Istituzioni di Diritto Romano: Fonti di cognizione


Le fonti di cognizione del diritto romano sono di un numero di vario tipo ponendovi rientrare non solo le fonti giuridiche in senso stretto ma anche le opere letterarie sia latine che greche,le ipigrafi, nonchè i papiri e le tavolette cerate.

Per quanto riguarda le fonti giuridiche bisognera' distinguere fra le opere di giuristi classici ed altresi' le raccolte di costituzioni imperiali( che vanno sotto il nome di consitutiones) giunteci entrambi dalla grande compilazione di Giustiniano, la quale è costituita dalle Istituzioni ,dal Digesto e dal Codice.In via indipendente da queste ci sono alcune operette discrete ed le Istituzioni di Gaio: grandissima opera precedente a quelle di Giustiniano la quale è state d'esempio per la compilazione giustinianea delle Istituzioni.

Le Istituzioni di Gaio:

Sono un'operetta in quattro libri(o commentarii) destinata all'insegnamento del diritto(Institutiones:instituere).
La si attribuisce al II sec. d.C..Le Instituzioni furono trovate su di un manoscritto a Verona nel 1816.
Del suo autore Gaio si sa ben poco poichè appunto Gaio risulta un praenomen romano.Particolarmente significativa risulta la disposizione della materia nelle Istituzioni di Gaio, il che ha consentito di parlare addirittura di una 'sistematica gaiana'.

- Compilazione giustinianea:

 La composizione giustinianea ebbe una prima readizione di un primo Codice nel 529 d.C., il quale fu sostituito da una seconda edizione nel 534.
Dal 530 al 533 fu realizzato il Digesto (detto con il termine greco Pandette) e sempre nel 533 furono redatte le Istituzioni.Queste ultime sono ispirate alle Istituzioni di Gaio.
Il Digesto, che è l'opera piu' significativa di Giustiniano, è una grossa raccolta (in 50 libri) di frammenti dei giuristi classici.I 50 libri sono divisi in titoli, all'interno dei quali sono disposti,con numerazione progressiva, i frammenti,i quali ultimi sono ridividi, nelle edizioni moderne, in un inizio o principium e paragrafi successivi.
Ci sono varie ipotesi sulla stesura di questa opera ma la piu' accreditata è quella di Blume secondo la quale la commissione preposta alla compilazione e formata di 16 membri si sarebbe ridivisa le opere dei giuristi classici da consultare e spogliare, dando cosi' origine a tre sottocommissioni e ad altrettante 'masse' di opere che prendono nome di massa di sabiniana,edittale e papiniana.
Circa il Codice pervenutoci nella seconda edizione del 534 bastera' precisare che esso una raccolta di constitutiones imperiali per comporre la quale furono sfruttati anche i precedenti codici ossia. il Codice Teodosiano,Gregoriano e Ermogeniano.Il Codice di Giustiniano è diviso in 12 libri,ridivisi in titoli, all'interno dei quali sono disposte le varie costituzioni, con una inscriptio indicante l'imperatore o gli imperatori a cui si debbono e il destinatario,ed una subscriptio nella quale è indicata invece la data.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Martini, R., 2007. Appunti di Diritto Privato Romano. 2nd ed. Padova: CEDAM.