Economia Politica: Equilibrio di Mercato


Premesse all'Equilibrio di mercato


Nei precedenti capitoli abbiamo esaminato il comportamento del singolo consumatore e della singola impresa.
I consumatori e le imprese si incontrano sul mercato, che è il luogo dove i primi desiderano acquistare i beni e le seconde desiderano venderli.
Vi sono diversi tipi di mercati: ad esempio i mercati all'ingrosso in cui i produttori vendono le merci ai grossisti che le rivendono ai dettaglianti, e i mercati al minuto (o al dettaglio) in cui i dettaglianti vendono le merci ai consumatori.
Vi sara' quindi una domanda dei beni da parte dei consumatori e un'offerta degli stessi da parte delle imprese.

Consideriamo il mercato di un bene, ad esempio le arance, e un individuo,Tizio, che vuole acquistare delle arance. Finora abbiamo disegnato la curva di domanda individuale (con curve di indifferenza dell'individuo e retta di bilancio). Ma è possibile costruire la curva di domanda individuale con un metodo piu' semplice:
Facciamo delle domande a Tizio del tipo: "Se il prezzo di 1 kg di arance fosse pari a 1€,quante arance acquisteresti?" e cosi via. Le risposte sono tutte riportate sulla tabella seguente:


Le colonne 1 e 2 rappresentano la scheda di domanda individuale; man mano che il presso delle arance aumenta, l'individuo ne domanda una quantità sempre minore.

Possiamo intervistare altri due individui: Caio e Sempronio. E le loro risposte sono riportate nelle colonne 3 e 4 della tabella.

Ora sommiano le quantità di arance domandate da ciascuno degli individui in corrispondenza di ogni dato presso: otteniamo i dati riportati nella colonna 5.
Le quantità che un individuo domanda in corrispondenza dei diversi prezzi costituiscono la scheda di domanda individuale.
Le quantità che tutti gli acquirenti domandano in corrispondenza dei diversi prezzi costituiscono la scheda di domanda collettiva o di mercato.
Ad un dato prezzo ogni persona è disposta ad acquistare una diversa quantità del bene.
Vi è pero' un elemento in comune nel comportamento degli individui che abbiamo intervistato: ognuno di essi, man mano che il prezzo delle arance diminuisce, è disposto ad acquistarne una quantita' maggiore.
Le schede di domanda individuali sono rappresentate nei seguenti diagrammi dove sull'ordinata riportiamo i prezzi (p) e sull'ascissa la quantità domandata di arance (q):











Per ogni dato prezzo sommiamo le quantità' domandate da tutti gli individui, e così' dalle curve di domanda individuali otteniamo la curva di domanda collettiva o di mercato:


Essa rappresenta la relazione tra la quantità' domandata di un bene e il suo prezzo. Poiché le curve di domanda individuali sono decrescenti, anche la curva di domanda collettiva o di mercato è decrescente.
Ora pero' il termine "quantità domandata" va interpretato come quantita' domandata da tutti gli individui e non da un singolo individuo.



Invece è più' difficile applicare alla domanda di mercato il concetto di elasticità rispetto al reddito.
Quando ad un piccolo aumento del prezzo di un bene corrisponde una grande diminuzione della quantita' domandata, diciamo che quel bene è a domanda elastica; nel caso opposto diciamo che è un bene a domanda rigida.
In generale i beni di prima necessità (o primari), come il pane e la pasta, sono a domanda rigida. Sono a domanda rigida anche i beni di lusso infatti le persone molto ricche comprano ugualmente tali beni anche se il loro prezzo aumenta notevolmente.
Invece i beni secondari sono a domanda elastica.


Come i consumatori desiderano acquistare i beni, così' le imprese desiderano venderli.
Torniamo all'esempio del mercato delle arance e intervistiamo un venditore, Mario: "Se il prezzo di un 1 kg di arance fosse pari a 1 €, quante arance saresti disposto a vendere?". Le risposte sono riportate nella tabella di cui consideriamo per ora solo le prime due colonne.

Le colonne 1 e 2 rappresentano la scheda di offerta individuale, cioè mostrano la quantità del bene che il singolo venditore offre (ossia che è disposto a vendere) in corrispondenza di ogni possibile prezzo.
Ora intervistiamo altri due venditori di arance, Emilio e Giuseppe. Le loro risposte sono riportate nelle colonne 3 e 4 della tabella.
Sommiamo le quantità di arance offerte da ciascuno dei venditori in corrispondenza di ogni prezo e otteniamo i dati riportati nella colonna 5.

Le quantita' che un venditore offre in corrispondenza dei diversi prezzi costituistono la scheda di offerta individuale.
Le quantità' che tutti i venditori offrono in corrispondenza dei diversi prezzi costituiscono la scheda di offerta collettiva o di mercato.
Come si vede ad un dato prezzo ogni venditore offre una diversa quantita' del bene. Vi è pero' un elemento comune nel comportamento dei venditori:ognuno di essi man mano che il prezzo delle arance aumenta, è disposto a venderne una quantità maggiore.
Cio' dipende dal seguente motivo: altri prezzi di vendita di una merce comportano, di solito, guadagni elevati per i produttori e i venditori di quella merce. Peranto prezzi elevati stimolano i produttori ad aumentare la produzione e l'offerta.

Quindi l'offerta individuale di un bene varia nello stesso senso del prezzo, ovvero è in funzione crescente (ossia diretta) del prezzo.
L'offerta collettiva è data dalla somma delle offerte individuali, e quindi anche l'offerta collettiva è funzione crescente del prezzo come risulta dalla tabella.
Sia la curva di offerta individuale sia la curva di offerta di mercato possono essere rappresentate graficamente.
La curva di offerta individuale o dell'impresa sarà crescente come nella figura sottostante in cui q rappresenta la quantita' di un bene offerta dalla singola impresa e p il suo prezzo:











La curva di offerta di mercato, costruita sommando le quantità del bene considerato che le diverse imprese sono disposte ad offrire in corrispondenza di ogni singolo prezzo, è anch'essa crescente come nella figura:


(Le curve di offerta finora disegnate sono valide per il breve periodo. Nel lungo periodo infatti mutamenti nelle curve dei costi determinano spostamenti della curva di offerta della singola impresa).




Equilibrio di mercato

Consideriamo ora al seguente tabella, dove sono riportate la scheda di domanda collettiva e la scheda di offerta collettiva delle arance:


Vediamo che l'unico prezzo in corrispondenza del quale quantità domandata e offerta sono eguali è 2,50€ al kg; esso è chiamato prezzo di equilibrio.
La quantità' (domandata e offerta) corrispondente al prezzo di equilibrio è chiamata quantità' di equilibrio.



Il prezzo di equilibrio è quel prezzo che rende eguali la quantità domandata e la quantità offerta di un bene. Esso realizza l'equilibrio del mercato.
L'equilibrio del mercato può' essere rappresentato graficamente. Nella figura seguente sono riportate la curva di domanda collettiva (DD) e la curva di offerta collettiva (SS) di arance.


Il prezzo di equilibrio è definito per due date curve di domanda e di offerta.
Lo spostamento di una o di entrambe le curve determina un nuovo prezzo di equilibrio.

Mentre nel breve periodo le curve di domanda e di offerta di solito non mutano, nel lungo periodo è probabile che si spostino.
Abbiamo visto che le curve di domanda individuali si spostano; ciò' provoca uno spostamento della curva di domanda di mercato come ne seguente grafico; si vede chiaramente che cio' determina un nuovo prezzo di equilibrio:

Figura 6






In seguito al progresso tecnico e alla conseguente diminuzione dei costi di produzione, le curve di offerta individuali e quindi la curva di offerta collettiva si spostano verso destra come in quest'altro grafico sottostante; si vede chiaramente come cio' determini un nuovo prezzo di equilibrio:

Figura 7

Nel linguaggio corrente spesso si afferma: un aumento del prezzo fa diminuire la domanda.
I termini domanda e offerta vengono usati in luogo di quantità domandata e quantità'offerta. Dovremmo infatti dire: un aumento del prezzo fa diminuire la quantità domandata; un aumento del prezzo fa aumentare la quantita' offerta.
Un'altra affermazione invece è la seguente: un aumento della domanda di un bene ne fa aumentare il prezzo.
In questo caso si ha uno spostamento dell'intera curva di domanda verso destra, come nella figura 6. da DD a D'D' e di conseguenza, il prezzo di equilibrio aumenta.
Analogamente, quando si dice che una diminuzione della domanda di un bene ne fa diminuire il prezzo, si ipotizza uno spostamento della curva di domanda verso sinistra(figura 6).

Un'altra affermazione su cui è opportuno soffermarsi è la seguente: un aumento dell'offerta fa diminuire il prezzo. Cio' significa che i venditori, in corrispondenza di ogni dato prezzo ,offriranno (cioè saranno disposti a vendere) una quantità di arance maggiore di prima. Pertanto si ha uno spostamento della curva di offerta verso destra, come nella figura 7, da SS a S'S' e di conseguenza, il prezzo di equilibrio diminuisce.



Le considerazioni fatte finora ci portano ad affrontare il problema seguente.
Poiché i beni e i servizi non possono essere prodotti in quantità' illimitata, cioè sono scarsi, è necessario trovare un meccanismo per distribuirli tra i consumatori.
In una economia di libero mercato, il sistema dei prezzi risolve tale problema.
Il sistema dei prezzi quindi è un meccanismo che determina la distribuzione dei beni e dei servizi prodotti solo fra quegli individui che sono disposti a (o che sono in grado di) pagare quel prezzo che si è stabilito sul mercato come risultato dell'equilibrio tra la domanda collettiva e l'offerta collettiva. Tale meccanismo di distribuzione dei beni, che sono scarsi, tra gli individui viene chiamato anche meccanismo di razionamento dei beni.