Diritto Privato: Il Rapporto Obbligatorio ed i suoi Elementi

Con il termine obbligazione si intende "un rapporto tra 2 soggetti (soggetto attivo = creditore, soggetto passivo = debitore) in forza del quale il primo è tenuto nei confronti del secondo ad una determinata prestazione.
In rapporto obbligatorio da dunque luogo a 2 posizioni:
- posizione passiva di debito 
- posizione attiva di credito 
Tale concetto si esprime dicendo che al debitore fa capo un obbligazione; nei confronti del creditore al fa capo un diritto di credito.
Il diritto di credito è relativo: ovvero appellabile ad una sola determinata persona.
La giuridicità del vincolo del debitore è sanzionata soltanto con una responsabilità patrimoniale: art.2740 cod.civ. 

Fonti dell'obbligazione:
Le obbligazioni (secondo art.1173 cod.civ.) possono sorgere da (il legislatore segue la sistematica gaiana):
- contratto
- fatto illecito
- ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico (variae figurae).

L'Obbligazione naturale:
All'obbligazione (c.d. civile) che si è accennato, si contrappone, quella naturale art. 2034 cod.civ. si ha allorquando una determinata prestazione è dovuta non già in forza di una delle fonti di obbligazione civile, ma in forza di un dovere morale o sociale.
Il debitore non è giuridicamente obbligato ad eseguire l'obbligazione ad eseguire l'obbligazione naturale, ma se la segue si ha la solutio retentio: non si può chiedere restituzione della prestazione eseguita.(unico effetto dell'obbligazione naturale).
La solutio retentio  presuppone però:
- spontaneità dell'esecuzione (senza coazione)
- capacità del soggetto che esegue la prestazione
- la proporzionalità tra la prestazione eseguita ed i mezzi effettivamente disponibili per eseguirla


Elementi del Rapporto Obbligatorio

I soggetti del rapporto obbligatorio (attivo e passivo) debbono essere determinati o quanto meno determinabili.
(si può avere una titolarità passiva del rapporto obbligatorio in base al diritto di proprietà o altro diritto reale su un determinato bene: obbligazioni reali).

Obbligazioni plurisoggettive: purché sussista rapporto obbligatorio è indispensabile che ci siano almeno 2 soggetti: debitore e creditore.
Tuttavia è possibile che l'obbligazione faccia capo ad una pluralità di soggetti: ovvero piu' creditori o più debitori. Detta ipotesi ricorre in caso di obbligazioni solidale che si hanno quando:
- ciascuno dei più debitori è obbligato a fare l'intera prestazione all'unico creditore (obbligazione solidale passiva
- ciascuno dei creditori ha diritto nei confronti di un unico debitore ad una prestazione (obbligazione solidale attiva

Obbligazione solidale art. 1292 cod.civ.:
L'Obbligazione solidale più rilevante è quella passiva e va rilevato che:
a) nei rapporti esterni, fra debitori e creditore vale:
- il creditore può rivolgersi per l'adempimento integrale ad uno dei coobbligati
- l'effettuazione di detta obbligazione comporta l'estinzione della stessa in capo di tutti gli obbligati
- il condebitore può opporre al creditore le eccezioni comuni ma non quelle personali
- la costituzione in mora di uno dei condebitori non vale a costituire in mora gli altri 
- atti con i quali il creditore interrompe la prescrizione su un condebitore, si riflette su tutti i condebitori.
- la rinuncia  che il creditore fa del diritto di credito nei confronti di un condebitore, non si riflette su tutti i condebitori.
b) nei rapporti interni:
- il carico della prestazione del rapporto obbligatorio si divide fra i condebitori in parti eguali se non risulta diversamente.
- se uno dei condebitori solidali ha corrisposto al creditore l'intera prestazione, ha diritto di chiedere a ciascuno dei condebitori la parte di rispettiva competenza: con l'azione di regresso.

Divisibilità e indivisibilità dell'obbligazione: sono indivisibili quelle che hanno ad oggetto una prestazione non suscettibile di adempimento parziale o per sua natura (es. consegna di un cavallo) o per volontà; o divisibili.
Questa distinzione ha importanza in tema di obbligazioni plurisoggettive. Obbligazione plurisoggettiva indivisibile è infatti quella solidale.

La Prestazione 
La prestazione cui è tenuto il debitore deve:
- essere suscettibile di valutazione economica 
- rispondere ad un interesse (anche non patrimoniale) del creditore 
In relazione al tipo di prestazione dovuta l'obbligazione si distinguono a seconda che essa consista in:
- un dare: trasferimento del diritto su un bene ovvero la consegna di un bene (se il bene è specifico si ha obbligazione specifica, se è determinato nel bene si ha obbligazione generica)
- un facere: compimento di un attività-materiale (es. costruire un palazzo)
o giuridica (es. stipulazione di un contratto da parte del mandatario)
- un non facere: ovvero non dare una cosa o un non facere in senso stretto (obbligazione negativa)
In relazione al contenuto della prestazione dovuta da obbligazione di facere:
- obbligazione di mezzi: debitore tenuto a svolgere un attività senza garantire il risultato.
- obbligazioni di risultato: debitore tenuto a garantire un risultato determinato.
La prestazione si distingue ancora in:
- fungibile: se per il creditore non sono rilevanti  né l'identità né le qualità personali di chi la esegue.
- infungibile: viceversa gli attributi sopra accennati risultano importanti per il creditore della prestazione.

Oggetto dell'Obbligazione:
Secondo l'art. 1174 cod.civ. l'oggetto dell'obbligazione è la prestazione dovuta.
Nelle obbligazioni di dare, il bene dovuto veine indicato come oggetto.
Nelle obbligazioni di fare, l'oggetto è l'attività da compiere.

Obbligazioni semplici, alternative, facoltative:
In riferimento sempre alla prestazione dovuta, si suole distinguere:
- obbligazioni semplici: hanno ad oggetto un'unica prestazione che il debitore è tenuto ad eseguite.
- obbligazioni alternative: hanno ad oggetto 2 o più prestazioni che il debitore si libera eseguendone una a scelta sua e non del creditore 
- obbligazioni facoltative: hanno ad oggetto una sola prestazione (è pertanto un obbligazione semplice), ma il debitore ha la facoltà di liberarsene eseguendone un altra (poichè c'è una clausola che lo permette).
Obbligazioni pecuniarie:
L'Obbligazione di gran lunga più diffusa è quella pecuniaria, in cui il debitore è tenuto a dare al creditore una somma di denaro.
Vanno estinte mediante moneta avente corso legale nello stato al tempo del pagamento art. 1277 cod.civ., nel nostro paese è l'Euro. In caso contrario la moneta va ragguagliata all'importo della moneta attuale.
Art. 1279 cod.civ. afferma che in presenza di clausole specifiche il debitore deve pagare con la moneta pattuita.
Ciò che conta della moneta non è il suo valore nominale (valore numerico), ma il suo valore reale (potere d'acquisto). L'art. 1277 cod. civ. stabilisce il c.d. principio nominalistico secondo cui il debitore si libera pagando la medesima quantità di pezzi monetari inizialmente fissati (non conta con il tempo la svalutazione del potere d'acquisto).
La giurisprudenza ammette che detto principio vale solo per le obbligazioni di valuta (ovvero quelle che hanno una somma di denaro determinata fin dall'origine); le obbligazioni di valore non si attengono a detto principio nominalistico poichè hanno originariamente ad oggetto una prestazione diversa dalla dazione di una somma di denaro.

Gli interessi: sono un obbligazione pecuniaria avente carattere accessorio rispetto ad una obbligazione principale (anche se la stessa sia pecuniaria).
Quanto alla fonte degli interessi si distinguono in:
a) legali, se dovuti in forza di una previsione di legge 
b) convezionali, se dovuti in forza di un accordo fra debitore e creditore.
Quanto alla loro funzione si distinguono:
- corrispettivi: sorta di corrispettivo per il godimento che il debitore ha del danaro del creditore
- compensativi: quelli derivanti da un obbligazione di valore (es. risarcimento del danno).
- moratori: sono dovuti dal debitore in mora al creditore di obbligazioni aventi ad oggetto una somma di denaro .Rappresentano una sorta di risarcimento per il ritardo con cui il creditore riceve il pagamento dovuto.
L'ammontare dell'obbligazione degli interessi si determina in misura percentuale (c.d. tasso o saggio d'interesse) rispetto all'entità dell'obbligazione principale (c.d. capitale) ed in relazione al tempo.
Il Tasso si distingue in:
- legale: fissato dall'art. 1284 cod.civ. il quale è annualmente modificato con decreto dal Ministro dell'economia e delle finanze.
- convenzionale: stabilito dalle parti con forma ad substatia actus. (non può superare più del 4% di quello legale).


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Torrente, A., 2012. Manuale di Diritto Privato. 10th ed. Milano: Giuffrè Editore.