Istituzioni di Diritto Romano: differenza fra legati e fedecommessi


I Legati : 

Nelle istituzione gaiane si tratta poi dei legati: quali acquisti di cose singole, in quanto apunto disposizioni testamentarie di attribuzione per lo piu di beni particolari a persone diverse dagli eredi.
Gaio classifica i legati in 4 genera:

-Per vendicationem: era il legato in cui con parole determinate( do lego) si attribuiva una cosa direttamente ad un soggetto, legatario, il quale, una volta che l’erede avesse accettato, si trovava ad essere proprietario della cosa stessa, che poteva quindi rivendicare come propria ( donde il nome per vendicationem).

-Per damnationem: in questo secondo legato si poteva lasciare anche una cosa non propria e perfino una cosa futura, poiché esso consisteva nel porre a carico dell’erede ( damnas esto) l’obbligazione di trasferire la cosa legata al legatario, e quindi , se nel caso di procurarsela , qualora la stessa non rientrasse nell’eredita’ o nel patrimonio dell’erede medesimo.

-Sinedi modo: il quel pure poneva a carico dell’erede solo un’obbligazione, quella permettere (sinere) che il legatario si impossessasse della cosa legata, che avrebbe potuto essere sia del testatore che dell’erede, ma non di un terzo.

-Per Praeceptionem: esso consisteva nell’attribuire a qualcuno il diritto di prelevare anticipatamente qualcosa( praecapere) dalla massa ereditaria.


I Fedecommessi :

Gaio viene infine a parlare dei fedecommessi : ossia delle semplici richieste in forma di preghiera, rivolte all’erede di ritrasmettere tutti i beni ereditari o anche una singola cosa ad un terzo.
Il nostro giurista parla della probabile origine dei fedecommessi dicendo che essa si doveva all’impossibilita’ di lasciare altrimenti qualcosa agli stranieri (peregrini) che , in quanto tali, non potevano ne essere istituiti eredi, ne’ beneficiati di legati.

Gaio si sofferma sul fedecommesso di eredita’: quello che si aveva quando il testatore, istituendo validamente un erede, lo pregava di restituire tutta l’eredita’ ad un terzo.
Il soggetto che ritrasmetteva l’intero patrimonio al terzo sarebbe rimasto formalmente erede e quindi sarebbe stato lui a dover pagare eventuali debiti ereditari, ma anche a poter richiedere il pagamento di eventuali crediti.
Come ci dice Gaio, si sarebbe cominciato col ricorrere ad una vendita fittizia , mancipatio nummo uno, dell’eredita’ al fedecommissario, il quale sarebbe apparso come un compratore.

Con un Senatoconsulto Tribelliano del 56 o 57 d.C., si provvide stabilendo che il pretore accordasse direttamente con il fedecommissario o contro di lui le azioni per crediti o debiti ereditari, facendo finta che fosse stato erede.Ma poiché poteva succedere che l’erede istituito, non avendo interesse a farlo, omettesse di accettare l’eredita’, facendo cosi cadere il fedecommesso, sempre il Senato, introdusse un diritto a trattenere un quanto dell’eredita’, come consentito dalla lex Falcidia nel caso dei legati.In questo modo il fedecommissario veniva ad essere considerato un legatario parziario.

Il fedecommesso poteva riguardare anche un bene singolo e non solo dell’eredita’ ma anche dell’erede o di un terzo;poteva essere dettato anche senza fare testamento a carico dell’erede legittimo e, se contenuto in un codicillo( disposizione aggiuntiva rispetto al testamento) va leva, a differenza dei legati, anche se tale codicillo non fosse stato confermato ( ossia ratificato ) nel testamento.
Poteva infine essere predisposto anche per il momento in cui l’erede fosse venuto a morte ( c.d. fedecommesso di famiglia).

Erano ben evidenti le differenze fra fedecommesso e legato finchè non venne ad essere riconosciuto giuridicamente il fedecommesso (: implicante la possibilta’ per il fedecommissario di agire in giudizio qualora l’erede fosse indempiente)e poiché ogni legato si considerasse come disposto nella forma per damnationem ; si avvio’ uno sviluppo che porto’ i due aspetti a far si che il regime del legato e quello del fedecommesso di cose singole fossero praticamente equiparati.