Filosofia del Diritto: concetto di Sovranità


 Sovranità


Nell'ambito della filosofia sul diritto è importante il riferimento al concetto di sovranità, nel contesto della riflessione sul rapporto tra diritto e politica. La sovranità coincide con l'esercizio del potere politico.
Il termine sovranità è usato con riferimento al potere politico all'interno dello Stato (sovranità interna) e nelle relazioni tra gli Stati (sovranità esterna).

Vi sono due diversi ed opposti modi di intendere sovranità e potere politico.

- All’interno della concezione giuspositivista, si delinea un rapporto di subordinazione del diritto alla politica, nel contesto della tematizzazione dell'antecedenza cronologica e della priorità gerarchica della politica rispetto al diritto. 
Il diritto positivo è considerato strumento e prodotto della volontà politica. Il potere, sovraordinato al diritto, acquisisce una posizione preminente ed assoluta.
Il potere diviene 'potere per il potere', che decide arbitrariamente sulla base della propria volontà, senza bisogno di giustificazione razionale o etica, con l'unico obiettivo di ottenere vantaggi per se stesso e la propria autoaffermazione e autoconservazione, senza considerare — almeno non necessariamente, ma solo eventualmente o occasionalmente — gli interessi di chi è subordinato.
È questa la prospettiva dell'assolutismo politico che riduce il diritto a forza e la politica a potenza, come imposizione del forte sul debole, del superiore sull'inferiore.

- All'interno della concezione giusnaturalista, si configura la sovra-ordinazione del diritto alla politica: il diritto positivo è prodotto dalla politica, che è subordinata al diritto meta-positivo o pre-positivo, superiore gerarchicamente e antecedente cronologicamente.
 Il potere è dunque vincolato dal diritto che lo antecede: il potere, nella misura in cui osserva i vincoli giuridici che esigono la giustizia, viene riconosciuto dai cittadini consensualmente e democraticamente come autorità.
Il potere esige una giustificazione: il fondamento di legittimità del potere si ritrova nella ragion d'essere e nel fine, nella misura in cui è radicato e orientato al bene comune, al buon ordine sociale, al vantaggio di tutti.
Il potere non è illimitato ed arbitrario, in quanto riconosce il limite nel bene ‘di’ e ‘per’ tutti .

È questa la teoria che porta allo Stato di diritto, nell'ambito del costituzionalismo.
Nello Stato di diritto, la sovranità è l'espressione del governo della legge' (e non del 'governo degli uomini'), che si rivolge ad una comunità (identificata con il popolo) in un certo territorio. Nell'ambito dello stato costituzionale di diritto tutti i poteri, incluso quello legislativo, sono subordinati al diritto.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Palazzani, L., 2011. Una introduzione filosofica al diritto. 1st ed. Roma: Aracne.