Economia Politica: Teoria dell'Utilità


Teoria dell'Utilita'


La microeconomia inizia con la teoria dell'utilità e, la teoria dell'utilità con quella dei bisogni.
Il bisogno è una sensazione di desiderio o dolorosa, che spinge l'individuo ad appagarla.
Si puo' fare una distinzione fra bisogni primari e bisogni secondari:

- I bisogni primari sono quelli che l'individuo avverte in ogni tipo di società, poichè il loro soddisfacimento è indispensabile per l'individuo.
- I bisogni secondari sono quelli che nascono con la civiltà (es.televisore,frigorifero,macchina ecc...).

Una seconda distinzione è fra bisogni individuali e bisogni collettivi:
-Quelli individuali sono quelli che l'individuo sente come singolo
-Quelli collettivi sono quelli che l'individuo sente in quanto membro di una collettività (ordine pubblico;amministrazione giustizia ecc..).

Solitamente ai bisogni individuali l'individuo provedde da solo e per questo vengono chiamati anche bisogni privati, mentre a quelli collettivi provvede solitamente lo Stato e per questo sono anche chiamati bisogni pubblici.

I bisogni vengono soddisfatti mediante i beni e i servizi:
il Bene è qualsiasi mezzo atto a soddisfare un bisogno.
Si considerano beni economici solo quelli disponibili in quantita' limitata. Sono due le caratteristiche dei beni economici:
- da un lato essi sono desiderati in quanto servono ad appagare dei bisogni 
- dall'altro sono disponibili in quantita' limitata, cioè sono scarsi.
Ad esempio l'aria che è un bene indispensabile non è un bene economico poichè è in quantità illimitata. I beni economici invece proprio perchè sono in quantità limitata hanno sempre un prezzo.
i Servizi sono immateriali: taglio di capelli; lezione di un docente ecc...

I beni economici posso essere classificati secondo diversi criteri:
- Beni di consumo e beni di investimento
- Beni durevoli e non durevoli
- Beni complementari
- Beni succedanei
- Beni ad offerta congiunta
- Beni concorrenti nell'offerta

Bisogna introdurre alcuni concetti che sono alla base della scienza economica: quelli di reddito, consumo, risparmio, investimento e capitale. Questi sono concetti mircoeconomici cioè si riferiscono al singolo.
Il reddito monetario: è il flusso delle entrate di cui un individuo dispone in un dato periodo (es. mensilmente un individo ha un salario di 2000 E + 800 conseguiti da un affito di un immobile: Il reddito monetario è di 2800 E).
Il reddito reale: è il flusso dei beni e dei servizi che un individuo si procura con il reddito monetario
Il cosumo: consiste nel godere la soddisfazione derivante da un bene. Il godimento del bene ne comporta la distruzione totale (cibo) o parziale (televisori ecc...).
Il risparmio: è la differenza tra reddito e consumo; il risparmio si trasforma in investimento.
I termini ricchezza, capitale e patrimonio si usano indifferentemente per indicare la massa di beni e di attivita' finanziarie posseduti da un individuo.


Il consumo dei beni e dei servizi da' alla persona una sensazione di piacere o di soddisfazione che nella nostra sceinza è chiamata utilità'. Quindi l'utilità di un individuo è il piacere che egli ricava dal consumo di beni e servizi.
Bisogna distinguere la finalita' del termine "utile" nel linguaggio economico e in quello comune.
Nel linguaggio comune vuol dire ciò che è giovevole; in quello economico l'utile è qualunque bene che sia atto a soddisfare un bisogno.
Quindi in economia anche le bevande alcooliche e le sigarette sono utili, perchè procurano piacere a chi le consuma, nonostante che possano danneggiare la salute.

L'utilita è un concetto soggettivo poichè un dato bene per un individuo puo' avere più' utilita' di un altro. (es. individuo con bistecca: quando è sazio ha utilità'=0 che non deve seere superata con un altro boccone poichè sara' un impresione negativa all'individuo).

Man mano che un individuo mangia una bistecca aumenta la sua utilita' totale ma diminuisce la voglia di un altro boccone.

L'utilita dell'ultimo boccone si chiama utilita' marginale.
Man mano che l'individuo mangia la sua bistecca l'utilita totale aumenta e quella marginale diminuisce.
Pertanto l'utilita totale è il piacere che l'individuo trae dal consumo di una data quantita' di un bene; l'utilita marginale è il piacere che l'individuo trae dall'ultima dose di un bene.

La "legge dell'utilità' marginale descrescente" è valida per tutti.