Diritto Costituzionale: differenza fra Fonti atto e Fonti fatto


Differenza fra le fonti-atto e le fonti fatto

- Le prime sono imputabili a soggetti cui lo stesso ordinamento riconosce il potere di porre in essere atti normativi  ; sono frutto di un agire volontario da parte di un organo a ciò abilitato dall'ordinamento giuridico.
Costituiscono l'esito di procedimenti altamente formalizzati (e controllabili).

- Le seconde invece costituiscono ormai una categoria residuale, perciò stesso non definibile.
 La categoria delle fonti-fatto è sorta avendo come riferimento la consuetudine, per cui ancora oggi nelle definizioni di essa ricorrono di frequente espressioni come "fenomeni normativi non volontari", "comportamenti sociali", "produzione sociale spontanea di norme", "diritto non scritto'’.

Fonti-fatto sono perciò qualificati :  gli atti normativi della Comunità europea, i trattati internazionali, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (nell'interpretazione quotidiana che di essa fornisce la Corte di Strasburgo), le stesse leggi degli ordinamenti stranieri richiamate dalle norme di diritto internazionale privato: però nessuna di queste fonti è «involontaria" o "spontanea", nessuna è "non scritta".

La categoria delle fonti-fatto, che costituisce uno degli elementi portanti del sistema delle fonti, ha ormai perso ogni tenuta concettuale ed è definibile solo in negativo, come "tutto ciò che genera norme giuridiche ma non è iscrivibile tra le fonti-atto».

Argomentazione approfondita prendendo come riferimento Bin ,Pitruzzella, 2009. Le fonti del diritto. 3rd ed. Torino: Giappichelli Editore.