Diritto Privato: Il Fatto, l'Atto ed il Negozio Giuridico

Fatto giuridico: qualsiasi avvenimento cui l'ordinamento ricolleghi conseguenze giuridiche.
il Fatto giuridico in senso stretto: quando conseguenze giuridiche sono ricollegate ad un evento senza che assuma rilievo se a causarlo sia intervenuto o meno l'uomo.

Atti giuridici: si parla di atti giuridici, se l'evento causativo di conseguenze giuridiche postula un intervento dell'uomo.

La giuridicità di un fatto non dipende da conseguenze intrinseche dell'avvenimento ma dalla circostanza estrinseca che derivi dall'ordinamento una norma giuridica per quell'evento.

Classificazione degli atti giuridici: si distinguono in 2 grandi categorie:
- atti leciti: ovvero conformi alle prescrizioni dell'ordinamento 
- atti illeciti: che sono in violazione dei doveri giuridici e che provocano lesione del diritto soggettivo altrui

Gli atti leciti si dividono in:
- operazioni
- dichiarazioni: tra le dichiarazioni maggiore importanza va attribuita ai negozi giuridici



il Negozio Giuridico 

Il concetto di negozio giuridico nasce nel XIX secolo e in modo particolare dalla scuola pandettistica romana. 
E' agevole intendere ,per definizione della dottrina, il negozio giuridico come "la dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli effetti perseguiti ed alla quale l'ordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi al risultato voluto".
Il Codice non dedica un apposita disciplina al negozio giuridico nonostante la sua grande importanza.
Sono però regolati nel codice il contratto (art.1321 cod.civ.), il testamento (art. 587 cod.civ.),  il matrimonio (art. 84 cod.civ.), ed altre figure negoziali, ma non appunto il negozio giuridico in generale.
Bisogna poi soffermarsi qui sull'art. 1324 cod.civ. il quale afferma "salvo diverse disposizioni di legge, le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali, tra vivi aventi contenuto patrimoniale".

Classificazione dei negozi giuridici:

a) in relazione alla struttura soggettiva 
- negozio unilaterale: dichiarazione di una sola parte (es. testamento, atto di fondazione); non si deve confondere "parte" con "individuo", poichè si intende per parte un centro unico d'interessi che quindi può comportare una dichiarazione unilaterale composta da una pluralità di individui: c.d. atto collegiale (si dice atto complesso quando invece le volontà di due individui si fondono in una sola: es. tutore ed interdetto).
- negozio bilaterale, quando le parti sono 2 e quindi si hanno 2 dichiarazioni di volontà a tutela ogni ogni singolo interesse delle parti
- negozio plurilaterale, quando le parti sono più di 2 e si hanno distinte dichiarazioni di volontà.

b) in relazione alla funzione
1° distinzione:
- mortis causa (si presuppone la morte di una persona)
- inter vivos (viceversa le parti del negozio sono vive) 
2 ° distinzione: 
- patrimoniali (negozi che hanno interessi economici) 
- apatrimoniali (viceversa,  nessuna presenza nel negozio di interessi economici)

i negozi patrimoniali si distinguono in:
- di disposizione: si ha l'immediata riduzione del patrimonio mediante alienazione o mediante rinunzia 
- di obbligazione: che danno luogo soltanto alla nascita di obbligazioni 

i negozi patrimoniali si distinguono anche in: 
- a titolo oneroso 
- a titolo gratuito 
Il Codice non definisce i concetti di onerosità e gratuità, ma è comune nella dottrina ammettere oneroso il negozio che comporta per l'acquisto di qualsiasi diritto, beneficio, vantaggio al soggetto un correlativo sacrificio.
Viceversa per gratuità, si intende l'acquisto in un negozio di un qualsiasi diritto,vantaggio, beneficio al soggetto senza un correlativo sacrificio dello stesso.
(si può dedurre dal Codice che viene più tutelato l'acquisto a titolo oneroso, venditore deve garantire che la cosa sia immune da vizi art.1490-1496 cod.civ., che quello a titolo gratuito, art. 798 il donante non risponde dei vizi della cosa se non è in dolo).

La rinunzia: è un negozio abdicativo, esso è la dichiarazione unilaterale del titolare del diritto soggettivo diretta a dismettere il diritto stesso senza trasferirlo ad altri.

Elementi del negozio giuridico: si distinguono in:
- elementi essenziali: ovvero in mancanza dei quali il negozio giuridico risulta nullo
- elementi accidentali: che le parti sono libere di apporre o meno.
Gli elementi accidentali si distinguono a loro volta in: generali (se si riferiscono ad ogni tipo di contratto), particolari (che risultano particolari per quel tipo di contratto, es. il prezzo nella compravendita art.1470 cod.civ.).

La Dichiarazione 
La volontà del soggetto diretta a produrre effetti giuridici deve essere dichiarata, esternata. Essa può essere:
- dichiarazione espressa: fatta con qualsiasi mezzo idoneo a rendere a far palese ad altri il nostro pensiero
- dichiarazione tacita: consistente in un comportamento che dia per implicito la volontà del soggetto (è discusso in dottrina se il silenzio possa essere una dichiarazione tacita, si è concluso che lo stesso possa valere solo per determinate eccezioni come ad es. art. 1712 c.2 cod.civ. per il contratto di mandato).

La Forma 
La forma è la modalità del soggetto cui preferisce esternare la dichiarazione, delle volte il legislatore prevedere che la prescrizione di un determinato atto sia compiuto secondo determinate forme solenni.
Nei casi di forma vincolata dal legislatore (alcuni tipi di contratti in relazione sempre all'oggetto del contratto) si parla di forma ad substantia actus, in tal caso risulta necessaria per la validità dell'atto.
Esiste un altro requisito di forma richiesto solo a fini processuali per la prova documentale  di un atto in caso di divergenza fra le parti circa la sua effettiva stipulazione: forma ad probationem.


La pubblicità 
Le vicende giuridiche non interessano soltanto le parti che ne sono direttamente coinvolte, ma anche i terzi i quali possono avere interesse a conoscere determinate vicende per regolare il loro comportamento.
La pubblicità da la possibilità di conoscere l'esistenza ed il contenuto di un negozio giuridico, lo stato delle persone fisiche e le vicende delle persone giuridiche.

Si distinguono 3 tipi di pubblicità:
a) pubblicità notizia: assolve semplicemente alla funzione di rendere conoscibile un atto, del quale il legislatore ritiene appunto opportuno sia data la notorietà (in mancanza comporta solo una sanzione pecuniaria). Esempio è la pubblicazione matrimoniale art. 93 cod.civ.
b) pubblicità dichiarativa: serve a rendere opponibile il negozio al terzo o ad alcuni terzi. Omissione produce comunque gli effetti del negozio.
c) pubblicità costitutiva: in questo caso la pubblicità diviene elemento costitutivo della fattispecie : senza la pubblicità il negozio non soltanto non si può opporre ai terzi, ma non produce effetti nemmeno tra le parti. Esempio tipico è l'ipoteca art. 2808 cod.civ.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Torrente, A., 2012. Manuale di Diritto Privato. 10th ed. Milano: Giuffrè Editore.