Diritto Costituzionale: Organi ausiliari



La Costituzione qualifica  il Consiglio di Stato (art. 100, c. 1, Cost.), la Corte dei conti (art. 100, c. 2, Cost.) e il CNEL (art. 99 Cost.) quali «organi ausiliari».

 Il concetto di ausiliarietà indica che a questi organi non spettano funzioni sovrane o poteri deliberativi, ma che essi svolgono, piuttosto, un ruolo strumentale (di assistenza, di consulenza, di cooperazione o di controllo) nei confronti di altri organicostituzionali - quali, ad es., il Parlamento o il Governo- e ciò spiega perché questi organi siano definiti «a rilevanza costituzionale» e non costituzionali.

Il Consiglio di Stato e la Corte dei conti, già in epoca precostituzionale, svolgevano un ruolo di primaria importanza, caratterizzato dalla binarietà delle attribuzioni, tanto giurisdizionali quanto consultive o di controllo . Altra caratteristica essenziale dei due organi è l'indipendenza dal Governo(art. 100, c. 3, Cost.), il che li differenzia, sotto il profilo della rilevanza costituzionale, dal CNEL.


Il Consiglio di Stato:

La Costituzione del 1948 riconobbe il ruolo storicamente consolidato dell'organo, sia per la «consulenza giuridico-amministrativa» che per la «tutela della giustizia nell'amministrazione», confermando questa ultima funzione nel successivo art. 103
Dal punto di vista storico, la scelta del costituente era stata quella di mantenere separata la giustizia amministrativa da quella ordinaria, per le diverse tradizioni che avevano legato i giudici amministrativi al Governo, che li sceglieva tra gli alti funzionari amministrativi e, talvolta, all'interno del ceto politico.

Struttura:
Il Consiglio di Stato è articolato in sette sezioni, di cui quattro a carattere consultivo (una specializzata nei pareri su atti normativi) e tre con competenze giurisdizionali.
Funzioni consultive vengono esercitate dall'adunanza generale, di cui fanno parte i consiglieri di Stato, mentre l'adunanza plenaria - composta da dodici giudici appartenenti alle tre sezioni giurisdizionali - svolge funzioni solo in 6 sede giurisdizionale.
 In ordine alla nomina dei consiglieri di Stato, si può osservare, in primo luogo, come la scelta del Presidente, operata dal Consiglio dei Ministri, rappresenti un aspetto residuale dell'antico rapporto tra Governo e magistratura amministrativa, anche se, poi, la scelta è limitata ai magistrati che abbiano svolto per un quinquennio funzioni direttive. 

La funzione consultiva:
il Consiglio di Stato esercita funzione consultiva in via quasi esclusiva, sia preventivamente (consulenza), sia successivamente (attraverso la giurisdizione). In entrambi i casi, il Consiglio di Stato assicura la legalità dell'azione amministrativa e garantisce il coordinamento dei singoli provvedimenti amministrativi con l'intero sistema.
 Il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa:
Il Consiglio di presidenza, organo di autogoverno della magistratura amministrativa, è composto dal Presidente del Consiglio di Stato, che lo presiede, e da dieci membri effettivi eletti tra i magistrati amministrativi in servizio, di cui quattro provenienti dal Consiglio di Stato (oltre alla elezione di due membri supplenti), sei dai Tribunali amministrativi regionali (oltre alla elezione di due membri supplenti), e quattro cittadini, scelti, rispettivamente due dalla Camera e due dal Senato, tra professori universitari ordinari di materie giuridiche e avvocati con venti anni di esercizio professionale. I componenti elettivi durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili .

 La Corte dei conti:

Esercita, in tale veste, una funzione di controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, di controllo sulla gestione deì bilanciò statale, di controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria, nonché svolge attività referente al Parlamento, che viene definita di «controllo informativo».

La struttura della Corte:
La Corte si articola a livello centrale in tre sezioni di controllo e in tre sezioni giurisdizionali, che giudicano in grado di appello sulle sentenze delle sezioni giurisdizionali regionali. 
Le sezioni giurisdizionali centrali si pronunciano sui conflitti di competenza o si su questioni di interesse generale, sempre a sezioni riunite.
Le principali figure di vertice della Corte sono il Presidente e il Procuratore generale, che svolge le stesse funzioni del pubblico ministero. 
L'art. 11, c. 8, della 1. n. 15/2009 prevede, analogamente a quanto stabilito per la magistratura ordinaria e amministrativa, un organo di autogoverno della magistratura, il Consiglio di Presidenza, composto dal Presidente della Corte che lo presiede, dal Presidente aggiunto, dal Procuratore generale e da quattro membri eletti dal Parlamento.

 La funzione di controllo:
-il controllo preventivo di legittimità viene esercitato dalla Corte su nove categorie di atti non aventi forza di legge, adottati dalle amministrazioni dello Stato e individuati dall'art. 3 della 1. n. 20/1994 (es. atti normativi a rilevanza esterna, atti di programmazione, provvedimenti dei Comitati interministeriali, atti di attuazione di norme comunitarie, ecc.). Per quanto riguarda gli atti del Consiglio dei Ministri, la Corte li sottopone a «registrazione», e cioè attesta la loro conformità alla legge, oppure li rinvia al Governo motivandone il contrasto con disposizioni di legge o con le previsioni del bilancio dello Stato.
-L'art. 3, e. 4,1. n. 20/1994 prevede l'esercizio di controlli successivi sulla gestione del bilancio e del patrimonio pubblico, sulle gestioni ed. fuori bilancio e sui fondi comunitari. Successivo è anche il ed. controllo sul rendiconto, in cui la Corte verifica la rispondenza delle previsioni finanziarie del bilancio statale con il rendiconto consuntivo. Il controllo si conclude con il giudizio di parifìcazione del rendiconto consuntivo dello Stato e delle gestioni annesse.
-La Corte verifica non solo la legittimità ma anche la regolarità delle gestioni (art. 3, ce. 4-6,1. n. 20/1994) e la rispondenza dei risultati dell'azione amministrativa agli obiettivi previsti dal legislatore, inviando al Parlamento e alle amministrazioni interessate una relazione sull'esito dei controlli.
Il controllo sulla gestione finanziaria è esercitato anche sugli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria e tale controllo perdura anche nei confronti degli enti pubblici trasformati in società per azioni, sino a che lo Stato detenga la partecipazione prevalente al capitale sociale.


 Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro:

In ogni caso, l'organo, senz'altro inedito rispetto ai modelli deli epoca prefascista, costituiva, nel disegno costituzionale, uno strumento di attuazione delle norme materiali di carattere economico e sociale, elencate nel Titolo III, Parte I, della Costituzione ,attraverso l'integrazione della rappresentanza politica con la rappresentanza degli interessi sociali ed economici.
Per quanto riguarda i rapporti con il Governo, il CNEL esprime, su richiesta del primo, valutazioni e proposte sui principali documenti ed atti di politica e di programmazione economica e sociale, anche con riferimento alle politiche comunitarie.

La composizione:
La Costituzione prevedeva che facessero parte di questo organo «esperti» e «rappresentanti delle categorie produttive», individuate sulla base della loro importanza numerica e qualitativa.
Il Presidente e il Consiglio durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati; tuttavia, i membri del CNEL possono essere revocati su richiesta delle istituzioni, enti o organizzazioni che li hanno designati .

Competenza:
La prima funzione indicata per il CNEL dall'art. 99, c. 2, Cost, è quella di organo di consulenza delle Camere e del Governo.
 Quale organo ausiliario, fornisce generalmente pareri facoltativi, giacché una diversa incidenza sul procedimento legislativo avrebbe comportato una modifica costituzionale.
Il CNEL è titolare del potere di iniziativa legislativa a livello nazionale e può contribuire all'elaborazione della legislazione economica e sociale, attraverso pareri, studi e indagini, su richiesta delle Camere, del Governo, delle Regioni o delle Province autonome.


Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Pecoraro, Reposo, Rinella, Scarciglia, Volpi, 2009. Diritto Costituzionale e Pubblico. 3rd ed. Torino: Giappichelli Editore.