Istituzioni di Diritto Romano: Processo Formulare


Processo Formulare:

Orbene, mentre al tempo delle legis actiones, le parti si presenvano in tribunale e qui recitavano delle dichiarazioni solenni, secondo degli schemi fissi, compiendo nel medesimo tempo dei gesti pressoché rituali, nel nuovo tipo di processo, caratterizzato  dall'impiego di parole adattate al caso di volta in volta (verba concepta), le parti stesse espongono liberamente le loro ragioni al pretore (in iure), davanti al quale sono comparse, su iniziativa di una di esse, ossia dell'attore (che, ha appunto provveduto alla relativa in ius vocatio).

Il pretore, udite le richieste delle parti, concede di norma la formula già prevista nell'Editto, adattandola al caso concreto, o quella che viene prospettata allora per la prima volta da lui stesso o dalle parti, ma può anche rifiutarsi di fare ciò (denegatio actionis). 

Sulla formula, che consiste in uno schema scritto, contenente il programma per il giudice privato, che dovrà emanare la sentenza, nella seconda fase del processo (apud iudicem), le parti contendenti si accordano con un atto che dicesi litis cóntestatio, e che fra i vari suoi effetti produce, per le parti stesse obbligo di sottostare alla sentenza che sarà emanata dal giudice. 


- Varie parti della formula:

a) La demostratio è definita da Gaio come quella parte della formula che si pone all'inizio per indicare la questione di cui si tratta .

b) La parte più importante, tipica di tutte le formule è, pertanto, l'intentio ossia la parte in cui, per dirla con Gaio,  l’attore esprime suo 'desiderio' — o, per dirla più modernamente, esprime la sua pretesa — e che ha, come ci è già capitato di notare, la forma della protasi di un periodo ipotetico.

c) Gaio passa a illustrare la adiudicatio, che tuttavia ricorre solo nei giudizi divisori (quali quello comuni dividundo e quello familiae erciscundae), e con cui si dà al giùdice il potere di assegnare ai singoli contendenti la loro quota della cosa o delle cose comuni.

d) E infine la volta della cóndemnatio, contenente l'ordine al giudice, ma anche il conferimento a questi del relativo potere, di condannare il convenuto o di assolverlo, in base alle risultanze del processo.

Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Martini, R., 2007. Appunti di Diritto Privato Romano. 2nd ed. Padova: CEDAM.