non accetta si ha l'accrescimento delle quote ereditarie degli altri. Sempre se non ci sia :
- un rappresentante (art. 467 cod.civ.)
- un sostituto 

Questo istituto nasce con la finalità di prescrivere per legge la presunta volontà del de cuius.

Sostituzioni art. 688 cod.civ.
Le Sostituzioni di chiamata all'eredità sono previste dal testatore in caso di non accettazione o la non possibilità di accettare da parte dell'erede commissionato.



L'Accettazione dell'eredità

L'Accettazione dell'eredità come abbiamo detto si prescrive in 10 anni (art. 2946 cod.civ.), e può essere di 2 tipi:
- pura: dove si ha la confusione del patrimonio dell'accettante con quello del de cuius 
-  beneficio d'inventario: in questo caso, viceversa, non si produce confusione fra i 2 patrimonii (è obbligatoria per le persone giuridiche art. 467 cod.civ.)
Anche l'accettazione ereditaria è un actus legitimus (non può essere sottoposto a condizione o termine).

Per quanto riguarda la morfologia dell'atto di accettazione, ci sono varie fattispecie:
a) accettazione espressa: se è pura deve essere fatta con atto pubblico o scrittura privata; se è con beneficio d'inventario deve essere fatta mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario dove si è aperta la successione.
b) accettazione tacita: "è quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare, e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede".
c) accettazione presunta: ovvero quando si abbia un comportamento che preclude la rinunzia (es. possesso dei beni ereditari).

Accettazione con beneficio d'inventario 

L'accettazione con beneficio d'inventario , come abbiamo detto, impedisce la confusione del patrimonio del de cuius con quello dell'erede.
L'art. 490 cod.civ. afferma che:
- l'erede non è tenuto al pagamento ulteriore del patrimonio del de cuius ai creditori dello stesso
- i creditori del defunto ed i legatari, per quanto riguarda il patrimonio ereditario, hanno precedenza sui creditori dell'erede (quindi quest'ultimi non possono far valere l'azione surrugatoria).
Come abbiamo visto il beneficio d'inventario è una scelta di accettazione che spetta all'erede , risulta obbligatoria solo per le persone giuridiche e per gli eredi minori d'età.
E' prevista una particolare forma ad substantia per questa modalità di accettazione: fatta cpm dichiarazione al notaio o al cancelliere del tribunale del circondario del luogo dove si è aperta la successione; ed è soggetta a trascrizione nell'ufficio dei registri immobiliari.

Il termine di accettazione con beneficio d'inventario dipende a seconda di 2 fattispecie:
- se il chiamato è già in possesso dei beni: deve fare l'inventario entro 3 mesi dall'apertura della successione e nei 40 giorni successivi deve deliberare se l'accetta o rinuncia
Se vengono trascorsi questi termini senza accettazione o rinuncia, l'erede diviene erede puro.
- se il chiamato non è in possesso dei beni ereditari: può fare dichiarazione per beneficio d'inventario entro il termine dell'accettazione (10 anni), dopo l'avvenuta accettazione ha 3 mesi per far l'inventario o diviene erede puro.

Azione di petizione ereditaria:
Questa è un'azione che può essere esperita da qualsiasi erede valido, nei confronti che posseggano beni ereditari con un titolo di erede non valido o senza alcun titolo. Comporta la restituzione dei beni ereditari all'erede valido .
Risulta imprescrittibile (tranne in caso di usucapione).
Vale anche nel caso in cui fossero stati alienati da un terzo i beni ereditari:
- per i  beni mobili: non vale la regola art. 1147 cod.civ., secondo il quale la buona fede del 
terzo che gli acquisto è presunta; e quindi spetta provare la buona fede del terzo acquirente.
- per i beni immobili: ci si attiene alla regola della trascrizione (sia stata trascritta prima o meno la domanda giudiziale di azione di petizione ereditaria, della trascrizione contrattuale dell'acquisto immobiliare).

La Rinuncia all'eredità

E' una dichiarazione unilaterale non recettizia.
La Forma: deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario del luogo di dove si aperta la successione. E' anch'essa un actus legitiumus.

Può essere impugnata per vizi di dolo o violenza (no per errore) ed ha efficacia retroattiva: ovvero come se non ci fosse mai stata la delazione ereditaria nei confronti del chiamato.