Diritto Privato: La Prova dei Fatti Giuridici

L'esito di un giudizio dipende da una questio facti, ossia da una contrapposta versione circa il modo in cui si sono realmente svolti determinati fatti. Il giudice sceglie una versione dando comunque una spiegazione motivata della sua scelta (limitandogli la discrezionalità).
Sono quindi importanti per le parti i mezzi di prova, i quali debbono essere ammissibili (conformi alla legge) e rilevanti alla lite.


Onere della Prova

Nel caso in cui il giudice non sia convinto dalle versioni delle parti, comunque deve dare sentenza poichè è obbligato a farlo dal nostro ordinamento.
In questo caso sceglierà la soluzione secondo il principio derivante dall'onere della prova art. 2697 cod.civ.

"Articolo 2697 Onere della prova. Chi vuol far valere un diritto in giudizio (Cod. Proc. Civ. 163) deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento (Cod. Proc. Civ. 115).

Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda."
Secondo l'articolo sopra citato, l'onere di provare il fatto si arreca a chi vuol far valere il proprio diritto in giudizio.

I mezzi di prova

Un mezzo di prova è qualsiasi elemento idoneo a stabilire quale tra le contrapposte versioni di un fatto sostenute dalle parti in lite, sia più convincente.
Il giudice ha libera valutazione delle prove, infatti deve valutarle secondo il suo prudente apprezzamento.Il legislatore ha però ammesso che si può derogare a tale principio per alcune tipologie di mezzi di prova:
- atto pubblico 
- Confessione 
- Giuramento 
Le quali costituiscono prove legali e come tali la loro rilevanza è già predeterminata dalla legge.
i mezzi di prova si distinguono in 2 specie: 
- prova precostituita o documentale: (atto pubblico, scrittura privata, registrazione fonografica ecc...) così nominata perchè esiste già prima del giudizio.
- prova costituenda: (prova testimoniale, presunzione, giuramento), così detta perchè deve formarsi nel corso del giudizio.

La prova documentale
Importanza preminente, tra i documenti, rivestono:
- l'atto pubblico, il quale è quel documento redatto con particolari formalità (stabilite dalla legge) da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato (art. 2699 cod.civ.). Esso fa piena prova (sempre se abbia formalità richieste dalla legge, senno vale come scrittura privata).
- e la scrittura privata, la quale è qualsiasi documento che risulti sottoscritto da un privato, anche da terzi. Essenziale è la sottoscrizione autografata. Art. 2702 afferma che fa piena prova quando la scrittura privata viene riconosciuta.

La prova testimoniale 
La prova testimoniale è la narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla causa in relazione a fatti controversi di cui il testimone abbia conoscenza. Di regola essa viene fatta oralmente davanti al giudice.
La prova testimoniale incontra, per certe ipotesi, limiti legali di ammissibilità:
a) non è ammessa per un contratto di un valore superiore a 2,58 Eur (il giudice può derogare a tale ipotesi se vuole)
b) non è ammessa se tende a provare che  anteriormente o contemporaneamente alla stipulazione di un accordo scritto siano stati stipulati altri patti, non risultanti però dal documento 
c) non è ammessa per i contratti per i quali è richiesta una forma ad substantia actus .

Le presunzioni 
Per presunzione (detta anche prova indiretta) si intende ogni argomento, congettura, illazione, attraverso cui, essendo già provata una determinata circostanza (c.d. fatto base o indizio), si giunge a considerare provata altresì una circostanza, sfornita di prova diretta.

La Confessione 
La confessione è la dichiarazione che la parte fa della verità dei fatti a se sfavorevole, e favorevoli all'altra parte. E' definita anche dichiarazione di scienza poichè non c'è un negozio giuridico ove si esprime la volontà, ma bensì è un atto di ammissione.
Essa è di 2 tipi: 
- giudiziale: se resa in giudizio e fa piena prova
- stragiudiziale: quando avviene fuori dal giudizio all'altra parte o nei confronti di un rappresentante dell'altra parte; essa è liberamente apprezzata dal giudice (art. 2735 cod.civ.)
Si dice poi qualificata la confessione che viene assecondata dall'altra parte con aggiunta di altri fatti o circostanze.

Il Giuramento
E' un mezzo di prova di cui le parti possono chiedere l'acquisizione nel caso di un giudizio civile. Può essere di 2 tipi:
- decisorio: deve riguardare circostanze che abbiano valore decisorio in ordine ad una quaestio facti , su cui il giudice è obbligato a pronunciarsi (indipendentemente dall'esito negativo o positivo). E' una delle parti che chiede il giuramento alla controparte, e di regola può solo quella a cui il fatto posto a giuramento sia proprio della parte (art. 2737 cod.civ.). Una volta effettuato il giuramento da una parte, la controparte puo' assecondarlo o (se ne ha le prove) denunciarla di aver giurato il falso (cod. pen. art 371). Il giuramento non è ammissibili quando:
a) riguardi diritti indisponibili 
b) riguardi fatto illecito (art. 2043 cod. civ.)
c) per un atto per il quale sia richiesta la forma ad substantia actus
d) per contestare l'attestazione contenuta in un atto pubblico. 

suppletorio: è quello che viene richiesto d'ufficio dal giudice per un fatto rimasto incerto 



Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Torrente, A., 2012. Manuale di Diritto Privato. 10th ed. Milano: Giuffrè Editore.