Istituzioni di Diritto Romano: difesa del diritto di proprietà


Sempre nelle Istituzioni di Giustiniano, dopo i modi di acquisto della proprieta' viene dichiaramente portato il discorso sulle cose incorporali, intese anche qui come diritti sulla cosa altrui.


E' evidente che non c'è dunque non solo in Gaio ma neppure in Giustiniano una trattazione dedicata specificatamente al diritto di proprieta'.
Bastera' aggiungere a quello gia' detto in riguardo in precedenza che al tempo di Giustiniano , quando si parlava ormai ,di acquisto del dominium sulle cose, una volta che ne fossero illustrati appunto i vari modi, non si reputava evidentemente necessario soffermarsi ulteriormente sul concetto di dominium.


Possiamo comunque parlare di una certa difesa del diritto di proprieta' che poteva realizzarsi anzitutto mediante un'azione particolare che siamo soliti chiamare anche noi rei vindicatio, da esercitare in linea massima contro il possessore di cio' di cui si rivendicava la proprieta'.

Sempre al proprietario venivano concessi tuttavia anche una lunga serie di altri rimedi come:

a) le azioni c.d. negatoriae per opporsi alla pretesa da parte di altri di avere sulla cosa dell'attore dei diritti reali come servitu' o usufrutto.

b) la 'denuncia di nuova opera' (operis novi nunciatio) consistente in una intimazione privata, con cui il proprietario ingiungeva al vicino, il quale avesse iniziato una nuova costruzione, da cui poteva derivare un danno alla sua proprieta'.

c) la c.d. 'cauzione per danno temuto'(cautio damni infecti), consistente nonostante il nome in una semplice promessa del vicino(mediante stipulatio) di risarcire l'eventuale danno ceh avrebbe potuto derivare.

d) una azione per il regolmento delle acque piovane(actio aquae pluviae arcendae), diretta contro chiunque fosse in possesso del fondo confinante, su cui fossero state compiute da lui o da altri, delle opere che avevano modificato il deflusso normale delle acque piovane.

e)alcuni rimedi pretori per consentire l'esercizio di facolta' previste gia' dalle XII Tavole, come quella di tagliare direttamente i rami dell'albero del vicino che sporgessero dall'altrui fondo sul proprio per un altezza inferiore ai quindici piedi.