Diritto Costituzionale: il Diritto Comunitario e il suo "sistema delle fonti"


             Il "sistema" delle fonti comunitarie:


L'Unione europea non conosce ancora un vero e proprio "sistema delle fonti": 
edificarlo sarebbe stata una delle ambizioni del Trattato costituzionale, fallito però in fase di ratifica da parte degli Stati membri.
 Tuttavia anche il Trattato di Lisbona, attualmente in fase di ratifica, apporta qualche miglioramento al quadro degli strumenti normativi comunitari.

Attualmente non esiste un'organizzazione gerarchica delle  fonti comunitarie e queste non consistono un "sistema chiuso".
La distinzione fondamentale da cui muovere è tra il diritto convenzionale e il diritto derivato
Sono fonti del diritto convenzionale  i trattati con cui la Comunità europea è stata istituita e successivamente  modificata e sviluppata. I trattati istitutivi occupano necessariamente una posizione gerarchica superiore rispetto agli atti normativi derivati, i quali trovano infatti nel trattato la loro legittimazione e il loro fondamento.
Gli atti della Comunità devono perciò fondarsi su  una espressa base giuridica indicata dal trattato.


Gli atti del diritto derivato si distinguono anzitutto in atti vincolanti e non vincolanti: 

- Degli atti non vincolanti non merita dire molto in questa sede.
 Tra essi vanno annoverate le raccomandazioni CE e i pareri:
 le prime sono inviti rivolti agli Stati a conformarsi ad un certo comportamento, mentre i secondi esprimono il punto di vista di un organo su un determinato oggetto, un'opinione che ogni organo della Comunita’ Europea puo’ esprimere.
Non sono del tutto privi di efficacia giuridica, perché la Corte di giustizia ha affermato che essi esercitano una funzione di guida per l'interprete.
 Tuttavia questi atti non pongono norme vincolanti e sanzionabili.

- Passando invece agli atti normativi vincolanti, e quindi alle vere e proprie fonti del diritto comunitario, occorre distinguere tre tipologie, profondamente diverse almeno in linea di principio:
      
a)    i regolamenti CE hanno le caratteristiche simili a quelle della legge nell'ordinamento interno. Pongono norme generali e astratte che si rivolgono a tutti^ (hanno portata generale, secondo il linguaggio comunitario); vanno applicati integralmente nei territori dei paesi membri (sono  obbligatori) e, soprattutto, vanno applicati direttamente.

b)   le direttive CE sono strumenti più tradizionali. Sono atti normativi che hanno come destinatario il  solo Stato membro e non si applicano perciò direttamente ai singoli. Vincolano lo Stato "per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi" .
Lo Stato può scegliere, in applicazione delle norme del proprio ordinamento, se dare attuazione alla direttiva con legge, con regolamento o anche solo con comportamenti del'amministrazione pubblica, purché assicuri un'attuazione piena, corretta e certa.

c)    le decisioni CE hanno invece caratteristiche simili al provvedimento amministrativo. Sono direttamente applicabili ma hanno portata particolare,  si rivolgono cioè a soggetti specifici, che  possono essere uno Stato membro ma anche una determinata persona giuridica (per esempio una societa’ commerciale).




      *POTERI IMPLICITI,COMPETENZE TEOLOGICHE E CLAUSOLA DI FLESSIBILITA’: "E consentito applicare una norma interpretativa generalmente ammessa tanto in diritto internazionale quanto nel diritto interno e secondo la quale le disposizioni di un trattato internazionale o di una legge comprendono implicitamente anche le norme senza le quali le predette disposizioni non avrebbero senso o non potrebbero venir applicate in modo ragionevole e utile" (C-8/55). In questa lontana decisione della Corte di giustìzia è già contenuta la "dottrina dei poteri impliciti'', comunemente accettata nei sistemi federali. Come afferma la Corte nella sent Aets (C-22/70), anche in assenza di attribuzioni esplicite nel trattato, i poteri delle istituzioni comunitarie possono essere desunti dal "trattato nel suo
      complesso" e dagli atti normativi "derivati”.*

Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Bin ,Pitruzzella, 2009. Le fonti del diritto. 3rd ed. Torino: Giappichelli Editore.