Diritto Privato: Successione Legittima, Successione Necessaria, Successione Testamentaria e il Legato

Successione Legittima 

La successione legittima si ha quando il de cuius non abbia previsto un testamento.
Essa si basa su:
- la presunta volontà del de cuius
- solidarietà familiare 
L'art. 565 cod.civ. elenca i successori ex lege:
- il coniuge
- i discendenti legittimi e naturali
- ascendenti legittimi 
- collaterali
- genitori del figlio naturale
- altri parenti
- lo Stato

il Coniuge 
Prima della riforma del 1971 era considerato solo un legato, adesso ha la figura di erede pieno. Succede per primo e gli spetta: metà del patrimonio se è chiamato all'eredità con un figlio del de cuius, 1/3 del patrimonio se il de cuius ha più figli, 2/3 del patrimonio se è chiamato con gli ascendenti.

I Discendenti legittimi e naturali 
I figli : naturali (riconosciuti o dichiarati giudizialmente), legittimi o legittimati (art. 280 cod.civ.) e gli adottivi. Essi hanno prevalenza all'eredità sugli altri successori (salvo il coniuge) e succedono in parti eguali tra loro.

Ascendenti legittimi
Genitori, fratelli e sorelle del de cuius: succedono in parti uguale. Se mancano tali figure, succedono gli altri ascendenti sempre in parti uguali.

Collaterali
Succedono poi i collaterali (tra il 3° ed il 6° grado) del de cuius: il primo più vicino ha precedenza sull'eredità nei confronti di tutti gli altri.

Lo Stato 
Lo Stato succede in mancanza di altri eredi, esso accetto per diritto e risponde ai crediti del de cuius esclusivamente con il patrimonio ereditario.

Per quanto riguarda i figli naturali non riconosciuti del de cuius, secondo l'art. 580 cod.civ. spetta a loro un assegno vitalizio pari alla loro quota ereditaria se fossero stai riconosciuti.


Successione Necessaria

La libertà testamentaria del de cuius ha come unico limite la non violazione dei diritti che la legge attribuisce ai congiunti più stretti (ovvero a quelli elencati dall'art. 565 cod.civ. per la successione ex lege).
Si tratta della c.d. quota legittima  spettante agli eredi legittimi (essa è quantitativa e non qualitativa, quindi il testatore può comunque scegliere che sia erogata in denaro pari ai beni che spetterebbero all'erede legittimo), alla quale norma il testatore non può derogare.

La c.d. Riunione fittizia art.556 cod.civ. è un istituto per effettuare le operazioni di calcolo di quota legittima effettivamente spettante ad un erede legittimo.
Nel caso in cui i calcoli comportino un difetto, l'erede legittimato può promuovere un azione di riduzione.


Successione Testamentaria

Secondo l'art. 587 cod.civ., la successione testamentaria è l'atto con il quale taluno dispone delle proprie sostanze nel tempo in cui abbia cessato di vivere (si può disporre per testamento non solo esclusivamente un contenuto di carattere patrimoniale : es. riconoscimento del figlio naturale art. 250 cod.civ.).
Il testamento è revocabile sino all'ultimo momento della vita del testatore.
Essendo un atto strettamente personale, non è ammessa la rappresentanza volontaria.

Incapacità di testare:
- minore d'età

- interdizione per infermità di mente
- incapacità naturale 
Il testamento è un negozio unilaterale non recettizio e come tale necessita di criteri di interpretazione per ricostruire la voluntis testamenti.
Mentre per il Contratto il Codice prevede i criteri di interpretazione contrattuale elencati dagli articoli 1362 e ss., per il testamento ci si basa su criteri interpretativi che vanno a ricostruire la volontà del testatore mediante il ricorso ad elementi extra-testuali, e mediante il ricordo al principio di conservazione dell'atto di autonomia. Si ha per lo più una interpretazione del testamento soggettiva.

Vizi della volontà art. 644 cod.civ. 
La volontà del testatore nel testamento può essere viziata da:
dolo, violenza, errore (per quest'ultimo essendo unilaterale il negozio, non si applica il principio di  riconoscibilità dell'errore).
Il motivo , mentre nel Contratto risultava non di rilevanza giuridica, nel testamento è rilevante l'errore sul motivo e comporta la causa di annullamento del testamento (se il motivo è illlecito: il testamento è nullo).

E' presente il divieto nel testamento di determinazione del terzo dell'eredità, è ammessa la facoltà di lasciare al terzo la scelta su determinati legati indicati dal testatore. 

Elementi accidentali del testamento 
- Condizione 
- Termine 
- Modo 

La Forma

La forma del testamento (essendo un atto solenne) è ad substantia actus (non è ammesso nel nostro ordinamento il testamento orale: nuncupativo).
Le forme del testamento si distinguono in: 
- ordinarie: che corrispondo a 2 figure testamento olografo, o testamento per notaio (pubblico o segreto)
- speciali

testamento olografo: viene disciplinato dall'art. 602 cod.civ., ha la validità di scrittura privata. Per essere costituito ha bisogno dei seguenti 3 criteri di forma:
- autografia (scritta dal testatore)

- data 
- sottoscrizione

testamento pubblico: ha la validità di atto pubblico , poichè è un documento redatto con le richieste e le formalità di un notaio (art.2699 cod.civ.). Per esse costituito devono essere presenti:
- dichiarazione di volontà orale al notaio
- presenza di 2 testimoni
- redazione per iscritto della volontà del testatore da parte del notaio
- lettura dell'atto al testatore
- sottoscrizione del testatore, dei testimoni e del notaio
- data
- menzione dell'osservanza delle formalità enunciate

testamento segreto: consta in 2 elementi:
- scheda testamentaria

- atto di ricevimento del notaio
Se manca di qualche formalità, il testamento diviene automaticamente un testamento olografo

testamento speciale: si ha esclusivamente per causa gravi per le quali non ci si può servire del notaio.

I vizi di forma del testamento consistono: nell'incertezza dell'atto che comporta la nullità del testamento, i vizi di formalità che comportano l'annullabilità del testamento.
Il testamento nullo può essere sanato (art. 590 cod.civ.) con l'esecuzione delle disposizioni testamentarie da parte degli eredi (non è valida questa sanatoria per il testamento nullo da motivo illecito).
L'esecuzione del testamento art. 700 cod.civ. viene effettuata da una persona designata dallo stesso testatore, l'esecutore ha il compito di dare la destinazione al patrimonio prescritta dal testatore (per essere designato come esecutore testamentario, si deve avere la capacità d'agire).



Il Legato

Il Legato è la successione mortis causa a titolo particolare e quindi l'acquisto di 1 o più diritti determinati del patrimonio del de cuius.
L'oggeto del legato può essere:
- legato di specie: il quale comporta l'acquisto di un diritto di proprietà o di altro diritto reale immediato per il legatario
- legato di genere: acquisto diritto du cose determinate solo nel genere e immissione in un rapporto obbligatorio, con altri creditori, per il legatario

Il Legato è disposto per testamento e per legge o per alcuni legati tipici (art. 651,658,659 cod.civ.). Il legatario non risponde dei debiti ereditari quale successore a titolo particolare (però nel caso di un legato avente oggetto un immobile ipotecato, comporta il diritto di sequela del creditore sul legatario).

Acquisto del Legato: il legato, a differenza dell'eredità, si acquista direttamente senza accettazione, salvo la facoltà per il legatario di rinunciare (per i beni immobili deve avvenire in forma ad substantia actus ).