Istituzioni di Diritto Romano: differenza tra sui iuris ed alieno iuris


Gaio fa una distinzione  fra persone che egli chiama sui iuris e persone alieno iuri subiectae.

Dobbiamo pero' prima introdurre lo status familiae;
lo status libertatis a proprosito della precedente divisione tra liberi e schiavi;
e status civitatis necessario per una divisione fra cittadini romani e peregrini.Questi erano i tre status necessari per avere quella che si chiama oggi 'capacita' giuridica' ed erano appunto gli status di libero, cittadino e sui iuris.

Alieno iuris :
 Il contrario dei sui iuris erano gli alieni iuris,e che potevano essere di 3 tipi : in potestate, in manu e in mancipio.
- in potestate erano , da un lato ,i figli sia naturali che adottivi nei confronti del padre e, dall'altro, gli schiavi nei confronti del proprio padrone.
- in manu si consideravano invece le mogli le quali fossero appunto passate sotto il potere del marito, potere che invece di potesta,si chiamava manus.
- in mancipio o in causa mancipii si dicevano quelle persone libere gia' in potesta' che in manu che fossero state oggetto di un atto solenne costituito dalla c.d. mancipatio.

Non pochi autori sono oggi concordi che nel considerare tale tripartizione come frutto di una evoluzione verificatasi con il tempo.In altre parole all'origine sarebbe esistita un'unica situazione di assoggettamento indifferenziato al capo di casa riguardante tutte le persone che si sarebbero trovate sotto un identico potere indicato come mancipium.

Sui Iuris : 

Gaio, poi, con riferimento a coloro che non essendo ne in potestate, ne in manu, ne in mancipio, costituiscono le persone sui iuris; egli divide gli stessi fra quelli che sono in tutela, quelli che sono in curatela e quelli che non lo sono.
Quelli che sono sui iuris senza tutela e curatela si possono definire veri e propri soggetti di diritto con capacita' giuridica e di agire.


Vediamo i modi in cui le persone da alieni iuris potevano diventare sui iuris:

Per i figli in potestate cio' poteva avvenire anzitutto a seguito della morte del padre , oppure qualora il padre stesso perdesse la cittadinanza romana( capitis deminutio).
Un tale effetto non si aveva invece qualora sempre il padre venisse a perdere la liberta', cadendo in prigionia del nemico poichè esisteva un istituto detto postliminium, il quale faceva si che si considerassero sospesi tutti i diritti del cittadino divenuto prigioniero che sarebbero tornati ad essere esercitabili in pieno al momento dell'eventuale ritorno in patria.

Sempre i figli potevano poi uscire normalmente dalla potesta' paterna attraverso la emancipazione ( emancipatio) , che veniva realizzata fino ad un certo punto con il procedimento delle finte vendite ad una persona compiacente che portava alla uscita del figlio della potesta' paterna, salvo che una volta realizzato cio' si soleva remancipatrlo, ovverosia ritrsmetterlo ancora mediante mancipatio al padre naturale.Costui avendolo ora presso di se' in mancipio, lo manometteva al pari di uno schiavo, divenendone il patrono e se del caso(essendo il figlio impubere), il tutore.