Diritto Privato: Il Soggetto del Rapporto Giuridico, La Persona Fisica

Le Situazioni Giuridiche soggettive (diritti, obblighi, doveri, oneri) fanno capo ai "Soggetti".
L'idoneità ad essere "Soggetti", ovvero ad essere titolari di situazioni giuridiche soggettive è la capacità giuridica.

La capacità giuridica compete alle Persone fisiche ed anche agli Enti.



La Persona Fisica

L'uomo, per il solo fatto della nascita (Art.1 c.1 cod.civ.) acquista la capacità giuridica, e di conseguenza diviene soggetto di diritto.

"Articolo 1. c.1 La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita."


La capacità giuridica compete indifferentemente a tutti gli uomini (conquista recente della civiltà occidentale). Secondo art. 16 disp.prel.cod.civ. la capacità giuridica spetta anche allo straniero (secondo il principio di reciprocità).
Alla luce di un interpretazione della giurisprudenza dell'art. 16 disp.prel.cod.civ. condotta secondo i principi di cui agli art. 2, 3 e 10 Cost., induce alla conclusione che i diritti inviolabili della persona umana sono riconosciuti dal nostro ordinamento in favore di chiunque, cittadino o straniero.


La Persona fisica perde la capacità giuridica con la morte (si desume da art. 4 e 456 cod.civ.).
Si ha la nascita con la piena acquisizione di indipendenza dal corpo materno, che avviene con la respirazione polmonare.
Si ha la morte con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo.
Entro 24 ore dal decesso, la morte deve essere dichiarata all'ufficiale di stato civile.
In caso di due persone perite nello stesso contesto e si hanno dubbi sulla preventiva sopravvivenza dell'una o dell'altra, si considerano entrambi decedute nello stesso momento (art. 4 cod. civ.) "Principio di Commorienza".

"Articolo 4. Quando un effetto giuridico dipende dalla sopravvivenza di una persona a un’altra e non consta quale di esse sia morta prima, tutte si considerano morte nello stesso momento."

I diritti patrimoniali del deceduto si trasmettono secondo le regole dettate dal codice (art. 456 cod.civ.)

"Articolo 456. La successione si apre al momento della morte (Cod. Civ. 4, 58 e seguenti), nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto (Cod. Civ. 43, 45)."


Il concepito: per alcune posizioni giuridiche si ha tutela del concepito:

- art 462 c.2 cod.civ.: capacità di succedere per causa morte (sia per legge che per testamento) 


"Articolo 462. Sono capaci di succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell’apertura della successione (Cod. Civ. 1, 594 e seguenti, 600, 784).
Salvo prova contraria, si presume concepito al tempo dell’apertura della successione chi è nato entro i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta (Cod. Civ. 232).
Possono inoltre ricevere per testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché non ancora concepiti (Cod. Civ. 643, 715, 784)."
- art. 784 c.1: capacità di ricevere donazioni

"Articolo 784. La donazione può essere fatta anche a favore di chi è soltanto concepito, ovvero a favore dei figli di una determinata persona vivente al tempo della donazione benché non ancora concepiti (462).
L’accettazione della donazione a favore di nascituri, benché non concepiti, è regolata dalle disposizioni degli artt. 320 e 321.
Salvo diversa disposizione del donante, l’amministrazione dei beni donati spetta al donante o ai suoi eredi, i quali possono essere obbligati a prestare idonea garanzia (1179). I frutti (820) maturati prima della nascita sono riservati al donatario se la donazione è fatta a favore di un nascituro già concepito. Se è fatta a favore di un non concepito, i frutti sono riservati al donante sino al momento della nascita del donatario."

- Risarcimento del danno alla salute

I diritti riconosciuti al concepito dalla legge sono subordinati alla nascita (art.1 c.2 cod.civ.)


Capacità d'agire:
Con la nascita, abbiamo detto , si acquista la capacità giuridica con il conseguente acquisto istantaneo dei Diritti della Personalità 

Solo eventualmente con la nascita sono invece accessibili i Diritti Patrimoniali (es. per mortis causa art 462 cod.civ.). 
Ovvero, la legge richiede che il soggetto abbia (oltre alla capacità giuridica) la capacità d'agire affinchè possa compiere personalmente ed autonomamente atti di amministrazione dei propri interessi.

La capacità d'agire, presuppone quella giuridica, e si acquista con la maggiore età (18° anno di età) art.2 c.1 cod. civ.:


"Articolo 2.c.1 La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore eta si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa."


Può però accadere che anche se maggiorenne, l'individuo non possa avere la capacità d'agire per proteggerlo: "a protezione delle persone prive del tutto o in parte di autonomia". il codice civile prevede in questi casi diversi istituti:
a) Minore età
b) Interdizione giudiziale
c) Inabilitazione 
d) Emancipazione 
e) Amministrazione di sostegno 
f) Incapacità di intendere e volere (c.d. incapacità naturale)

a) Minore età 
Come abbiamo detto, la capacità d'agire presuppone che l'individuo sia autonomo nell'amministrazione dei propri interessi ed abbia raggiunto la maggiore età (art. 2. cod. civ.).
Gli atti posti eventualmente dal minore sono annullabili (art. 1425 cod.civ.)
L'atto posto dal minore puo' quindi essere impugnato entro 5 anni dal raggiungimento dello stesso della maggiore età. Sono legittimati ad impugnare gli atti (art. 1444 cod.civ.):
- Rappresentante legale del minore (genitori).
- Minore stesso una volta raggiunta la maggiore età.
Però l'art. 409 cod. civ afferma che devono ritenersi accessibili tutti quegli atti che siano "necessari a soddisfare esigenze della propria vita quotidiana"  in relazione all'età raggiunta.

La gestione del patrimonio del minore (potere amministrativo) e  il compimento di ogni atto relativo (potere di rappresentanza) competono ai genitori
- disgiuntamente per atti di ordinaria amministrazione
- congiuntamente per atti di straordinaria amministrazione (con previa autorizzazione del giudice tutelare , art 320  c. 3-4 cod. civ.)

Se i genitori sono morti, o per qualsiasi altra causa non posso esercitare la loro podestà sul minore, il giudice tutelare nomina un tutore per il minore di età (art. 343 cod. civ.). Offrendo il tutore minori garanzie rispetto ai genitori, la legge richiede l'autorizzazione del giudice tutelare per il compimento di atti indicati all'art. 374 cod. civ. e della preventiva autorizzazione del tribunale per atti all'art. 375 cod. civ. 

b) Interdizione giudiziale
L'interdizione è pronunciata con sentenza (da cui deriva l'appellativo giudiziale) dal tribunale, quando ricorrano congiuntamente i seguenti presupposti:
- infermità di mente 
- abitualità di detta infermità
- incapacità del soggetto di provvedere ai propri interessi
- necessità di assicurare al soggetto un adeguata protezione
Può essere pronunciata solo a carico del maggiore di età (dato che il minore è già tutelato in un altro istituto dal codice civile). Si può comunque promuovere l'interdizione nei confronti del minore di età un 1 anno prima della maggiore età (art. 416 cod.civ.).
Legittimati a proporre l'interdizione giudiziale sono: l'interdetto, il coniuge, il convivente stabile, i parenti entro il 4° grado, gli affini entro il 2° grado.
Il giudice accerta l'interdizione con l'esame di un consulente tecnico (art. 419 cod. civ.). 
L'interdizione entra in vigore con la pubblicazione della sentenza del giudice in 1° grado.
Si ha la nomina di un tutore per l'interdetto.
L'interdetto puo' fare i soli negozi "necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana ". Se compie atti negoziali, sono annullabili (art. 1425 cod. civ.).
L'interdizione giudiziale comporta per il soggetto l'impossibilità di compiere alcuni istituti:
- Matrimonio
- Riconoscimento figli naturali
- fare Testamento
(Breve parentesi per quanto riguarda la c.d. Interdizione Legale. A differenza da quella giudiziale, l'interdizione legale viene illustrata nel codice penale come pena accessoria che ha una finalità sanzionatoria. Per quanto riguarda i rapporti patrimoniali, l'interdetto legale si trova nella stessa situazione dell'interdetto giudiziale. L'interdizione legale non comporta l'incapacità di: matrimonio, riconoscimento figli naturali, fare testamento).

c) Inabilitazione
L'inabilitazione è pronunciata con sentenza dal tribunale quando concorrano (alternativamente) i seguenti presupposti:
- infermità di mente, non cosi grave da procedere a interdizione giudiziale
- prodigalità 
- consumo di stupefacenti ed alcolici 
- sordità o cecità (sempre che il soggetto non abbia avuto un educazione tale da poter provvedere autonomamente a alla gestione dei propri interessi).
Il procedimento di inabilitazione ricalca quello di interdizione, si nomina un curatore.
L'inabilitato puo' effettuare atti di ordinaria amministrazione ed effettua quelli di straordinaria  congiuntamente con il curatore.

d) Emancipazione
L'ultra sedicenne è autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio secondo art. 84 cod. civ. Contraendo il matrimonio diviene emancipato (art. 390 cod.civ.).
Può compiere atti di ordinaria amministrazione, e compie atti di straordinaria amministrazione congiuntamente al curatore (previa autorizzazione del giudice tutelare).
Il curatore è: il coniuge se maggiorenne o il genitore.
Stato di emancipazione cessa con la maggiore età.


e) Amministrazione di sostegno

Si apre con decreto motivato del giudice tutelare (art.404 cod.civ.), quando ricorrano congiuntamente:
- infermità o menomazione fisica o psichica della persona
- impossibilità per il soggetto di provvedere ai propri interessi 
A differenza con l'interdizione, si rileva non solo una infermità di mente ma anche una menomazione fisica o psichica, non solo abituale ma anche temporanea.
Quindi l'amministrazione di sostegno può essere nominata anche a tempo determinato.

Legittimati a promuovere il procedimento sono: beneficiario, coniuge, convivente stabile, parenti entro 4° grado, affini entro il 3° grado, il curatore o il tutore, pubblico ministero.

Effetti dell'amministrazione di sostegno (a differenza dell'inabilitazione e dell'interdizione) sono determinati di volta in volta e non predeterminati dalla legge, ed in ogni momento si possono modificare o integrare d'ufficio le decisioni assunte.
Il giudice nomina la figura dell'amministratore di sostegno nella persona designata dallo stesso interessato in previsione della propria eventuale futura capacità.
Il giudice tutelare indica poi:
- gli atti che l'amministratore di sostegno ha il compito di compiere in nome e per contro dell'interessato
- gli atti che l'amministratore di sostegno deve compiere con assenso del beneficiario
- gli atti necessari alle esigenze della vita quotidiana (art. 409 cod.civ.) e tutti quelli non menzionati nelle precedenti categorie, possono essere effettuati autonomamente dal beneficiario.

Si possono annullare tutti gli atti dell'amministratore di sostegno che non appartengono alla sua competenza.

d) Incapacità naturale (art.428 cod.civ.)

Può accadere che un soggetto (legalmente capace) si trovi in concreto una situazione di incapacità di volere e/o di intendere sia:
- permanente (es. soggetto affetto da sindrome di "Down", senza ancora alcuna tutela di protezione citate sopra).
- transitoria 
Per quest'ultima occorre che il soggetto sia privo in modo assoluto, al momento del negozio , della capacità di autodeterminarsi: di avere coscienza dei propri atti.
Occorre però distinguere:
- per il matrimonio, testamento, donazione: il soggetto doveva essere incapace nel momento dell'atto 
- per atti unilaterali: da un lato incapace nel momento dell'atto, dall'altro grave pregiudizio per l'incapace stesso 
- contratti : da un lato incapace nel momento dell'atto, dall'altro malafede del contraente.

Gli atti unilaterali e i contratti sono in tal caso impugnabili entro 5 anni dall'avvenimento.


Differenza tra incapacità naturale e legale:
- naturale: situazione di menomazione  della propria sfera intellettiva 
- legale: per il fatto che si trovi in una determinata situazione (minore, interdizione, emancipazione...).

Fra le incapacità legali tocca distinguere quelle:
- assolute: minore di età e interdizione giudiziale (precludono al soggetto il compimento di qualsiasi atto negoziale)
- relative:  inabilitazione, emancipazione, amministrazione di sostegno (lasciano al soggetto piu o meno un ampia capacità negoziale).



La sede della persona:


Art.43 cod.civ.
Distinzione fra: 
- Domicilio: sede principale dei propri affari e interessi
- Residenza: volontaria abituale Dimora
- Dimora: luogo dove la persona attualmente abita

Domicilio è unico; solo in determinati casi si puo' costituire "Domicilio Speciale" (es: ai fini di un procedimento giudiziale per far ricevere direttamente al domicilio dell'avvocato determinate informazioni).


La cittadinanza:

La cittadinanza italiana si acquista: (legge 91/1992).
- Ius sanguinis: genitori di origine italiana
- Ius soli: tutti coloro che nascono nel territorio della Repubblica
- Ius communicatio: coniuge straniero che risiede almeno 2 anni legalmente nel territorio italiano
- per naturalizzazione: in chi si trovi nelle condizioni richieste nella legge 91/1992 


Scomparsa, assenza e morte presunta:



Non è raro che di una persona si perdano le tracce, il codice civile ha previsto per queste situazioni gli istituti:
- Scomparsa art. 48 cod.civ. Viene dichiarata con decreto al tribunale quando concorra: l'allontanamento  della persona dal Domicilio e Residenza, mancanza delle sue notizie da un lasso di tempo giustificato.
- Assenza art. 49 cod.civ. Dichiarata con sentenza del tribunale quando concorrano: allontanamento dal Domicilio e Residenza ;mancanza oltre da 2 anni.
In caso di Assenza gli eredi possono richiedere l'immissione temporanea nel possesso dei beni. (Non si scioglie il matrimonio).
- Morte presunta art. 58 cod. civ. Si ha quando concorra: allontanamento da Domicilio e Residenza; mancanza di sue notizie da 10 anni (2 anni per eventi bellici, art. 60 cod. civ.).
La morte presunta comporta gli stessi effetti della morte (art. 456 cod.civ.).


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Torrente, A., 2012. Manuale di Diritto Privato. 10th ed. Milano: Giuffrè Editore.