Diritto Costituzionale: La Riserva di Legge

Lo strumento tecnico impiegato dalla Costituzione per regolare il concorso delle fonti primarie sia la riserva di legge.
 Il modo di operare delle riserve è però piuttosto complesso, proprio perché esse incidono in profondità nel sistema degli atti legislativi:


    
     A) 
        in linea di principio, la legge "formale", ossia la legge che si forma in Parlamento secondo      le norme degli artt. 70-74 Cost., si pone come la fonte legislativa a competenza generale, quella a cui è consentito di regolare qualsiasi oggetto.Ma vi sono alcune eccezioni:

- Riserve ad atti diversi dalla legge: alcune materie sono riservate alla disciplina posta da fonti diverse dalla legge formale: vi sono riserve di legge costituzionale , riserve di regolamento parlamentare , riserve a favore degli Statuti speciali.
La legge ordinaria che penetrasse in questi ambiti riservati sarebbe dichiarata illegittima, per vi violazione delle specifiche norme costituzionali che quelle riserve istituiscono';

Riserva a leggi rinforzate:

a)- per alcune materie il normale procedimento parlamentare di formazione della legge non è ritenuto sufficiente. Così, per esempio, una particolare maggioranza è richiesta dall’art. 79 per votare la legge di amnistia e indulto.

b) Altri esempi di procedimenti rinforzati sono quelli richiesti dagli artt. 132-133 per modificare le circoscrizioni degli enti territoriali. La ratto e, in questi casi, di coinvolgere le popolazioni e gli enti interessati nel procedimento di formazione, non già della legge, ma del disegno di legge che il Governo presenterà alle Camere. Questo cliché - consultazione degli enti e referendum consultivo - deve essere seguito sia per la formazione della legge costituzionale necessaria a modificare le Regioni esistenti, sia per la legge ordinaria che dispone il passaggio di un comune o di una provincia da una Regione all'altra, sia infine per la legge statale (non necessariamente formale) che modifica l'assetto die province di una stessa Regione o per la legge regionale che modifica l'assetto dei comuni.

c) Il "nuovo" art. 116.3 prevede che con legge formale, approvata però a maggioranza assoluta, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, e formata "sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata", si possano concedere alla singola Regione "ulteriori forme e condizioni particolari da autonomia", rispetto a quelle standard, nell'ambito di alcune materie.

d) Molto rilevanti sono le particolarità del procedimento di formazione delle leggi che disciplinano i rapporti con i culti religiosi. L'art. 7 Cost., richiamando espressamente i Patti lateranensi del 1929, tratteggia una disciplina complessa ma non chiaramente descritta in Costituzione. Essa viene ricostruita così: posto che i Patti sono atti di diritto internazionale, la cui modifica deve avvenire tramite il consenso delle parti (e, per qUanto riguarda l'ordinamento italiano, con ratifica autorizzata dalla legge formale, secondo la procedura dell'art. 80, le leggi di esecuzione sono protette" dall'art. 7, nel  senso che, nella misura in cui siano di stretta esecuzione delle previsioni del concordato, esse non sono modificabili dalla legislazione  ordinaria se non previa riforma del concordato stesso. La giurisprudenza costituzionale ritiene che la disposizione costituzionale non si limiti a tutelare gli specifici Patti del '29 (come sostengono coloro che leggono nella disposizione costituzionale il riconoscimento del solo "principio pattizio), ma ponga un "principio concordatario" che tutela ogni successiva modificazione di quegli accordi, a partire da quelle intervenute nel 1984.


      B) 

       In linea di principio gli atti con forza di legge possono sostituirsi sempre alla legge del parlamento, salvo i casi in cui la Costituzione non prescriva espressamente che la "materia" sia trattata solo con legge formale.


Per alcuni specifici "oggetti", il testo costituzionale impiega la formula "le Camere con legge" per indicare esplicitamente la riserva di legge formale.

Si tratta di leggi particolari attraverso le quali il Parlamento svolge un controllo politico sull'attività del Governo.Tali sono:



-       la legge di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali (art. 80 Cost).
 Non tutti i trattati sono soggetti a questa procedura, ma solo quelli rientranti nelle cinque categorie indicate dall'art. 80 stesso  (trattati "di natura politica" - espressione tutt'altro che pregnante - o che "prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi).

-       L’ordine di esecuzione, una formula stereotipata che ordina ai soggetti dell'applicazione del diritto (giudici e amministrazioni) di considerare il trattato come fonte di norme interne aventi lo stesso grado gerarchico della legge che la contiene .

-       la legge di approvazione dei bilanci e del rendiconto presentati dal Governo.
 La natura di controllo politico che assumono queste leggi è evidente, tant'è  che si ritiene comunemente che un voto negativo delle Camere su di esse comporti le immediate dimissioni del Governo. 
      Con essa il Parlamento approva il documento contabile presentato dal Governo che riepiloga i risultati dell'esercizio finanziario trascorso.
      Per la legge di approvazione del bilancio di previsione essa deriva invece dall'art. 81.3 Cost., che dispone che con essa "non si possono stabilire nuovi  tributi e nuove spese".
      Proprio per consentire di modificare la legislazione vigente nella "sessione di bilancio", facendo della manovra di bilancio il fulcro della politica economica, a partire dal 1978 è stata introdotta la legge finanziaria, legge sostanziale, non soggetta alle limitazioni dell'ai art. 81.3 Cost., ma diretta :a a modificare le norme tributarie e quelle di spesa in vista della approvazione del bilancio. La legge finanziaria non è però prevista in Costituzione e quindi non è "coperta" da riserva di legge formale.

-       riserva di legge formale è prevista anche per assicurare l'intervento del Parlamento in relazione all'emanazione dei decreti con forza di legge da parte del Governo : in via successiva, nella conversione dei decreti-legge o nella c.d. "sanatoria" degli effetti prodotti dal decreto decadutito (art. 77); in via preventiva nella delegazione  legislativa  (art 76) e nel conferimento dei poteri normativi al Governo in caso di guerra (art. 78).

Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Bin ,Pitruzzella, 2009. Le fonti del diritto. 3rd ed. Torino: Giappichelli Editore.