Istituzioni di Diritto Romano: Testamentum ab intestatio


Testamentum ab intestatio


Gaio passa a trattare delle eredita’ che si trasmettevano in mancanza di testamento ossia come si suol dire ab intestatio, il che per lo ius civile , in forza delle XII Tavole, avveniva anzitutto a favore dei sui ossia a favore dei discendenti in potesta’, senza distinzione fra maschi e femmine, ivi compresi i figli adottati, la moglie in manu ed i postumi.

La divisione dell’eredita’ si faceva non per capi, ma per stirpi, nel senso che se c’erano un figlio ed i nipoti da un altro figlio premorto,essa si divideva in due parti, una delle quali andava ai nipoti, che succedevano cosi’ nella posizione del padre.
In mancanza di sui, l’eredita’ sarebbe andata agli adganti e cioè ai parenti in linea maschile.Qui l’adgnatus piu’ vicino (proximus) escludeva ogni altro.

Per le donne ,inoltre, valeva un principio restrittivo, poiché, mentre la loro eredita’ si devolveva agli adgnati,esse, in quanto  adgnatae, non potevano ereditare se non da coloro di cui fossero consanguinee, sicchè erano eredi legittime le sorelle, ma non la zia paterna o la figlia del fratello.
Qualora non ci fosse un adgnatus, l’eredita’ sarebbe andata ai c.d. gentiles, ossia agli appartenenti alla medesima gens del defunto; ma come diceva Gaio tutto lo ius gentilicium gia’ a suo tempo era andato ormai in disuso .


Apparendo troppo rigido il sistema di successione ab intestatio stabilito dalle tavole XII, in forza del quale non potevano essere eredi i figli emancipati, gli adgnati che avessero subito una capitis deminutio e quelli di grado ulteriore quando il piu’ vicino non avesse accettato, le donne adgnatae non consaguinee, nonché tutti i coganti; a rimediare a questa iniquita’ era intervenuto innanzitutto l’editto del pretore:

Pur non potendo far si che qualcuno fosse erede  il pretore prometteva nondimeno il possesso dei beni ereditari –c.d. bonorum possessio sine tabulis- a quattro classi di successibili, che venivano ad essere in posizione di eredi, ma che dovevano cedere                 ( bonorum possessio sine re) nei confronti degli eventuali eredi legittimi, i quali facessero valere i loro diritti con l’azione ( in rem) a tutela appunto di chiunque intendesse rivendicare un eredita’.

Le 4 classi comprendevano:

a)     in primo grado tutti i figli e i nipoti ( liberi) ,anche se non piu’ in potesta’ in quanto emancipati
b)    in secondo grado i legittimi l’adgnatus proximus delle XII Tavole
c)     in terzo grado gli adgnatis che avessero subito una capitis deminutio e quelli che venivano dopo l’adgnatis proximus il quale non avesse accettato l’eredita’: le donne adgnatae consanguinee; tutti i cognati in genere
d)    Il coniuge superstite , purchè il matrimonio fosse durato fino alla morte.


Una successione legittima dei figli rispetto alla madre, che passava avanti a quella degli adgnati, fu riconosciuta invece solo molto piu tardi, nel 178 d. C.



Giustiano introduce una nuova disciplina nel 543 d. C. la quale prelude ampiamente quella delle codificazioni moderne.
Abolita ogni differenza tra maschi e femmine e fra parentela in linea maschile e in linea femminile, con la sostituzione di quella di sangue ( cognatio) a questa potestativa (adgnatio).

Le quattro classi di eredi ab intestatio ricomprendono ora: 

a) i discendenti con divisione per stirpi
b) gli scendenti della linea paterna e di quella materna
c) i fratelli e le sorelle unilaterali, consaguinei o uterini
d) tutti gli altri parenti con preferenza dei piu prossimi, fra i quali l’eredita’ si divide per capi.

Nel 537 Giustiniano aveva riconosciuto anche un diritto di successione a favore della vedova povera.