Istituzioni di Diritto Romano: Usucapione


Gaio avverte  che al suo tempo non esisteva un unica forma di dominium per cui uno o era proprietario o non lo era, ma c'erano due situazioni diverse- duplex dominium- nel senso che uno poteva essere il dominus ex iure Quiritium di una cosa ed un altro averla in boni, ossia nel suo patrimonio.

Se il dominus infatti avesse trasferito una res mancipi mediante traditio,anziché' mancipatio o in iure cessio, per lo Ius civile( o Quiritum) egli ne sarebbe restato proprietario, finchè l'acquirente, che l'aveva in bonis, non l'avesse fatta propria, a pieno titolo, una volta compiuta l'usucapione.

Prima che fosse compiuta l'usucapione il pretore sarebbe potuto intervenire, accordando a chi si trovasse ad aver acquistato una cosa nel modo che si è detto un'eccezzione, contro colui che ne era rimasto giuridicamente proprietario e che volesse rivendicarne in giudizio la cosa stessa( meidante una rei vendicatio).
E non basta, perchè oltre ciò' il pretore sarebbe potuto intervenire per offrire allo stesso acquirente una tutela, analoga a quella spettante al vero proprietario ,qualora costui avesse perduto il possesso della cosa ricevuta tramite traditio.
Da tutto ciò' emerge come l'usucapione consistesse in un acquisto basato sull'essere stati per un certo tempo nel possesso giustificato di una cosa, tempo che era di due anni(secondo una norma delle XII tavole) per le cose immobili(res soli) e di un anno per le altre.


Accanto all'usucapione di cose trasferite in una forma non idonea a far acquistare la proprietà' c'era tuttavia un'altra specie di usucapione , quella delle cose trasferite si ritualmente( è il caso della mancipatio di res mancipi o della traditio di res nec mancipi) ma da colui che non ne fosse proprietario,purché l'aqcuirente lo avesse, in buon fede, ritenuto tale( acquisti a non domino).

Parimenti inidonei obbiettivamente ad essere acquistati per usucapione erano :
-i fondi provinciali
, ritenuti di proprietà' dello Stato romano; 

- le cose sacre( ma non le sanctae);
-  le persone libere
- le cose del fisco.
Non a torto la dottrina medievale aveva condensato pertanto i requisiti per l'usucapione nel seguente,utile, brocardo mnemonico: " res habilis, titulus,fides,possessio,tempus" ," il quale indica , l'idoneita' della cosa ad essere usucapita:
- il titolo giuridico, o causa- che ne giustifica di per se il trasferimento,
- la buona fede di colui che usucapisce, 
- il possesso , 
- infine il passaggio di un determinato periodo di tempo.

A favore di chi sapesse che la cosa era altrui sarebbe inoltre esistita una volta un speciale usucapione, che dicevasi usureceptio ossia riacquisto mediante uso, e che trovava applicazione quando qualcuno, che avesse trasferito ad altri con una mancipatio(ovvero in iure cessio) a scopo fiduciario la proprieta' di una cosa,o perchè essa venisse costudita , o perchè servisse a garantire un debito, ne fosse rientrato in qualche modo in possesso e l'avesse posseduta per tempo necessario.

Con Giustiniano cambia fondamentalmente il termine per usucapione, divenuto di 3 anni per le cose mobili e di 10 o 20 anni per gli immobili.
Il quale acquisto degli immobili si verifica per longi temporsi scriptionem, a seguito dell'avvenuta fusione di quella che era stata la usucapio classica con il sistema del mondo provinciale.

Nell'ambiente delle province infatti dove non poteva esserci a rigore una proprietà' privata , dall'epoca dei Severi in poi, era entrato nell'uso di concedere una praescriptio ossia un mezzo di difesa processuale a chiunque avesse di fatto goduto di un determinato fondo appunto per lungo tempo, in base ad una giusta causa e in buona fede e si trovasse attaccato da un altro che facesse valere delle pretese su quel fondo.