Diritto Privato: Mancanza di Volontà e la Simulazione

Nel negozio giuridico abbiamo già affermato che può accadere che la dichiarazione di volontà di una delle parti non sia conforme al volere interno (per errore). Nella maggior parte dei casi si applica la teoria dell'affidamento del terzo.
Esistono dichiarazioni che non rispondono alla volontà interna del dichiarante e non si attengono alla teoria dell'affidamento.
Bisogna qui illustrare le dichiarazioni e lo scherzo, possono essere di 2 tipi:
- dichiarazioni fatte nello scherzo: risultano nulle 
- dichiarazioni fatte per lo scherzo: valide se l'altra parte a cui erano rivolte non poteva cogliere con l'ordinaria diligenza che fossero scherzose.

Nozione di Simulazione

L'art. 1414 cod.civ. e seguenti sono dedicati all'istituto della Simulazione. (secondo il c.3 art. 1414 cod.civ. si applica anche agli atti unilaterali).
Un Contratto si considera simulato quando le parti effettuano  delle dichiarazioni  contrattuali al fine di invocarle di fronte ai terzi, ma mettendosi d'accordo tra loro che gli effetti del Contratto non si devono verificare e non sono voluti (c.d. accordo simulatorio delle parti).
Quindi la situazione giuridica che deriva da questi contratti risulta solo apparente, quella reale resta tale e quale.

La Simulazione può essere:
- assoluta: se le parti con accordi interni prevedono che non si verificano gli effetti del contratto apparente  ad i terzi 
- relativa: se gli accordi del contratto simulato non si verifichino, ma si verificano altri accordi stabiliti nel c.d.contratto dissimulato. (es. faccio un contratto simulato con Tizio per trasferirgli la proprietà di un bene a titolo oneroso con corrispettivo ; mentre nel contratto dissimulato prevedo per Tizio una donazione a titolo gratuito):

Effetti della Simulazione tra le Parti:
Variano a seconda che sia:
- assoluta: la legge riconduce rilevanza all'intesa simulatoria tra le parti. Il contratto simulato non produce secondo art.1414 c.1 cod.civ. effetti tra le parti. Per dimostrare di fronte al giudice l'intesa simulatoria si procede con una azione di accertamento.
- relativa: vale anche qui l'art. 1414 c.1 cod.civ e il contratto dissimulato è valido se rispetta i requisiti di forma (art. 1350 cod.civ.) e di sostanza (art. 1343-1346 cod.civ.).

Effetti della Simulazione rispetto ad i Terzi:
Secondo l'art. 1415 cod.civ. la Simulazione risulta non valida se sia pregiudiziale al terzo.
Se il terzo acquista in buona fede un bene mobile dal titolare apparente la simulazione non può essere fatta valere se non si dimostra la mala fede del terzo.

Effetti della Simulazione nei confronti del creditore:
L'art. 1416 cod.civ. afferma al c.1 che la Simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione del patrimonio sui beni che furono oggetto del Contratto Simulato.
Nello stesso articolo, il c.2 afferma che la Simulazione può essere valida quando i creditori del simulato alienante siano in conflitto con quelli chirografi del simulato acquirente, se il credito è anteriore all'atto simulato.


La Prova della Simulazione

Secondo l'art. 1417 cod.civ. la prova della simulazione dipende a seconda delle parti o dei terzi (anche creditori) 
- prova della simulazione fra le parti:
non è ammessa la prova per testimoni o presunzioni, è ammessa la prova: scritto della controparte, interrogatorio, confessione, giuramento decisorio.
- prova della simulazione delle parti (insieme):
qualsiasi mezzo di prova ; per provare l'illecità del Contratto dissimulato si può anche con i testimoni.
- prova della simulazione per i terzi: ogni mezzo di prova: anche presunzioni o testimoni.


La Simulazione deve essere distinta da: 

- il negozio indiretto: ovvero dove un determinato effetto giuridico non viene realizzato direttamente, ma conseguito con una via trasversa, ponendo in essere atti diretti ad altri effetti, ma che la loro combinazione porta egualmente al risultato perseguito.

- il negozio fiduciario: quello dove un soggetto (detto fiduciante) trasferisce o fa trasferire ad un terzo (pagandolo) ad un fiduciario la titolarità di un bene, ma col patto di utilizzarlo in conformità delle istruzioni del fiduciante (è un negozio che nasce con l'autonomia contrattuale art.1322 cod.civ.). Le c.d. società fiduciarie.

- il trust (in deroga all'art. 2740 cod.civ. è considerato separato dal patrimonio dell'individuo) è introdotto in Italia dalla legge n. 364 1989. E' un istituto di origine anglosassone: secondo cui un soggetto da con atto unilaterale inter vivos o mortis causa, la gestione e il controllo dei beni ad un altro individuo, il quale li amministra nel modo e secondo il fine stabilito.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Torrente, A., 2012. Manuale di Diritto Privato. 10th ed. Milano: Giuffrè Editore.