Economia Politica: Costo totale, Costo medio e Costo marginale.


Teoria del Costo


Possiamo immaginare una funzione y = f (x) in cui, al crescere di x,y aumenta dapprima in misura via via minore e da un certo punto in poi in misura via via maggiore. E' questo il caso della funzione del costo totale:


Il costo di produzione o costo totale per l'impresa è la somma che l'impresa spende per l'acquisto e per la remunerazione dei fattori necessari a produrre una data quantità' di prodotto.
Ad esempio un impresa che produce 1.000 quaderni spende 200 € per comprare la carta, per pagare i salari agli operari e tutte le altre spese necessarie. Questi 200 Euro rappresentano il costo totale per l'impresa.

Il costo totale è costituito da una parte fissa e da un'altra variabile.
Sono costi fissi quelli che non variano al variare della produzione; sono costi variabili quelli che variano al variare della produzione (es. salari operari, materie prime).


Il costo medio o costo unitario è il rapporto tra il costo totale e il numero delle unità prodotte del beneCosto medio = Costo totale / numero delle unita' prodotte. (Es. 1000 quaderni sostenendo un costo totale di 200 € il costo medio è 200/1000 = 0,20 euro).
Man mano che la produzione aumenta i costi fissi si ripartiscono su di un numero maggiore di unita' prodotte,e quindi il costo medio diminuisce. Cio' pero' accade solo in un primo periodo di espansione della produzione; infatti solo in un primo periodo i costi variabili aumentano proporzionalmente alla produzione.
In un secondo periodo pero', se l'impresa continua ad aumentare la produzione, i costi variabili aumentano più' che proporzionalmente al crescere della produzione.

Il costo marginale è il costo dell'ultima unita' prodotta, ovvero il costo che l'impresa deve sostenere per produrre un'unita di prodotto in più'.
Riprendiamo l'esempio precedente: L'impresa produce 1.000 quaderni con un costo totale di 200 €. Supponiamo che l'impresa voglia produrre un quaderno in più'. Per produrre 1001 quaderni, l'impresa avrà' un costo totale di 200,10 euro.
Il costo marginale sarà' 200,10 - 200 = 0,10.
Il costo marginale dapprima diminuisce, perchè in un primo tempo l'impresa, man mano che espande la produzione, può' attuare una migliore organizzazone del lavoro e specializzazione, ad esempio adibendo ogni lavoratore ad una specifica mansione. Quindi ogni nuova unita' di prodotto costa meno della precedente.
Questa situazione pero' dura solo fino ad un certo punto. Infatti, al di la' di un certo livello di produzione, l'impianto diviene inadeguato, bisogna ricorrere a turni straordinari di lavoro (che costano di più') e di conseguenza ogni nuova unita' di prodotto costa di più' della precedente: Il costo marginale cresce.

Rappresentiamo il tutto:













Rivedendo il grafico sopra disegnato sul costo totale si nota la retta che passa sopra l'origine degl'assi poichè quando la quantità prodotta è 0 vi è sempre un costo per l'impresa rappresentato dai costi fissi.
Inoltre in una prima fase di espansione della produzione ogni nuova unità di prodotto costa meno della precedente: Il costo marginale cioè è decrescente.
Cio' significa che il costo totale cresce, ma in misura via via minore,come risulta dalla tabella.
Al di la' di un certo livello di produzione pero' il costo marginale diviene crescente, e quindi il costo totale cresce in misura via via maggiore.

Le curve del costo marginale (MC) e del costo medio (AC), per le ragioni che abbiamo esaminato, avranno l'andamento del grafico sottostante:
















Si nota facilmente dalla tabella che finchè il costo marginale è minore del costo medio, quest'ultimo decresce. Quando il costo marginale diviene maggiore di quello medio, il costo medio comincia a crescere. Quindi nel grafico il tratto decrescente della curva del costo medio (AC) giace al di sopra della curva del costo marginale (MC), mentre il tratto crescente della AC giace al di sotto della MC.
Anche quando il costo marginale cresceil costo medio continua a decrescereLa MC taglia la AC nel punto di minimo della AC.
In altri termini il costo marginale è uguale al costo medio nel punto in cui questo raggiunge il suo valore minimo.


Un altro punto da notare è che i costi fissi influenzano i valori del costo medio, ma non quelli del costo marginale.
Il caso finora esaminato di curve di costi (medi e marginali) a U è un caso probabile, ma naturalmente non è l'unico possibile. Altri casi sono descritti nei seguenti grafici in cui per semplicita' rappresentiamo i costi medi soltanto:

Quando le curve dei costi sono a U si suol dire che i costi sono crescenti e i rendimenti decrescenti (perchè si considera rilevante il ramo crescente della curva dei costi). Nel caso del grafico con AC obliquo i costi sono decrescenti e i rendimenti crescenti, mentre nell'altro grafico i costi sono costanti e quindi
anche i rendimenti costanti.


Un'altra distinzione importante è quella tra breve periodo e lungo periodo.
Nel breve periodo gli impianti e i macchinari sono dati, non possono mutare, per cui l'aumento della produzione puo' essere ottenuto solo sfruttando piu' intensamente gli impianti. Nel breve periodo quindi è probabile che il costo medio dapprima decresca ma al di la' di un certo punto cresca, perchè un eccessivo sfruttamento degli impianti da' rendimenti via via minori. 
Quindi nel breve periodo le curve dei costi (medi e marginali) saranno a U.
Se pero' consideriamo il lungo periodo, gli impianti e i macchinari possono mutare. Infatti il progresso tecnico,che opera nel lungo periodo, determina l'introduzione di nuovi impianti e macchinari nel processo produttivo e normalmente fa diminuire il costo medio di produzione. Pertanto è probabile che la curva dei costi medi di lungo periodo sia decrescente come nell'altro grafico.