Economia Politica: PNL, RNL e PIL


La Macroeconomia


Nella Macroeconomia il concetto fondamentale da introdurre è "il prodotto nazionale lordo (PNL)" o "reddito nazionale lordo (RNL)".

Il PNL è costituito dalla somma di tutti i beni e servizi finali prodotti da un dato paese nel periodo considerato.
L'unico modo di sommare i beni e i servizi,che sono quantità eterogenee consiste nel moltiplicare le quantita' prodotte per i rispettivi prezzi e poi addizionarle. Quindi si puo' dire che il PNL è uguale alla somma delle quantita' prodotte moltiplicate per i rispettivi prezzi.
E' giusto sottolineare che vanno calcolati esclusivamente i beni e i servizi "finali", ovvero quelli che non diventano componenti di un altro bene (es. pennarello).
Mentre i prodotti intermedi sono quelli che portano al conseguimento del prodotto finale    (materiale pennarello; tappo; stecca; colore = pennarello, bene finale).

Il "valore aggiunto " di una azienda/negozio/impresa è la differenza tra il valore dei beni che vende (cioè il fattoruato dell'impresa) e quello dei beni (materie prime e semilavoranti) che ha comperato dalle altre imprese.

Un altro concetto importante è quello del "reddito nazionale lordo (RNL)"
Il RNL è costituito dalla somma di tutti i redditi (renditi, interessi, imposte, salari, profitti) percepiti dai soggetti che hanno partecipato al processo produttivo nell'anno considerato ed è sempre eguale al PNL.

Il valore aggiunto di una azienda si divide in una serie di redditi che vanno ai soggetti che a vario titolo hanno partecipato al processo produttivo (i proprietari del locale che affittano le mura;le banche che hanno fatto prestiti all'azienda, gli operai che hanno lavorato nell'azienda, lo Stato che ha fornito i servizi pubblici alla collettività e quindi anche al titolare dell'azienda) ed il profitto è cio' che rimane al proprietario dell'azienda dopo aver sostenuto queste spese.
Si puo' dire che la somma di tutti i valori aggiunti delle imprese che hanno portato al bene finale e che hanno prodotto i beni intermedi, sara' eguale alla somma dei redditi di tutti i soggetti che hanno partecipato al processo produttivo; e quindi il PNL è sempre uguale al RNL.
Il PNL o RNL puo' essere concepita come una torta (con Salari, Imposte, Profitti, Interessi, Rendite) che viene divisa tra i soggetti che hanno partecipato a produrla.
Lo Stato che, attraverso le imposte, percepisce del reddito dai soggetti economici, ne ridà una parte ad altri soggetti mediante le pensioni, i sussidi di disoccupazione, ecc. Questi redditi prendono il nome di "trasferimenti"; che sono redditi di soggetti che non partecipano al processo produttivo e quindi che non vanno inclusi nel reddito nazionale.

Le definizionidi PNL e RNL consentono di comprendere i fondamenti della macroeconomia. Finora abbiamo considerato un economia principalmente chiusa poiché non messa in rapporto con l'estero ma poiché ormai quasi tutti i paesi svolgono un esercitazione economica anche estesa dal proprio confine dovremmo analizzare anche una economia aperta la quale ha rapporti appunto con l'estero.
Per esempio un italiano (più' precisaamente un soggetto che risiede in Italia) può' percepire un reddito dall'estero. Questi redditi dove vanno contabilizzati? Noi protremmo includerli nel RNL italiano (dato che essi entrano in Italia), ma i beni e i servizi finali prodotti dai soggetti che percepiscono tali redditi non sono prodotti in Italia e quindi non dovrebbero essere inclusi nel PNL italiano.
Pertanto in una economia aperta bisogna introdurre una altro concetto "il prodotto interno lordo (PIL)".
Il prodotto interno lordo è la somma dei beni e dei servizi finali prodotti nel territorio di un dato Paese in un determinato periodo. (vedi definizione PNL) 

Per definire la differenza fra PNL e PIL consideriamo il prodotto nazionale come la somma dei redditi dei soggetti che hanno partecipato al processo produttivo.
Il PNL italiano contiene i redditi dei soggetti residenti in Italia derivanti dall'attivita' che essi hanno svolto in Italia.
Il PIL italiano invece contiene i redditi dei residenti e dei non residenti derivanti dall'attività che essi hanno svolto in Italia. Mentre il PIL misura i valori di tutti i beni e i servizi finali prodotti all'interno di un Paese; il PNL misura il valore di tutti i beni e i servizi prodotti da un Paese,cioè da tutti i soggetti residenti in un Paese sia che operino in patria sia che operino all'estero.
Quindi tra PNL e PIL esiste la seguente relazione : PNL= PIL + i redditi provenienti dall'estero - i redditi diretti all'estero.

Se dal PNL sottraiamo gli ammortamenti ,otteniamo il prdotto nazionale netto (PNN). Se dal PIL sottraiamo gli ammortamenti, otteniamo il prodotto interno netto (PIN).
Inoltre il prodotto nazionale lordo o netto prende il nome di "reddito nazionale ai prezzi di mercato",se da esso sottraiamo le imposte indirette otteniamo il "reddito nazionale al costo dei fattori".
Possiamo a questo punto introdurre il concetto di "reddito disponibile", che è quella parte del reddito nazionale a disposizione degli individui,o delle famiglie, per essere speso o risparmiato. Esso è uguale al reddito nazionale lordo meno le imposte, meno il risparmio lordo delle imprese piu' i trasferimenti.
Una parte del reddito sottratto alle famiglie mediante le imposte torna alle famiglie sotto forma di trasferimenti (pensioni,ecc..) che vanno esclusi dal calcolo del RNL perchè,come abbiamo visto, sono gia' inclusi nelle imposte, ma vanno inclusi nel reddito disponibile perchè fanno parte del reddito che le famiglie possono decidere di spendere o risparmiare.


I soggetti del sistema economico sono le imprese, le famiglie e la Pubblica Amministrazione (P.A.).
- Le imprese acquistano i beni di investimento (macchinari, materie prime ecc...) da altre imprese e assumono i laboratori a cui pagano un salario. Esse quindi producono e vendono beni che possono essere di consumo (alimentari, abbigliameto ecc) e di investimento ( impianti, macchinari ecc).
- Le famglie sono gli individui,che percepiscono un reddito dalle imprese o dalla P.A., e con questo acquistano beni di consumo e servizi.
- La Pubblica Amministrazione è costituita dagli organi centrali dello Stato come i Ministeri, gli enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni) e dagli enti previdenziali (come INPS). La Pubblica Amministrazione riscuote le imposte e i contributi sociali dalle imprese e dai lavoratori (i contributi sociali servono a finanziare le pensioni, l'assisetnza sanitaria,contro gli infurtuni ecc... per i lavoratori).
Occorre tenere presente inoltre che la definizione di PNL parla di beni e servizi finali "prodotti", ma nel calcolo concreto del PNL gli uffici statistici (in Italia l'ISTAT) considerano i beni e servizi finali "venduti" (quindi acquistati), cioè solo quei beni che transitano per il mercato.

I beni e i servizi prodotti possono essere destinati a uno dei seguenti usi / impieghi: essi possono essere consumati oppure investiti, oppure esportati all'estero.
Pertanto se consideriamo il reddito nazionale (RN) come somma dei beni e servizi finali e classifichiamo questi asseconda l'uso che se ne puo' fare (impieghi), il RN risulta eguale alla somma dei consumi (primati e pubblici) piu' gli investimenti (privati e pubblici) piu' le esportazioni.


I consumi si distinguono in privati e pubblici:
- I consumi privati sono beni e servizi prodotti dalle imprese e acquistati dalle famiglie e rappresentano una percentuale alta del reddito nazionale compresa di solito tra il 50% e il 70%.
- I consumi pubblici sono costituiti da beni e servizi che la Pubblica Amministrazione fornisce (gratuitamente o a basso prezzo) ai cittadini: istruzione, difesa, giustizia, ordine pubblico, assistenza sanitaria.
Come si potrebbe attribuire un prezzo ai servizi resi dai magistrati; dalle forze dell'ordine ecc..?
Pertanto il valore dei consumi pubblici coincide con il monte dei salari e degli stipendi percepiti dai dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Quella parte del prodotto nazionale che non viene consumata ne' esportata all'estero prende forma di beni d'investimento e rappresenta l'investimento. Essa si aggiunge allo stock di capitale esistente.
L'investimento lordo include anche gli ammortamenti. Se invece escludiamo gli ammortamenti, abbiamo gli investimenti netti.
Gli investimenti a seconda la natura possono essere classificati in: costruzioni; impianti e macchinari; mezzi di trasporto; variazione delle scorte.Inoltre gli investimenti sono privati o pubblici a seconda che siano compiuti da imprese private oppure dalla Pubblica Amministrazione.

La voce variazione delle scorte richiede una breve spiegazione:
Il RN, è dato dalla somma di tutti i beni e servizi finali prodotti; pero' L'ISTAT rileva i beni e i servizi finali venduti.Accade che una parte dei beni finali prodotti nell'anno non viene venduta, ma rimane in giacenza presso le imprese che li hanno prodotti.
Questi beni finali vanno pero' inclusi nel calcolo del RN: essi costituiscono scorte prodotte nell'anno,cioè con la variazione delle scorte possedute dalle imprese.
La somma dei consumi pubblici e degli investimenti pubblici rappresenta la spesa pubblica che risulta netta quando gli si sottraggono i trasferimenti.
Le esportazioni sono beni venduti all'estero ma prodotti all'interno per cui vanno incluse nel calcolo del RN.
Un punto delicato è quello delle importazioni.
Se indichiamo con Y il reddito nazionale, con Cp i consumi privati, con Ip gli investimenti privati, con G la somma dei consumi pubblici e degli investimenti pubblici (spesa pubblica netta), con X le esportazioni e con M le importazioni, possiamo scrivere :  

Y = Cp + Ip + G + X - M

Poichè le importazioni sono gia' incluse nelle voci Cp, Ip e G, per eliminarle occorre sottrarle nella formula. (X-M è il saldo della bilancia commerciale ; approfondiremo avanti).
La formula sopra scritta si chiama equazione degli impieghi del reddito nazionale.

Definiamo il risparmio come quella parte del reddito nazionale che non viene consumata, cioè la differenza tra il reddito nazionale (Y) e i consumi (privati e pubblici) (somma consumi privati e pubblici).
Posssiamo scrivere:

Y = Cp + Cpu + Ip + Ipu + X - M

Il risparmio (S) è la differenza tra il reddito nazionale e consumi totali:

Y - ( Cp + Cpu) = Ip + Ipu + X - M  e quindi :  Y - C = I + X - M
Poiché S = Y - C abbiamo : S = I + X - M

Il risparmio è eguale agli investimenti più' il saldo della bilancia commerciale. In una economia chiusa (senza rapporti con l'estero) il risparmio è eguale agli investimenti.

Il reddito nazionale può' essere calcolato a prezzi correnti e a prezzi costanti. Finora lo abbiamo calcolato sempre a prezzi correnti.
Il reddito nazionale a prezzi correnti infatti si ottiene moltiplicando le quantità (dei beni e servizi finali) prodotte in un dato anno per i rispettivi prezzi (di quell'anno) e facendo la somma.
Il reddito nazionale in un dato anno a prezzi costanti è ottenuto moltiplicando le quantità (dei beni e servizi finali) prodotte quell'anno per i prezzi di un altro anno, detto anno base, e sommando i valori così' ottenuti.
Le differenze che si rilevano tra il reddito nazionale dei diversi anni, quando questo è calcolato a prezzi costanti, dipendono esclusavamete da variazioni nelle quantita' fisiche prodotte.
Le risorse, di cui un Paese dispone, sono i beni e servizi finali prodotti all'interno del Paese, cioè il PIL; i beni e servizi importati dall'estero, cioè le importazioni (M).
Le risorse possono avere uno dei seguenti tre impieghi o usi: consumi (C), investimenti (I); esportazioni (X).
Pertanto la somma delle risorse è necessariamente eguale alla somma degli impieghi. Questo concetto è espresso nella eguaglianza:
PIL + M = C + I + X
Tale uguaglianza è nota come conto delle risorse e degli impieghi o bilancio economico nazionale.
Il bilancio economico nazionale è pubblicato nella Relazione generale della situazione economica del Paese, documento che viene redatto ogni anno dal Ministro dell'Economia e delle Finanzee presentato al Parlamento entro il 31 Marzo.
Un altro documento importante è la Relazione generale sulla situazione economica del Paese presentato sempre al Parlamento ogni anno entro il 30 settembre. Essa contiene previsioni sull'andamneto della situazione economica del Paese e il programma degli interventi di politica economica che il Governo intende realizzare nell'anno successivo.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Palmerio, G., 2011. Elementi di Economia Politica. 10th ed. Bari: Cacucci Editore.