Istituzioni di Diritto Romano: Obbligazioni da delitto, e Obbligazioni da quasi delitto


Obbigazioni da Delitto: I delitti dello ius civile.


Passando alle obbligazioni da delitto, sia Gaio che Giustiniano precisano subito che esse sono tutte di un unico genere in quanto si originano re, ossia con il delitto stesso.

I delitti, o atti illeciti privati, dai quali nasceva l'obbligazione di pagare una pena pecuniaria  e di cui ci dobbiamo occupare ora erano : a) il furto, b) la rapina, c) il danneggiamento e d) l’iniuria .

a)    Nelle Istituzioni di Giustimano  troviamo una definizione, secondo cui «il furto e la contrectatio fraudulosa di una cosa o anche dell'uso o del possesso della cosa stessa, vietata dalla legge di natura» (lex naturalis). 
      Fin dall'antico esistevano vari tipi di furto, che tuttavia si ridussero sostanzialmente a due: il furto flagrante (manifestum) e il non flagrante (nec manifestum). 
      Circa le diverse conseguenze penali, al tempo delle XII Tavole, per  il furtum manifestum, commesso da un libero, c’era la battitura con le verghe (verberatio) e l'assegnazione (addictio) al derubato del colpevole .
      Se si trattava di uno schiavo, c'era parimenti a verberatio,cui seguiva la messa a morte, mediante precipitazione dalla rupe Tarpea.

In seguito fu invece introdotta, anche per il furto flagrante, un azione che portava solo alla condanna ad una pena pecuniaria nel quadruplo del valore della cosa rubata. Per gli altri tipi di furto, del resto, la pena era sempre stata pecuniaria, e precisamente nel doppio per il furto non flagrante, nel triplo per il conceptum o l’oblatum e nel quadruplo per il prohibitum. 
L'azione nascente dal furto (actio furti) spettava a chi, proprietario o meno della cosa, avesse interesse a che la cosa stessa non venisse rubata.


b)    Nell'ultimo secolo della Repubblica, per il danneggiamento o la sottrazione di      
beni compiuti con bande organizzate ed armate, un pretore, Luculo (76 a.C), aveva concesso un'apposita azione che comportava, purché fatta valere entro l'anno, la pena del quadruplo
In seguito, tuttavia, questo mezzo processuale fu inteso come diretto a colpire semplicemente la c.d. rapina; ossia il furto con violenza; perfino di una cosa singola, come si dà carico di specificare Gaio.


c)     La lex Aquilia, che poi era un plebiscito aveva introdotto una nuova figura di  
delictum, costituita dal danneggiamento o damnum iniuria datum
Questa legge aveva tre capitoli, di cui, tuttavia, il secondo restò presto senza applicazione. Quanto agli altri due capitoli, il primo sanzionava l'uccisione di uno schiavo o di un capo di bestiame altrui . Quanto alla pena, la legge la commisurava al massimo valore avuto dallo schiavo o dal quadrupede nell'ultimo anno.
Il terzo capitolo della lex Aquilia sanzionava, invece, ogni altro danno, ovverosia il ferimento di uno schiavo o di un quadrupede nonché l'uccisione o il ferimento di qualsiasi altro animale, come pure la distruzione o il deterioramento di una cosa inanimata.


d)    L'ultimo delitto di cui dobbiamo occuparci è l'iniuria. Innanzitutto Giustiniano
premette delle delucidazioni sul termine stesso di iniuria, che può avere - egli dice - svariati significati, indicando in genere tutto ciò che non avviene in conformità al diritto, e, in specie, o l'offesa (contumelia), o la colpa, come appunto nella espressione damnum iniuria datum della lex Aquilia o, infine, una iniquità od una ingiustizia.
E’ chiaro che qui interessa il significato di iniuria nel senso di offesa che poteva essere non solo fisica, come dare un pugno ad uno ma anche morale, come il fare codazzo dietro a qualcuno con schiamazzi e strepiti (convicium). 
Quanto alla pena, quella fissata dalle XII Tavole era del taglione come si era già avuto modo di ricordare — per il membrum ruptum (ossia per la perdita di un braccio o di una gamba) e di 300 assi, e 150 assi per il caso di osfractum (rottura di un osso), rispettivamente ai danni di un uomo libero o di uno schiavo, mentre ammontava a 23 assi per le altre iniuriae (semplici percosse).



Obbligazioni quasi ex delicto:

Si tratta di quattro ipotesi, in cui l'azione era stata data dal pretore e che quindi, secondo alcuni, si contrapporrebbero ai veri delitti visti fin qui, considerati come delitti dello ius civile.
Passando ad esaminare le varie ipotesi, una era infatti quella lei giudice responsabile per colpa propria, ossia — come si suole ripetere — per aver male giudicato (iudex qui litem suam fecit) , del quale Giustiniano si limita a dire che non avrebbe commesso un vero proprio delitto, pur avendo in qualche modo peccato, almeno per imprudenza.

Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Martini, R., 2007. Appunti di Diritto Privato Romano. 2nd ed. Padova: CEDAM.