Istituzioni di Diritto Romano: Tutela e Curatela


La Tutela:

Gaio espone subito le varie specie di tutela
( passo di Paolo D. 26,1,1.: la tutela sarebbe stata : un potere esercitato su un soggetto libero, che per la sua eta' non puo' difendersi).

a) prima specie è rappresentata dalla tutela che i padri poteva costituire mediante il testamento, assegnando un tutore ai loro sottoposti che non avessero ancora raggiunto l'eta' pubere ( maschi a 14 anni ; le femmine non ne uscivano qualsiasi eta' fossero).
Nell'ambito dei tutori assegnati in via testamentaria, che sono detti da Gaio dativi; e quelli optivi che sono scielti lla moglie in manu solo se espressamente scritto nel testamneto del pater.
b)In mancanza di tutori dati per testamento,si avevano poi i tutori legittimi.La tutela legittima era conferita dalla legge delle XII Tavole ai parenti piu' prossimi, ma solo a quelli in linea maschile, che si dicevano adgnati.Nella parentela romana si distinguevano infatti gli adgnati dai cognati.
c) Sempre dalle XII Tavole si era fatta discendere , in via di interpretazione, anche tutela che spettava ai patroni sui liberti.
d)Per analogia con quest'ultima, si era poi configurata come legittima anche la tutela concessa ai genitori , che avessero emancipato i figli.
e)Da questo tipo di tutela Gaio sembrerebbe invece tener distinta la c.d. tutela fiduciaria che la donna si fosse procurata attraverso il meccanismo della coemptio fiduciae causa.
f)Essendo inoltre possibile tanto agli adgnati,quanto ai patroni, che ai genitori i quali avessero proceduto alla loro emancipazione,cedere ad altri la tutela delle donne poteva venire in essere anche un altro tipo di tutela, che Gaio chiama cessicia.
g)Esistevano varie figure di tutori che sempre la donna poteva chiedere nel caso in cui il suo tutore fosse assente,o a sua volta impubere oppure pazzo o muto.
h) Si discuteva invece se esistesse ancora il tutor praetorius che veniva costituito per il caso di controversia fra il tutore stesso e la donna o il pupillo.
i)Accanto a tutti questi vari tutori c'era infine, quello che Gaio chima Atiliano, dal nome della legge (lex Atilia) la quale nel 200 a.C. aveva previsto che si nominasse un tutore ad opera del pretore urbano assistito dalla maggior parte dei tribuni della plebe il che poteva anche in via provvisoria.

Le funzioni del tutore, di cui ce ne parla Giustiniano, era ormai sempre piu , in epoca classica, un mero figurante.
Orbene , la funzione tipica del tutore consisteva, nell'assistere gli impuberi nel compimento dei loro affari, prestando il proprio consenso ,che dicevasi auctoritas.I negozi posti in essere dai pupilli senza questa auctoritas non erano ritenuti validi.
Per quanto riguarda gli infanti, il tutore doveva gestirne gli affari in proprio nome a meno che non si trattasse di atti personali per i quali si doveva ricorrere a degli espedienti.

La tutela finiva con il raggiungimento della puberta' da parte del pupillo fu concessa un'azione con la quale quest'ultimo poteva esigere dal tutore il rendiconto, con la possibilita' che anche il tutore agisse contro l'ex-pupillo, per ottenere l'eventuale indennizzo delle spese sostenute.
Nell'epoca tarda si arrivo' ad ammettere a gestire la tutela perfino le donne.


La Curatela:
Il discorso di curatela di Gaio è ampiamente lacunoso.Possiamo comunque dire in base alle XII Tavole conoscevano l'istituto della cura,affidata agli adgnati piu' vicini per il caso di persone pazze(furiosi) o a cui fosse stata interdetta la disponibilita' dei propri beni per la prodigalita' (prodigi).La cura comportava l'amministrazione del patrimonio dei soggetti incapaci,oltrechè l'interessamento alla loro persona.

In una legge del 200 a.C. circa si puniva coloro che contraendo con un minore di 25 anni , avessero approfittato della sua inesperienza.Il pretore infatti aveva preso a concedere un rimedio piu' efficace della semplice punizione prevista dalla legge, l'affare con il minore si sarebbe praticamente annulato se il minore poteva dimostrare di esserne stato danneggiato: restitutio in integrum ob aetatem.Il minore comincio' a chiedere al pretore che gli venisse assegnato un curatore, il quale avrebbe garantito i contraenti della serieta' e bonta' dell'affare esprimendo il suo consenso.

Nell'epoca classica la curatela tende sostanzialmente a confondersi con la tutela.

Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Martini, R., 2007. Appunti di Diritto Privato Romano. 2nd ed. Padova: CEDAM.