Economia Politica: Bilancia dei pagamenti e il Cambio


La Bilancia dei Pagamenti e il Cambio


Gli scambi di merci (tra persone) di diversi Paesi non avvengono piu', ormai da secoli, con sistema del baratto.
Si e' sentita l'esigenza di avere anche per essi una moneta. In certi periodi i pagamenti internazionali venivano fatti in oro.
In altri periodi venivano fatti mediante una moneta (valuta,divisa) di un Paese con un economia forte.Tale divisa oggi è il dollaro americano.
In diversi periodi storici numerose monete erano convertibili in oro o in una moneta detta moneta-chiave, nel senso che in molti Stati la banca centrale era pronta a cambiare in oro o nella divisa-chiave la propria moneta nazionale sulla base di una parità fissa.
In questo caso gli scambi internazionali venivano pagati con tutte le valute convertibili.

Risulta chiaro che comunque vengano regolati i pagamenti internazionali, le esportazioni determinano ingresso di valute estere nei forzieri della banca centrale del Paese che esporta, mentre le importazioni determinano uscita di valute estere dal Paese che importa.
Le quantità di mezzi di pagamento internazionali possedute dalla banca centrale di un Paese costituiscono le riserve valutarie.
Le valute estere possedute dalle banche italiane rappresentano quindi una riserva analoga alle riserve valutarie italiane gestite dalla Banca centrale europea.

Le esportazioni e le importazioni di merci non sono gli unici rapporti economici internazionali.
Il documento che registra tutti i rapporti economici che un Paese ha con l'estero prende il nome di bilancia dei pagamenti.


Questa si riferisce solitamente ad un periodo di tempo determinato: normalmente un anno.

La parte che comprende solo le esportazioni e le importazioni di merci prende il nome di bilancia commerciale.
Le partite invisibili riguardano prevalentemente il turismo.

I trasferimenti unilaterali sono movimenti di valuta che non nascono da uno scambio e quindi non danno luogo a un corrispondente movimento di beni o prestazione di servizi.
Essi comprendono: le rimesse degli emigranti (le somme di danaro che ad esempio gli italiani emigrati all'estero inviano in patria), le donazioni,gli interessi (per esempio che il Tesoro italiano paga su un titolo del debito pubblico italiano posseduto da uno straniero) e i dividendi (quelli che un impresa italiana paga su una sua azione posseduta da uno straniero e viceversa).

I movimenti capitali comprendono i movimenti di valuta effettuati per compiere un investimento in un Paese straniero.
Gli investimenti finanziari consistono nell'acquisto di titoli stranieri da parte di cittadini italiani o di titoli italiani da parte di stranieri.
Se invece un italiano acquista uno stabilimento industriale all'estero si ha un investimento diretto.


Tutte le voci (cioè le partite) della bilancia dei pagamenti determinano entrata o uscita di oro o di valute estere per un Paese.
Quando in un dato periodo di tempo le entrate totali di valuta in un Paese superano le uscite totali di valuta da quel Paese, diremo che la bilancia dei pagamenti di quel Paese è in avanzo, o in attivo in surplus, o che ha un saldo positivo (attivo). Il saldo della bilancia dei pagamenti è dato dalla differenza tra le entrate e le uscite totali di valuta.
Quando invece le entrate e le uscite di valuta sono uguali, la bilancia dei pagamenti è in pareggio (cioè in equilibrio).
Quando le uscite di valuta superano le entrate, la bilancia dei pagamenti è in disavanzo, o in passivo, o in deficit (ha un saldo negativo o passivo).
Ogni Paese deve preoccuparsi di mantenere la propria bilancia dei pagamenti in equilibrio perchè senno' prima o poi le riserve valutarie del Paese si esaurirebbero se fosse in deficit.
Se la bilancia dei pagamenti è in equilibrio, la quantita' di moneta rimane invariata nel Paese. Un surplus continuo di bilancia dei pagamenti crea pressione inflazionistica nel Paese.

Nella tabella seguente riportiamo la bilancia dei pagamenti dell'Italia relativa all'anno 2006.


Il saldo è la differenza tra entrate e uscite,e puo' essere positivo o negativo o uguale a 0. Le entrate rappresentano entrate di valuta, le uscite uscite di valuta.
Il saldo che conta è essenzialmente quello totale (o globale), cioè la differenza tra la somma delle entrate e la somma delle uscite, detto saldo della bilancia dei pagamenti.
Infatti è il saldo totale che , se è positivo, determina l'aumento delle riserve valutarie; se invece è negativo, determina la diminuzione delle stesse.
(Il saldo totale non è riportato nello schema precedente).

Di tutte le voci che costituiscono la bilancia dei pagamenti solo le esportazioni e le importazioni fanno parte del prodotto nazionale.
Sono grandezze finanziarie gli acquisti di titoli stranieri da parte di un italiano e viceversa, poichè non esisterebbero in un'economia di puro baratto.
Le esportazioni e le importazioni (di beni e servizi) invece sono grandezze reali, dato che esisterebbero in una economia di baratto.


In molti Paesi le valute straniere non sono detenute solo dalla banca centrale, manche dalle banche ordinarie.
Esistono quindi acquisti e vendite di tutte le valute.
Il mercato valutario (o mercato delle valute,delle divise,dei cambi) è il luogo in cui si scambiano le monete dei diversi Paesi.
Da che cosa dipendono la domanda e l'offerta di ciascuna valuta? dal prezzo di una valuta in termini di un'altra.
La domanda di dollari ad esempio, dipende dalla quantita' di euro che bisogna sborsare per ottenere 1 dollaro: è questo il cambio, ovvero il tasso di cambio dollaro-euro, cioè il prezzo del dollaro in termini di euro.
Il cambio euro-dollaro è naturalmente il reciproco del precedente.
Se ,ad esempio, il cambio dollaro-euro è 1 dollaro = 1,10 euro, il cambio euro-dollaro è 1 euro = 1 / 1,10 dolalri (cioè 0,9091 dollari).
In generale il tasso di cambio (o brevemente il cambio) tra due monete A e B è la quantita' di moneta B necessaria ad acquistare una unita' della moneta A.
Pertanto la domanda di euro è funzione decrescente del tasso di cambio euro-dollaro.
L'offerta di euro è funzione crescente del tasso di cambio euro-dollaro.
Nel seguente grafico sono rappresentate la domanda e l'offerta di euro: la domada (D) diminuisce all'aumentare del cambio euro-dolalro; l'offerta (S) invece aumenta all'aumentare del cambio euro-dollaro.






L'intersezione tra la domanda e l'offerta di euro comporta l'equilibrio della bilancia dei pagamenti dell'UEM.









Sul mercato dei cambi agiscono gli speculatori, i quali si comportano in modo analogo agli speculatori di borsa.
Se il cambio euro-dollaro aumenta, si dice che l'euro si rivaluta o si apprezza e il dollaro si svaluta o si deprezza.
Nell'uso corrente il termine svalutazione dell'euro puo' avere due significati:
a) La svalutazione del cambio dell'euro comporta una perdita di potere d'acquisto esterno dell'euro.
b) Perdita di potere d'acquisto interno dell'euro, cioè perdita di potere d'acquisto dell'euro all'interno dei Paesi dell'UEM.