Diritto Privato: Diritti di Famiglia, La Filiazione Legittima e Naturale

Filiazione Legittima

Il figlio legittimo è quello concepito nel matrimonio.
Il figlio naturale è quello concepito fuori dal matrimonio.
Il codice prevede per l'avveramento della prima posizione 2 presunzioni:
1 art. 232 cod.civ. la prima riguardante la madre:
Ovvero il figlio deve essere stato concepito dopo 180 giorni dalle nozze, ed entro 300 giorni dall'annullamento o dallo scioglimento del matrimonio.
2 art. 231 cod.civ. la quale riguarda il padre:
Si considera padre del figlio concepito, il marito della donna durante il matrimonio.

Prova delle filiazione legittima art. 236 cod.civ.

Si prova lo status di figlio legittimo con l'atto di nascita, Il quale si ha con la consegna all'ufficiale di Stato civile dei nominativi dei genitori più l'atto dell'ospedale dell'avvenuta nascita.
Se uno dei genitori non rilascia il proprio nominativo, manca una presunzione ed il figlio diventa figlio naturale.
Si può acquistare lo status di figlio legittimo anche con  il possesso continuo, dei genitori maritati, del proprio figlio art. 237 cod.civ.

Azione di disconoscimento della paternità 

La presunzione ammessa dall'art. 231 cod.civ. non è assoluta, proprio per questo si può promuovere l'azione di disconoscimento della paternità.
Legittimati attivamente sono:
- il marito entro 1 anno dalla nascita del figlio
- moglie entro 6 mesi dalla nascita 
- il figlio entro 1 anno dalla sua maturità.
Secondo l'art. 235 cod.civ. essa è consentita solo quando:
- i coniugi non abbiano coabitato nel periodo del concepimento
- in tale periodo il marito era impotente
- la moglie aveva nascosto un adulterio o la gravidanza stessa al marito.

Procreazione assistita 

L'inseminazione artificiale che è regolata dalla legge n.40 del 2004, comportava dei dubbi per quanto riguarda la possibilità poi del padre di esperire l'azione di disconoscimento di paternità a causa di impotenza, dopo l'avvenuta inseminazione.
La Corte Cost. ha risolto tale dubbio precludendo l'azione di disconoscimento di paternità , al padre che ha dato il consenso all'inseminazione.

Rapporti tra figli e genitori

L'art. 147 cod.civ. afferma "il matrimonio obbliga i genitori a mantenere, istruire, educare la prole".
L'art. 315 cod.civ. a sua volta sostiene che "i figli devono rispettare la famiglia finchè vivono nel medesimo stabile, ed aiutare al mantenimento di esso in relazione alle proprie sostanze"
L'art. 320 cod.civ. sostiene che i genitori rappresentano i figli in atti di amministrazione del proprio patrimonio, a seconda:
- atti di amministrazione ordinaria: congiuntamente i genitori
- atti di straordinaria amministrazione: congiuntamente i genitori con l'autorizzazione del giudice tutelare
Tocca citare in questa sessione l'art. 324 cod.civ. il quale tratta del c.d. usufrutto legale da parte dei genitori sui beni del figlio. Si differenzia dal normale usufrutto poichè:
-
non si possono alienare i beni
- non si può costituire il diritto in garanzia
- non si può esercitare sopra l'azione esecutiva da parte dei creditori

Tutela dei minori
Il Codice civile prevede per i minori che hanno i genitori deceduti o che per qualsiasi altro motivo non possono esercitare la loro potestà genitoriale sui figli, una tutela garantita con l'art. 344 cod. civ. che prevede un giudice tutelare, tutore e pro tutore.

L'Adozione 

Il Codice Civile del 1942 prevedeva una certa figura di adozione la quale era permessa solo per il maggiore di 50 anni di età priva di figli, nei confronti di una persona inferiore dell'età dell'adottante di almeno 18 anni.
La nuova disciplina tutela di più il minore, rispettando il suo diritto di avere una famiglia.(disciplinata dalla legge n.184 1983).
Ha competenza il Tribunale dei minori, che consente l'adozione nei confronti dei minori che si trovano in stato di adottabilità.
L'adozione viene pronunciata con sentenza dal Tribunale, solo dopo un periodo di affidamento preadottivo che dura 1 anno.
E' ammessa l'adozione a:
- i coniugi (no more uxorio o single)
- con un matrimonio di 3 anni alle spalle
- ed che l'età di entrambi adottanti sia superiore di 18 anni a quella dell'adottato.

l'Affidamento: è una situazione differente dalla adozione, poichè risulta transitoria (massimo di 2 anni) per il minore che abbia una famiglia inidonea a educarlo, mantenerlo, istruirlo (art. 147 cod.civ.).


Filiazione Naturale

Per quanto riguarda il figlio nato fuori dal matrimonio (c.d. figlio naturale), si distingue in:
- figlio adulterino: uno dei genitori lo ha concepito mentre era sposato con un altra persona
- figlio incestuoso: siano presenti vincoli di parentela fra i genitori
Con la riforma del 1971 è divenuto possibile ricorrere al riconoscimento del figlio art. 250 cod.civ.: risulta valida per i figli adulterini, no per i figli incestuosi o per i figli legittimati.
Con il riconoscimento del figlio naturale si conseguono gli stessi effetti civili del figlio legittimo.

Il riconoscimento si ha con la dichiarazione di riconoscimento (la quale risulta irrevocabile art.256 cod.civ) in forma ad substantia in:
- o nell'atto di nascita
- con dichiarazione di fronte all'ufficiale di Stato civile
- con atto pubblico
- con testamento (in qualsiasi forma).
Legittimato attivamente è il padre maggiore di 16 anni, se il figlio naturale ha raggiunto i 16 anni di età, è necessario il suo assenso (art. 250 cod.civ.).
Nei confronti di tale dichiarazione può essere invocata da chiunque l'azione di imputazione del riconoscimento con la quale si può utilizzare qualsiasi mezzo di prova (risulta imprescrittibile):

Lo Status del Figlio naturale riconosciuto 

L'art. 30 Cost. afferma che "la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibilmente con i diritti dei membri della famiglia legittima". Con la riforma 1971 si è equiparata la posizione del figlio naturale con quello legittimo (tranne che per alcuni diritti successori)
l'art. 261 cod.civ. afferma che con l'avvenuto riconoscimento del figlio naturale, il genitore acquista tutti i diritti e gli obblighi che spetterebbero al suo figlio legittimo.

Dichiarazione giudiziale della paternità o della maternità (art. 269 cod.civ.)

Se i genitori non hanno provveduto a riconoscere il figlio, lo stesso può agire in giudizio per ottenere lo status di figlio naturale: azione di dichiarazione giudiziale di paternità o maternità, la quale può essere provata con qualsiasi mezzo.

Figli naturali non riconosciuti o non riconoscibili

Il figlio naturale non riconosciuto o senza dichiarazione giudiziale di paternità o maternità, viene considerato per diritto non figlio dei suoi genitori: art. 251 cod.civ.
Comunque può chiedere ad essi il diritto agli alimenti, istruzione, mantenimento, educazione.
Il figlio incestuoso non può essere mai riconosciuto (salvo la buona fede dei genitori).

Legittimazione art. 280 cod.civ.

E' l'istituto per il quale il figlio nato fuori dal matrimonio diventa figlio legittimo.
Ormai risulta quasi inutile con l'avvenuta equiparazione del figlio legittimo al figlio naturale riconosciuto, tramite la riforma.Può risultare utile per qualche profilo in ambito di successione.
Si verifica automaticamente nel caso in cui i genitori del figlio naturale riconosciuto si sposino fra loro (non vale per i figli naturali non riconoscibili art. 281 cod.civ.). 


Obbligazione agli Alimenti art. 433 cod.civ.

Si ha nel gruppo familiare il reciproco dovere di assistenza.
Nasce quando il creditore sia in stato di necessità:
l'art. 433 cod.civ. si ha l'elenco delle persone obbligate agli alimenti; il mancato alimento costituisce causa di revoca della donazione ricevuta dal creditore in un precedente stato di bisogno.