Diritto Privato: Diritti di Famiglia, Il Matrimonio

La Famiglia si riconosce che soddisfi i bisogni fondamentali dell'individuo. Il Codice non la disciplina in un comma preciso , ma la Costituzione all'art.29 afferma " .. riconosce i diritti della famiglia come società naturale ".
Nel vecchio Codice la famiglia veniva considerata come unità produttiva, oggi si ha la famiglia c.d. nucleare che ha comportato una rivalutazione del ruolo della donna (nel vecchio Codice l'art. 114 affermava che l'uomo aveva la potestà maritale su di essa).

Risulta importante la riforma n.151 1971 la quale ha effettivamente portato grandi evoluzioni giuridiche nell'ambito del Diritto di Famiglia. Ovviamente dette parole non sono definitive poichè è un istituto in continua evoluzione sociale.
La Famiglia si distingue in:
- famiglia legittima: fondata sul Matrimonio (secondo l'art. 29 Cost.)
- famiglia di fatto: ovvero coppia di persone che convivono senza il vincolo matrimoniale come coniugati (c.d. more uxorio). L'art. 2 Cost. ha dato rilevanza a detta tipologia (si parla più di intessi asimmetrici e non proprio di una disciplina completa)



Il Matrimonio

La Formazione del vincolo

Il Matrimonio è un istituto che assume rilievo non solo religioso (essendo un sacramento del Corpus Iuris Canonici), ma anche nello Stato: matrimonio civile.
Esso nasce nel 1865, con esso si costituisce il c.d. rapporto coniugale col il quale si ha lo status di figli legittimi.
Il matrimonio si articola in:
- matrimonio in fieri: ossia l'atto delle nozze che può essere celebrato in modi diversi.
- matrimonio in facti: ossia gli effetti tra i coniugi che ne derivano dal rapporto: sono effetti civili uguali per tutti i matrimoni.
E' caratterizzato da:
- l'esclusività (può essere sono monogamico)
- indisponibilità 
- durata indeterminata
(nel 1970 è stato introdotto nell'ordinamento italiano il divorzio).

Processo di formazione:
Promessa di Matrimonio : il matrimonio è solitamente preceduto da un periodo di fidanzamento che si ha con una promessa (art. 79 cod.civ.), essa non è vincolante ma in caso di mancato matrimonio si può richiedere il risarcimento dei danni per le spese effettuate (sempre se la promessa è stata fatta con atto pubblico o scrittura privata).

Capacità ed impedimenti 
Per effettuare il matrimonio le parti devono essere idonee a contrarlo.
Si ha Capacità di contrarre matrimonio se:
- art. 86 cod.civ. libertà di stato (nessun altro vincolo matrimoniale)
- art. 84 cod.civ. età minima (16 anni)
- art. 85 cod.civ. capacità di intendere e volere: non può contrarre matrimonio l'interdetto 
- art. 90 cod.civ. c.d. commictio sanguinis (vale solo per la donna, ovvero l'impossibilità di risposarsi prima di 300 giorni dal divorzio del precedente matrimonio)
Per quanto riguarda gli impedimenti, l'art 87 cod.civ. elenca chi non può contrarre fra loro matrimonio.

Celebrazione del matrimonio civile: la celebrazione del matrimonio avviene prima con alcune formalità preliminari.
La Pubblicazione art. 93 cod.civ. ovvero l'affissione di un atto con le generalità dei sposi (fatta dall'ufficiale di Stato civile) alla portata di tutti nella casa comunale per almeno 8 giorni (c.d. pubblicità notizia).
La celebrazione  deve avvenire pubblicamente nella casa comunale, fatta dall'ufficiale di stato civile (art. 106 cod.civ.) con le formalità stabilite dall'art. 107 cod.civ. (dichiarazioni degli sposi senza condizioni, quest'ultime in caso vengono considerate come non opposte actus legitimus).

E' possibile il c.d. matrimonio per procura,  secondo l'art.111 cod.civ. ovvero effettuato a distanza tramite il nuncius ,il quale è un soggetto che riferisce la Dichiarazione di volontà dello sposo assente ( si distingue dalla rappresentanza poichè non si costituisce nel nuncius una dichiarazione di volontà nuova ).
Viene effettuato per i miliari, e per gli stranieri che per motivi politici non possono entrare nel Paese.

Invalidità del matrimonio 
Si ha l'invalidità di un matrimonio quando sia avvenuta la celebrazione dello stesso. Casi di invalidità risultano i seguenti:
a) vincolo del precedente matrimonio
b) impedimentum criminis 
c) interdizione giudiziale
d) difetto età 
e) vincolo parentela 
f) vizio del consenso (si hanno se: è stato estorto con violenza, per errore sull'identità del coniuge , per timore di eccezionale gravità)

Matrimonio Putativo art. 123 cod.civ. 
E' un istituto che si ha esclusivamente per il matrimonio invalido.
Se si applicassero al matrimonio invalido i principi del negozio nullo o annullabile si avrebbe efficacia retroattiva e quindi i figli eventualmente nati non sarebbero più legittimi, ma bensì illegittimi.
Si tempera quest'ultimo principio affermando che, il matrimonio invalido sino alla sentenza d'invalidità risulta valido per i coniugi in buona fede e i figli anti nel matrimonio invalido si considerano legittimi. (effetti ex nunc, non ex tunc).

 Matrimonio Concordatario 
Come abbiamo detto precedentemente il matrimonio in facti comporta gli effetti civili uguali per tutti , mentre il matrimonio in fieri ovvero l'atto celebrativo, può avvenire o per matrimonio civile come abbiamo illustrato o per matrimonio c.d. concordatario.
Questo non ha un requisito di forma poichè si attiene alle forme del previste dal diritto canonico.
Però è richiesta dal nostro ordinamento una seguente modalità per far avere effetti civili:
- la pubblicazione deve essere fatta dal parroco di fronte alla Chiesa
- la celebrazione deve avere le dichiarazioni che seguono la forma prevista dall'art.107 cod.civ.
- il parroco della Chiesa deve trasmettere l'atto del matrimonio entro 5 giorni dall'avvenimento, all'ufficiale di Stato civile per la trascrizione (si conseguono gli effetti civili con l'avvenuta trascrizione, con efficacia retroattiva).

Matrimonio celebrato di fronte ad un ministro di altri culti religiosi:

Oltre al matrimonio concordatario, è ammesso effettuare la celebrazione del matrimonio di fronte ad un ministro di culto di altri culti religiosi , con effetti civili dell'ordinamento giuridico italiano. Esclusivamente con i culti coi quali lo Stato italiano ha effettuato intese.
Detti matrimoni sono interamente disciplinati dal Codice Civile, esclusivamente la celebrazione può essere a discrezionalità del culto.

Il Matrimonio: Regime del Vincolo

L'art. 29 c.2 Cost afferma che il matrimonio è ordinato sulla uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.
La riforma n. 151 1975 introduce l'art. 143 cod.civ. il quale afferma che con il matrimonio la moglie ed il marito acquistano stessi diritti e medesimi doveri. (piccola deroga a detto articolo si ha con l'art.143bis con il solo fine di garantire l'unità familiare: cognome maritale).
Sempre l'art. 143 c.2 afferma gli obblighi reciproci dei coniugi:
- fedeltà 
- assistenza morale e materiale
- collaborazione nell'interesse familiare
- coabitazione: l'interruzione si ha solo per giusta causa 

Secondo l'art. 150 cod.civ. si ha la separazione personale dei coniugi la quale solitamente precede il divorzio.
Essa è la sanzione per la cessazione del loro obbligo di coabitazione.
Il Codice ci occupa esclusivamente della separazione legale (non anche di quella di fatto) la quale può essere:
- giudiziale art. 151 cod.civ.: si ha con sentenza del giudice e gli unici effetti che provoca sono: si può chiedere un assegno di mantenimento (se non si è la causa di separazione); ha limiti sui diritti successori del coniuge, quello che ha causato la separazione.
- consensuale: la quale viene effettuata con il consenso dei coniugi con gli accordi presi insieme riguardo: l'assegno di mantenimento, i figli, ecc...
Si ha solo l'omologazione dell'atto da parte del Tribunale con il fine esclusivo di salvaguardare i figli.
Con la separazione personale cadono gli obblighi dei coniugi di:
- fedeltà
- assistenza morale e materiale
- coabitazione
Tranne l'obbligo di collaborazione nell'interesse familiare.

Procedimenti riguardo ai figli nella crisi di coppia (separazione personale , divorzio):
La legge n54 2066 insieme all'art 155 provvede in questo ambito.Il punto centrale è :
- l'interesse del figlio
- regola fondamentale: affidamento condiviso (alla quale si deroga solo nel caso in cui risulti pregiudizievole per il figlio).
Secondo l'art. 155 cod.civ. la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori sul figlio, e in caso di disaccordo provvede il giudice.

Il Divorzio 

E' stato introdotto dalla legge del 1970 e approvato con referendum nel 1974.
Si analizza su 2 punti fondamentali:
- si ha da un lato lo scioglimento del matrimonio
- dall'altro la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario
Oltre al Divorzio il matrimonio si può sciogliere anche con la morte del coniuge (o la morte presunta art. 59 cod.civ.).
Il divorzio italiano non si ha per comune accordo o per colpa di uno dei coniugi, ma si ha esclusivamente per il fallimento coniugale.
Le cause sono elencate dalla legge 1970:
- separazione personale ininterrotta per 3 anni
- altre cause elencante.
Con la sentenza di divorzio il giudice può prevedere per una parte un assegno vitalizio salvo un unica corresponsione.


Regime Patrimoniale della Famiglia

Ha inciso in quest'ambito in modo particolare la riforma del Diritto di Famiglia legge n. 151 1971.
Prima, nel codice del 1942 :
- il marito doveva mantenere la moglie
- la moglie manteneva il marito in caso di bisogno
- il regime patrimoniale legale fra i coniugi era la separazione dei beni (ogni bene rimaneva di titolarità esclusiva del coniuge di cui era il proprietario)
- era presente l'istituto della dote: consisteva nella consegna da parte della moglie (o chi per lei) di determinati beni per aiutare economicamente il marito, i quali dovevano essere restituiti dopo lo scioglimento del matrimonio.
Questo istituto è stato rimosso con la citata riforma, e si è stabilito che poteva rimanere valida per i matrimoni precedenti al 1975 fino al loro scioglimento o annullamento.

Con la riforma del Diritto di Famiglia i coniugi vengono equiparati:
- entrambi contribuiscono alle spese della famiglia in relazione alle loro possibilità
- il regime patrimoniale legale diviene la comunione dei beni (resta salva la possibilità per i coniugi di stabilire d'accordo un regime patrimoniale diverso da quello legale, anche la separazione dei beni).
Il matrimonio impone, indipendentemente dal regime patrimoniale scelto, secondo l'art. 143 c.3 cod.civ. "in relazione alle proprie sostanze, a contribuire ai bisogni della famiglia "; e allo stesso modo la prole (art. 148 cod.civ.).

Il regime patrimoniale legale si applica in mancanza di convenzioni matrimoniali tra i coniugi. Le convenzioni possono essere comunque fatte anche dopo l'atto del matrimonio.

Comunione legale: è disciplinata dall'art. 177 cod.civ., ed essa non è universale per tutti i beni ma si distingue a seconda di questi in 3 categorie:
- beni oggetti di comunione fin dal loro acquisto (acquisti effettuati dai due coniugi insieme, o le aziende familiari)
- beni in comunione solo con lo scioglimento della comunione legale (i risparmi)
- beni esclusivi del titolare, che quindi non entrano in comunione legale disciplinati dall'art. 179 cod.civ. 
l'art. 191 elenca le cause di scioglimento della comunione. In ogni caso si ha la divisione dei beni interessati in parti eguali tra i coniugi
L'art. 214 cod.civ. prevede la c.d. comunione convenzionale (stabilita dai coniugi nelle convenzioni matrimoniali).

Separazione dei beni: disciplinata dall'art. 215 cod.civ., da dopo la riforma la possono prevedere i coniugi nelle convenzioni matrimoniali. Risultano comunque implicitamente validi con essa gli artt. 143 e 148 cod.civ.

Tocca accennare in questa sessione il c.d. fondo patrimoniale art. 168 cod.civ.
E' definito come un patrimonio separato nei confronti dei creditori, ovvero non possono toccarlo se il credito sia non inerente a scopi o bisogni familiari.
Introdotto dalla riforma del Diritto di Famiglia del 1970, è assoggettato a un regime speciale per i bisogni della famiglia.
Può essere costituito da : ciascuno dei coniugi, uno solo di essi, o da un terzo (anche per testamento). Viene costituito con la forma di atto pubblico, e viene amministrato da entrambi i coniugi (art. 180 cod.civ.).


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Torrente, A., 2012. Manuale di Diritto Privato. 10th ed. Milano: Giuffrè Editore.