Istituzioni di Diritto Romano: Classificazione delle cose / res


 Classificazione delle cose: 

Gaio dopo una distinzione fra le cose in patrimonio ed extra-patrimonio; presenta un'altra divisio come "summa" che è quella fra le cose di diritto umano e cose di diritto divino 
(summa itaque rerum divisio in duos articulos diducitur: nam aliae sunt divini iuris aliae humani).

Nelle Istituzioni di Giustiniano la stessa divisione fra patrimonio e extra patrimonio è fatta seguire da una classificazione piu' articolata, quella fra cose comuni a tutti,pubbliche,delle comunità', di nessuno e dei singoli, dove, evidentemente queste ultime vengono a coincidere con le cose in nostro patrimonio.

Per diritto naturale , Giustiniano elenca:
- cose comuni a tutti come l'aria, l'acqua corrente, il mare, per attrazione il lido marino. sono  - cose pubbliche i fiumi, i porti ecc.Parrebbe introdotta anche una categoria a se, quella delle cose "di uso pubblico', come le rive dei fiumi, il lido del mare e il mare stesso( gia citati nelle cose comuni).
- cose delle comunita', ossia della citta', si individuano i teatri, stadi ecc.
- cose di nessuno (nullius) si ritorna alla divisione gaiana fra cose di diritto divino e cose di diritto umano.Vengono infatti qualificate come cose di nessuno:
     -le cose sacrae: ovvero consacrate da Dio( Dei) come i templi
     -le cose religiosae: dove sia inumato un cadavere ( appartenenti secondo Gaio agli dei   inferi)
     -le cose sanctae come le mura e le porte della citta'.
Giustiniano dopo questa esposizione passava immediatamente a trattare della proprieta' sulle cose dei singoli.

Tornando a Gaio troviamo che esponeva un altra divisione su quanto riguarda le cose corporali e incorporali. Sicuramente riprende la linea di pensiero filosofia di Cicerone il quale definisce in prima approssimazione le cose corporali come quelle che si toccano, e come incorporali quelle che non possono toccarsi.
Nelle cose incorporali (quelle che consistono in un diritto), quali appunto figurano l'usufrutto, l'eredita', le obbligazioni, non si trova invece il diritto di proprieta'. Questo perchè Gaio non conosceva il concetto di proprieta' o per lo meno lo accostava al dominium quando viene a parlare dell'usucapione. E' evidente che non si parlava di diritto sulla cosa propria; non si ha quindi un testo delle fonti romane volto a precisar e definire la proprieta'.

Un altra distinzione fondamentale delle cose che si ha in Gaio è quella fra res mancipi e nec mancipi. Come dice del resto espressamente Gaio la stessa denominazione di res mancipi era dovuta dal fatto che tali cose si trasferivano mendiante mancipatio.
Secondo il catalogo gaiano venivano considerate res mancipi:
- fondi (terreni e case) italici; situati in Italia.
- gli schiavi
gli animali da tiro e da soma: come buoi e cavalli
- la servitu' dei fondi rustici


Vi sono anche altre classificazioni di cose, sebbene non menzionate da Gaio, su cui vale la pena richiamare l'attenzione.

Una distinzione è quella fra cose mobili e immobili; che risale fino alle XII Tavole, parlandosi, a proposito della usucapione, di res soli ossia del suolo e , in contrapposto ad esse, di tutte le altre: ceterae res.

Un' altra distinzione significativa in materia contrattuale, è quella fra cose che sono sotituibili nell'ambito del loro genere, come ad esempio il denaro, il vino, il grano ecc. e che con terminologia moderna si chiamano 'fungibili'; e cose che non lo sono poichè costituiscono delle species determinate.
Le cose fungibili venivano chiamate dai giuristi romani : cose che si pesano;si contano; si misurano"quae pondere,numero,mensura constant".

Ci sta da puntualizzare un ultima distinzione contenuta in un testo di Pomponio (D. 41,3,30) in cui , pur parlandosi di corpora anziché' res, si distinguono quelle che potremmo dire le cose semplici , come l'uomo, la trave, la pietra e simili; le cose composte (ex contingentibus), come l'edificio, la nave,l'armadio ecc. e le cose che potremmo qualificare collettive (ex distantibus) quali sarebbero qualificate dal nome, come il popolo, la legione, il gregge.