Diritto Costituzionale: Organizzazione politica regionale


Forma di governo e sistema elettorale regionale


 L'organizzazione politica regionale:

La Costituzione del 1948 affida al Titolo V, modificato con l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3, l'organizzazione dell'assetto politico regionale .
 In particolare, il disegno della forma di governo regionale che emerge dagli art. 121,123,126 Cost, e dall'art. 5 della l. cost. 22 novembre 1999, n. 1  può essere modificato dagli statuti regionali, cui spetta definire la Regioni.

I caratteri essenziali di questo modello a carattere transitorio sono cinque:
 a) l'elezione diretta del Capo dell'esecutivo
b) l'attribuzione al Presidente eletto direttamente di poteri ampi; 
e) l'elezione contestuale dell'Assemblea rappresentativa;
 d) l'attribuzione di un premio di maggioranza alla lista o alle liste che sostengono il Capo dell'esecutivo eletto direttamente; 
e) l'attribuzione all'Assemblea rappresentativa del potere di sfiduciare l'esecutivo con conseguente scioglimento del Consiglio e l'indizione di nuove elezioni per entrambi gli organi. 
Lo statuto può introdurre una forma di governo diversa dal modello transitorio, ma, nel caso scelga il sistema dell'elezione diretta, deve accettare il modello introdotto dalla riforma costituzionale, che prevede il principio  simul stabunt, simul cadent “e cioè il potere del Presidente di determinare, con le sue dimissioni, lo scioglimento del Consiglio.
L'art. 121 Cost, definisce organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.



Il Presidente della Giunta:

Il Presidente viene eletto a suffragio universale e diretto, salvo che lo statuto regionale non disponga altrimenti, e a lui spetta il potere di nomina e di revoca dei componenti della Giunta (art. 122, c. 5, Cost.).
Secondo l'art. 121 Cost., il Presidente della Giunta, oltre a rappresentare la
Regione, promulgare le leggi ed emanare i regolamenti regionali e a dirigere le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle disposizioni del Governo, «dirige la politica della Giunta e ne è responsabile».
L'espressione è analoga a quella prevista dall'art. 95, c. 1, Cost, per il Presidente del Consiglio e mette in risalto la responsabilità politica del Capo dell'esecutivo regionale, chiamato a rispondere agli elettori e al Consiglio regionale che, diversamente da quanto accadeva in passato, può presentare, ai sensi dell’ art. 126 Cost., una motivata mozione di sfiducia, che, ove approvata, condurrebbe alla cessazione del rapporto fiduciario tra il Consiglio regionale e il Capo dell'esecutivo.
 La mozione di sfiducia deve essere presentata da almeno un quinto dei suoi componenti e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

 La Giunta regionale:

La Giunta è l'organo esecutivo della Regione (art. 121, c. 3, Cost.) e i suoi componenti sono nominati e revocati dal Presidente della Giunta.
Il Presidente definisce le attribuzioni dei singoli assessori, salvo che lo statuto non stabilisca diversamente. L'attribuzione al Presidente della funzione di direzione politica della Giunta e della responsabilità politica non può essere derogata dal legislatore (art. 121, c. 4, Cost.).
 La l.  cost. n. 1/1999 prevede che il Presidente della Giunta possa nominare, tra i componenti della Giunta, un Vice-Presidente.
Per quanto riguarda, le Regioni a statuto speciale - e, in particolar modo, la Regione Sicilia, la l. cost. n. 2/2001 ha disciplinato la forma di governo in maniera analoga a quella introdotta per le Regioni ordinarie, salvo diversa scelta statutaria. La definizione del numero degli assessori è rimessa allo Statuto.
La Giunta cessa le sue funzioni nel caso di mozione di sfiducia approvata dal Consiglio regionale nei confronti del Presidente (art. 126, c. 3, Cost.).

 Il Consiglio regionale:

Il Consiglio regionale è organo della Regione, esercita la potestà legislativa nelle materie attribuite alla Regione medesima, può presentare proposte di legge alle Camere e svolgere funzioni conferite dalla Costituzione o dalla legge (art. 121 Cost.).
I consiglieri regionali sono eletti sulla base di una legge generale che stabilisce il sistema elettorale, le condizioni di incompatibilità e di ineleggibilita’ e la durata degli organi, nel rispetto dei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalla legge statale.
 Lo status di consigliere comporta l'irresponsabilità per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio della funzione consiliare ed è incompatibile con la contemporanea appartenenza a un altro Consiglio o Giunta regionale, a una delle due Camere del Parlamento, o al Parlamento europeo (art.122 Cost.).
Lo scioglimento del Consiglio regionale rappresenta l'unica ipotesi di controllo sugli organi regionali prevista dalia Costituzione. Nell'originaria formulazione dell'art. 126 Cost, erano previste tre cause di scioglimento:
 a) il compimento di atti contrari alla Costituzione;
 b) il compimento di gravi violazioni di legge; 
 c) l'inadempimento all'invito del Governo di sostituzione della Giunta o del Presidente che avessero compiuto tali atti.


 Il sistema elettorale

L'art. 122 Cost., prevede che le Regioni possano stabilire con una legge elettorale regionale le modalità ed il sistema di elezione, oltre ai casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente, degli altri componenti della Giunta regionale e dei consiglieri regionali.
 Sino all'approvazione della legge elettorale, il Presidente della Giunta regionale è eletto con un meccanismo di tipo maggioritario e con un turno unico di votazioni, tanto nelle Regioni a statuto ordinario (1. cost. n. 1/1999), quanto in quelle a statuto speciale (l. cost. n. 2/2001), essendo stata abrogata la formula proporzionale del sistema elettorale.
 Sono considerati candidati alla presidenza della Giunta «i capilista delle liste regionali» e, tra questi, viene proclamato eletto il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi.