Diritto Privato: Responsabilità Patrimoniale e Diritti Reali di Garanzia

La Responsabilità Patrimoniale del debitore 

Se il debitore non adempie la prestazione dovuta, dopo aver fatto accertare dal giudice l'inadempimento, il creditore può promuovere il processo esecutivo sui beni del debitore; con esproprio secondo le regole del Codice civile (art. 2910 cod.civ.).
Il credito può ottenere esecuzione forzata del suo credito in forma specifica per:
- obbligo di consegna della cosa determinata art. 2930 cod.civ.
- obbligo di fare fungibile art.2931 cod.civ.
- obbligo di concludere contratto art.2931 cod.civ.
- obbligo di un non fare art. 2933 cod.civ.
Più comunemente la sentenza di condanna del giudice sul debitore comporta lo stesso a pagare una somma di denaro (sia per la prestazione mancata originaria, sia per il risarcimento del danno).
Detta sentenza attribuisce al creditore il diritto di espropriare i beni del debitore per poi venderli.Tutti i beni del debitore possono essere espropriati dal creditore secondo l'art. 2740 cod.civ.: responsabilità patrimoniale

"Articolo 2740 Responsabilità patrimoniale. Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.
Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge."

Concorso di più creditori: se ci sono più creditori, tutti hanno egual diritto sui beni del debitore (art. 2741 cod.civ.). La legge però, in deroga a detto principio, da precedenza ad alcuni creditori: c.d. causa legittima di prelazione, e sono:
- I privilegi (art. 2745 cod. civ.)
- il pegno (art.2784 cod. civ.)
- l'ipoteca (art.2808 cod.civ.)

Il Privilegio 

Secondo l'art. 2745 cod.civ., il privilegio è la preferenza che la legge accorda in considerazione della causa del credito.
Tra i vari creditori privilegiati, la legge 1975 n.426 (con numerosi interventi normativi) ha introdotto l'art. 2751bis cod.civ. il quale da maggiore protezione ai crediti derivanti da i rapporti di lavoro ed ad essi assimilati.
Il Privilegio può essere:
- generale: su tutti i beni del debitore 
- speciale: su determinati beni mobili ed immobili del debitore (art. 2746 cod.civ.).
il privilegio speciale viene considerato un diritto reale di garanzia e come tale si può far valere anche sui terzi che abbiano acquisito il bene posteriormente al diritto di credito del creditore.(diritto di sequela).

Diritti Reali di Garanzia

Pegno ed Ipoteca sono diritti reali di garanzia. Comportano entrambi la limitazione del potere di disposizione del bene da parte del debitore.
Caratteri generali comuni:
- cause legittime di prelazione 
- diritti reali di garanzia: comportano quindi la caratteristica dell'inerenza.
Entrambi comportano in capo al creditore:
-ius distraendi: espropriazione del bene oggetto del diritto
-ius prelationis: già abbiamo detto sopra riguardo a tale diritto
- diritto di sequela: si ha espropriazione sul bene oggetto di diritto anche in caso di acquisto di un diritto reale sullo stesso ebne da parte di un terzo.

Differenze tra Pegno ed Ipoteca:
- Pegno 
Oggetto: vale per i beni mobili (non registrati), per i diritti reali mobiliari, per l'universalità di beni mobili 
Carattere fondamentale: il bene oggetto di pegno deve essere nel possesso del creditore.
- Ipoteca 
Oggetto: vale per i beni immobiliari, beni mobili registrati, diritti mobiliari reali, rendite dello Stato
Carattere fondamentale: si ha luogo ad Ipoteca con i suoi effetti giuridici ad avvenuta Iscrizione della stessa. (non è necessario il possesso del bene da parte del creditore)
Secondo l'art. 2744 è vietato il c.d. patto commissorio ovvero che le parti abbiano stabilito che in caso di inadempimento del debitore il diritto sul bene passi direttamente al creditore.
E' ammesso invece il c.d. patto marciano (bene trasferito, in caso di inadempimento del debitore, al creditore salvo una valutazione economica dello stesso da parte di un terzo e il versamento della differenza economica con il valore del credito rimasto inadempiuto da parte del creditore nei confronti del debitore).

Pegno art. 2784 cod.civ. 

Il Pegno è un diritto reale di garanzia su un obbligazione da parte del debitore o di un terzo a favore del creditore.
Oggetto del Pegno sono i beni suddetti elencati. E' vietato il c.d. suppegno (pegno che ha per oggetto un altro diritto di pegno), è invece permesso il c.d. pegno rotativo (ovvero la sostituzione del bene oggetto di un diritto di pegno con un altro bene di valore pari o inferiore; no di valore superiore).
Si parla di pegno irregolare quello che ha per oggetto come beni cose fungibili (es. denaro , titoli di Stato).
Il Pegno comporta l'acquisto al creditore dei diritti:
- ius distraendi 
- ius prelationis 
- diritto di sequela
Costituzione: il Pegno si costituisce con accordo per contratto scritto o verbale (con la traditio del bene oggetto del diritto). Importante però risulta che il contratto sia per iscritto se si vuole far valere il diritto di sequela.
Punto centrale per la validità del pegno è lo Spossessamento del bene nei confronti del debitore.
Effetti del pegno: 
- il possesso del bene da parte del creditore
- il creditore non può vantare poteri ulteriori di quelli assegnati
- si ha l'esecuzione forzata sul bene nei confronti del debitore in caso di inadempimento: che comporta o la vendita del bene o l'acquisto del bene da parte del creditore con il rilascio della differenza del valore.

Ipoteca art.2808 cod.civ.

E' il diritto di espropriare un bene di un debitore a garanzia del diritto di credito del creditore.
Può essere costituito da parte del debitore o di un terzo per lui, con l'iscrizione nei registri immobiliari all'ufficio dell'Agenzia territoriale del luogo.
Costituzione:
La costituzione di detto diritto avviene in forza di: 
- ipoteca legale: e quindi in forza di norma di legge 
- ipoteca giudiziale: con sentenza del giudice 
- ipoteca volontaria: con contratto a forma ad substantia per iscritto.
Pubblicità ipotecaria:
Elementi fondamentali di questa sono sono:
- l'iscrizione
- l'annotazione
- la rinnovazione 
- la cancellazione
Estinzione ipoteca: si ha per:
- estinzione dell'efficacia d'iscrizione
- estinzione dell'ipoteca : che si distingue in tipica  (per estinzione dell'obbligazione garantita) e in rinunzia (ovvero la rinunzia del diritto fatto per iscritto con forma ad substantia actus).



Mezzi di conservazione della Garanzia Patrimoniale 

Il patrimonio del debitore, costituisce la garanzia generica nei confronti del creditore di determinate obbligazioni (art. 2740 cod.civ.).
Per impedire che detto patrimonio subisca delle diminuzioni che incidano sulla garanzia del creditore , sono concesse allo stesso per salvaguardarlo:

- L'Azione surrugatoria (art. 2900 cod.civ.)
Secondo la quale i creditori sono consentiti dalla legge di surrogarsi al debitore inattivo, per esercitare in suo luogo i diritti e le azioni che gli spettano per salvaguardare il patrimonio.
(Si parla dei soli diritti patrimoniali , ed in alcuni casi neanche questi se siano strettamente di carattere personale).
- L'Azione revocatoria (art. 2901 cod.civ.)
Riguarda atti del debitore che rendano più difficile il soddisfacimento dei diritti dei creditori.
Legittimato attivamente  è il creditore.
Per il fruttuoso esperimento dell'azione revocatoria debbono concorrere:
- atto di disposizione: atto negoziale del debitore che modifica il suo patrimonio 
- c.d. eventus damni: pregiudizio del creditore dovuto dall'atto dispositivo che diminuisce il patrimonio del debitore 
- scentia damni: coscienza del debitore che l'atto comporti un danno/pregiudizio al creditore (l'onere di provare scentia damni spetta al creditore).
Effetti azione revocatoria: non elimina l'atto impugnato facendo tornare il bene nel patrimonio del debitore, ma permette esclusivamente al creditore che ha impugnato l'atto, di esercitare sui terzi acquirenti quelle azioni conservative o esecutive sui beni oggetto dell'atto impugnato, che avrebbe potuto esperire se l'atto non fosse stato fatto.

Il sequestro conservativo: è un istituto di diritto processuale civile, ed è una misura preventiva e cautelare che il creditore può richiedere al giudice, quando è fondato il timore di perdere le garanzie del proprio credito (art.2905 cod.civ.).
Il giudice può autorizzare il sequestro con 2 presupposti:
a) c.d. fumus boni iuris: elementi che consentano di ritenere sussistente e fondato il diritto di credito.
b) c.d. periculum in mora: ossia il rischio che nell'asso di tempo occorrente al creditore per far valere le proprie ragioni, il debitore depauperi il suo patrimonio.

Diritto di Retenzione: è il diritto del creditore di rifiutare la cosa di proprietà del debitore la quale tenga ancora dell'obbligazioni sopra.
Non è un mezzo di garanzia generica del patrimonio nei confronti de creditore, ma una sorta di autotutela.