Diritto Privato: Il Soggetto del Rapporto Giuridico, Gli Enti

Nel nostro ordinamento soggetti titolari di situazioni giuridiche soggettive (diritti, oneri , obblighi, doveri) sono, oltre alle Persone Fisiche, gli Enti.

L'Ente è dunque quell'organizzazione dotata di soggettività giuridica, cui l'ordinamento da la capacità (giuridica) di essere titolare di situazioni giuridiche soggettive.
Non si deve confondere con la capacità giuridica, la c.d. personalità giuridica dell'Ente.
La personalità giurdica è attribuita agli Enti che godono della c.d. autonomia patrimoniale perfetta, ovvero che detengono un loro patrimonio con il quale rispondono alle obbligazioni  solo con detto patrimonio, al pari della persona fisica.

L'Ente ha la capacità d'agire tramite le persone che lo formano: gli organi.
Gli organi dell'Ente possono essere:
- esterni: detengono il potere di rappresentanza 
- interni: detengono il potere di gestione 
Non sempre gli stessi coincidono con il medesimo organo.

Classificazione degli Enti:

Prima distinzione:
- ente pubblico (Stato, enti territoriali...)
- ente privato 

 Gli enti privati si distinguono in:
- Enti registrati ed Enti non registrati (e quindi Enti dotati di personalità giuridica, Enti non dotati di personalità giuridica)
- Enti a struttura associativa (es. associazioni, comitati...): organizzazione stabile di più soggetto con uno scopo comune 
- Enti a struttura istituzionale (es. fondazione): organizzazione stabile di più soggetti finalizzata alla gestione di un patrimonio per scopi altruistici.

All'interno degli Enti a struttura associativa tocca distinguere:
- quelli con finalità economiche (ripartizione fra le parti degli utili conseguiti)
- quello senza finalità economiche (non vi è ripartizione fra le parti degli utili)

Tra gli Enti privati senza finalità economiche si distinguono:
- Associazioni 
- Fondazioni 
- Comitato 
- altre istituzioni di carattere privato (es. istituzioni ecclesiastiche).



Associazione

Nozioni storiche del fenomeno associativo: il clima codicistico ottocentesco ha portato a disporre la distinzione fra:
- associazione riconosciuta (art. 14 cod.civ.)
- associazione non riconosciuta (art. 36 cod.civ.) 
Alle associazioni non riconosciute erano privati molti tipi di acquisti (mortis causa, a titolo di donazione, quelli immobiliari), e l'ordinamento interno dell'associazione era rimesso integralmente ai consociati.
Il riconoscimento dell'associazione avveniva secondo discrezione dello Stato per chi era meritevole di tutela.
Si ha uno scenario diverso con la Costituzione del 1948: art. 18 Cost. proclama il diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione.
Si prevede un disegno di una società pluralista (art. 49 Cost .Partiti, art. 19 Cost. Religioni, art. 39 Cost. Sindacati).
Il tutto viene rafforzato dall'art. 2 Cost il quale, prevede di garantire i diritti inviolabili dell'uomo anche nelle "formazioni sociali".

Differenza tra Associazione e Società: l'associazione risulta un organizzazione collettiva che ha come scopo il perseguimento di finalità non economiche. La società è invece un organizzazione collettiva con comunione di scopo, ed è caratterizzata da scopo lucrativo.
Bisogna comunque puntualizzare che non è escluso agli associati di usufruire di servizi suscettibili a valutazione economica, ovvero è importante distinguere lo scopo perseguito dell'Ente dalle attività (anche economiche) effettuate per realizzarlo.

Associazione Riconosciuta
L'Associazione Riconosciuta prende vita con un atto di autonomia (c.d. atto costitutivo) tra i fondatori (secondo l'opinione prevalente è un vero e proprio contratto), che deve rivestire la forma dell'atto pubblico, normalmente notarile (art. 14 cod.civ.).

"Articolo 14. Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico (1350, 2643)."

Insieme all'atto costitutivo puo' essere presentato uno statuto.
L'atto costitutivo e lo statuto devono contenere le seguenti indicazioni secondo l'art. 16 cod.civ.:

"Articolo 16. L’atto costitutivo e lo statuto devono contenere la denominazione dell’ente, l’indicazione dello scopo, del patrimonio e della sede, nonché le norme sull’ordinamento e sulla amministrazione. Devono anche determinare, quando trattasi di associazioni, i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni della loro ammissione; e, quando trattasi di fondazioni, i criteri e le modalità di erogazione delle rendite.
L’atto costitutivo e lo statuto possono inoltre contenere le norme relative alla estinzione dell’ente e alla devoluzione del patrimonio, e, per le fondazioni, anche quelle relative alla loro trasformazione (28).
Le modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto devono essere approvate dall’autorità governativa nelle forme indicate nell’Articolo 12 (att. 4)."

Si richiede alla prefettura della provincia  il riconoscimento dell'associazione, presentando lo statuto e l'atto costitutivo. Il riconoscimento avviene se:
a) vengono soddisfatte nei 2 documenti le norme previste dalla legge per la costituzione dell'ente
b) lo scopo dell'associazione deve essere: possibile e lecito
c) il patrimonio dell'associazione risulti adeguato per la realizzazione dello scopo

Con l'avvenuto riconoscimento si iscrive l'associazione nel registro delle persone giuridiche. Nel lasso di tempo per l'iscrizione dell'associazione, la stessa può operare come associazione non riconosciuta.
L'associazione riconosciuta prevede due organi:
-  assemblea (funzioni elencate dall'art. 20 al 24 cod.civ.), la quale si riunisce in prima seduta per almeno della metà dei soci.
- amministratore: gestisce l'attività associativa e la rappresenta nei confronti dei terzi.
Una volta riconosciuta, l'associazione ha personalità giuridica e quindi la c.d. autonomia patrimoniale perfetta che le permette di effettuare acquisti e rispondere alle obbligazioni esclusivamente con un suo patrimonio distinto da quello personale dell'amministratore e dei soci.
Secondo l'art. 24 cod.civ. l'associato può essere espulso dall'assemblea per gravi motivi o può recedere volontariamente (coerentemente al diritto negativo derivante dall'art. 18 Cost.).

L'Associazione riconosciuta si estingue per il raggiungimento dello scopo, o il venir meno di tutti i consociati. Prima di essere comunque cancellata dal registro delle persone giuridiche, va in liquidazione per pagare tutti i debiti.

Associazione non riconosciuta 
L'Associazione non riconosciuta nasce in forza di un atto di autonomia (vero e proprio contratto) tra i fondatori.
Non sono richiesti requisiti di forma (a differenza dell'ass. riconosciuta che richiede la forma dell'atto pubblico).
Non acquista personalità giuridica seppure goda di soggettività (e quindi capacità giuridica).
L'ordinamento interno e i rapporti tra i consociati e amministrazione, sono regolati da "accordi dei stessi consociati " (art. 36 cod.civ.).

"Articolo 36. L’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati.
Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi accordi, e conferita la presidenza o la direzione (Cod. Proc. Civ. 75, 78)."
A garanzia dell'art. 2 Cost. devono ritenersi applicabili tutti quei principi riconosciuti dal codice alla associazione riconosciuta, che non presuppongano l'avvenuto riconoscimento. Proprio per questo oggi anche l'associazione non riconosciuta può effettuare qualsiasi tipo di acquisto
L'associazione non riconosciuta ha un fondo comune distinto da quello dei singolo associati.
Per le obbligazioni contrattuali, l'associazione non riconosciuta risponde oltre che con il fondo comune, con il patrimonio personale di coloro che hanno agito in nome o per conto dell'associazione, quand'anche non membri della stessa (c.d. autonomia patrimoniale imperfetta). (art.38 cod. civ.)

 Fondazione

La Fondazione è un organizzazione stabile che si avvale di un patrimonio per il perseguimento di uno scopo non economico.
Trae vita da un atto di autonomia, in forma di atto pubblico  (non è un contratto, bensi un atto unilaterale), il c.d. atto di fondazione. Può essere compiuto: 
- inter vivos: con forma di atto pubblico secondo art.14 cod.civ.
- contenuto in un testamento, il quale diviene efficace con l'apertura dello stesso (art. 14 c.2 cod.civ.)
L'atto di fondazione deve contenere le indicazioni previste secondo art. 16 cod.civ. e può essere accompagnato anch'esso da uno statuto.
Risulta essenziale che la fondazione abbia un patrimonio, con il quale perseguire lo scopo non economico, il quale viene stabili con il c.d. atto di dotazione.
Il riconoscimento della fondazione nei registri delle persone con il conseguente acquisto della personalità giuridica (e quindi autonomia patrimoniale perfetta), avviene nelle stesse modalità dell'associazione riconosciuta. (Secondo l'opinione prevalente, in mancanza di riconoscimento non può operare la fondazione come non riconosciuta).
Lo scopo deve essere di pubblica utilità e non può essere modificato posteriormente dal fondatore, né dall'organo amministrativo (art.28 cod.civ.). Comunque il più delle volte risulta generico, e quindi può essere discrezionale a seconda delle scelte dell' organo di gestione.
In caso di scioglimento della fondazione, l'autorità governativa deve cercare di dare un nuovo scopo alla fondazione.

Comitato

Il Comitato è un organizzazione di più persone con raccolta pubblica di fondi per finalità di natura altruistica.
Nasce da un accordo di tipo associativo , dal quale più soggetti (c.d. promotori) annunciano al pubblico la volontà di perseguire un determinato scopo (presentando un programma). Gli stessi promotori gestiscono i fondi pubblici raccolti, i quali risultano il patrimonio stesso del comitato.
Il Comitato può essere riconosciuto o anche non riconosciuto (art. 41 cod.civ.). La differenza risulta sostanzialmente nella mancanza o meno della personalità giuridica.